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5 novembre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Fernando Sanchez Grassa muore scendendo dal Mt. Himlung (7.126 m)

Mt. Himlung, Nepal. Fonte: THT

L’alpinista ha perso la vita nella notte di venerdì 1° novembre mentre scendeva dalla vetta del Settemila nepalese

L’alpinista spagnolo Fernando Sanchez Grassa detto “Nanuk” è morto venerdì notte, sopra Campo III, mentre scendeva dalla vetta del Mt. Himlung (7.126 m), nel Nepal Occidentale.

Grassa (44), nota guida alpina di Saragozza, faceva parte di una spedizione di otto membri. Con i fratelli gemelli – Juan Carlos Del Cerro Milano e Jesus Del Cero Millan – aveva raggiunto il  vertice della montagna in stile alpino, venerdì pomeriggio.

Durante la discesa Fernando avrebbe accusato cecità da neve. Mingma Gyalje Sherpa, direttore di Imagine Nepal, l’agenzia che ha coordinato la spedizione, ha dichiarato che Grassa sarebbe morto per sfinimento.

Secondo quanto riferito da Efe, le squadre di soccorso domenica hanno recuperato  uno dei due fratelli rimasto bloccato in quota per ipotermia. L’alpinista è stato  ricoverato all’ospedale di Kathmandu insieme al fratello gemello, che era riuscito a scendere e a dare l’allarme. Venerdì le condizioni meteorologiche avverse hanno colpito l’area, impedendo qualsiasi precedente operazione di salvataggio.

Gli altri cinque membri del team avevano rinunciato al tentativo.

Il corpo di Grassa non è stato ancora recuperato.

David Parra ricorda “Nanuk”

Fernando Sánchez Grassa, risiedeva ad Aragües del Puerto  e aveva già condiviso almeno un’altra spedizione con i gemelli Del Cerro. Uno degli amici di “Nanuk”, David Parra, ha raccontato come sia nato questo viaggio in un’intervista rilasciata a El Pais: “I gemelli gli hanno fatto una sorpresa comprandogli il biglietto senza avvisarlo. Volevano viaggiare e scalare di nuovo insieme.. Fernando era una persona incredibilmente sensibile, odiava le ingiustizie…”. Impegnato socialmente, aveva compiuto diversi viaggi di solidarietà in Siria. “In Siria non si è nascosto. Era molto vicino al fronte, pronto ad aiutare dopo i bombardamenti. È stato tra i primi a cercare i sopravvissuti tra gli edifici crollati o a portare acqua e cibo ”, ricorda David Parra.
Nel 2017, Fernando Sánchez è stato arrestato in Iraq insieme ad altri combattenti di varie nazionalità legati alla milizia YPG (unità di protezione del popolo curdo-siriano) mentre cercavano di ritornare a casa dopo aver combattuto contro l’Isis in Siria. “Fernando aveva il visto scaduto, quindi è stato arrestato e trattenuto per una settimana fino a quando tutto non è stato chiarito.”

Fonti: THT, Outlook India, El Pais