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8 novembre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Fratelli Pou: tre nuove vie nell’Himalaya indiano. Guarda il video

I f.lli Pou nell’Himalaya indiano. Foto arch. Hermanos Pou

Iker e Eneko Pou tornano dall’Himalaya con tre nuove vie e due vette inviolate. L’obiettivo della spedizione (che hanno condiviso con Jacopo Larcher, Siebe Vanhee e Matty Hong) era la Valle Bapsa, una zona poco conosciuta dell’Himalaya indiano

I fratelli Eneke e Iker Pou hanno chiuso la loro spedizione in India  con tre nuove vie aperte in stile alpino e scalando ininterrottamente: “The Latin Brother” (7c/+, 560 metri) completata in 14 ore di attività, dedicata a Hansjörg Auer, “Miguelink ” (6c, 600 metri), in 12 ore,  dedicata a Miquel Riera, “padre” dello Psicoblocco, scomparso mentre i Pou erano in India, e “Beti Alavés” (6b+, 340 metri) salita in 10 ore e 30′, dedicata alla squadra della loro città il Deportivo Alavés e ai suoi tifosi.

Durante queste aperture, i due alpinisti spagnoli hanno anche compiuto l’ascensione di due vette inviolate che hanno battezzato “Midi d’Ossau” (4.670 m) e ” Gorbea” (4.560 m), la prima per celebrare i Pirenei e, la seconda, in onore della montagna basca.

Lo scopo della spedizione era un’area poco conosciuta dell’Himalaya indiano (Valle Bapsa, Himachal Pradesh), molto vicino al confine con il Tibet.

Non è stato facile per loro, visto il maltempo nella prima parte della spedizione e la rottura del mignolo di Iker,  infortunio occorso una settimana prima di intraprendere questa avventura: «Non abbiamo voluto dire nulla del mio dito rotto prima di partire. Ero già molto nervoso per l’infortunio e non volevo che altri condizionassero la mia decisione. Né volevo che la gente lo vedesse come una scusa ancor prima di partire. Alla fine ho deciso di andare e tentare la fortuna..”, spiega Iker.

“Abbiamo avuto un rapporto molto speciale con Hans. Avevamo condiviso con lui due delle nostre migliori spedizioni – a Baffin Island e n Siberia (entrambe nel Circolo Polare Artico) –  ed era un buon amico. Inoltre, sarebbe dovuto venire con noi in questa spedizione, se  non fosse successo lo  sfortunato incidente … Ci è mancato molto e volevamo dedicargli la nostra migliore apertura”, racconta Eneko in un’intervista rilasciata a Desnivel.

Le tre aperture sono avvenute in stile alpino e non-stop: “Avevamo provato questo stile nelle Alpi, in Patagonia e nelle Ande, ma mai in Himalaya. E siamo molto soddisfatti: ha funzionato! Anche se è anche vero che è stato faticoso!”