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14 agosto 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Giampaolo Corona in cima allo Spantik (7.027 m)

Giampaolo Corona. Fonte: facebook

Corona: “Lo Spantik è una montagna affascinante e complessa. La cresta ha uno sviluppo di 7,5 km per un dislivello di 2.700 metri, con tratti tecnici da non sottovalutare…”

Ieri 13 agosto, Giampaolo Corona ha raggiunto la cima dello Spantik (7.027 m).

Corona, partito da solo per il Pakistan il 29 luglio scorso, ha affrontato la scalata con un compagno di cordata, incontrato per caso sul posto.

Ecco il racconto della guida alpina delle Aquile di San Martino, postato sulla sua pagina facebook:

“Ieri Gram e io decidiamo di salire, approfittando di un buco di due giorni di tempo stabile.  Andiamo alle nostre tendine a 5.500 metri e aspettiamo che il freddo della notte compatti la neve. Oltre quella quota non c’è ancora nessuno: tende, corde fisse, tracce… niente. Meglio. Per noi la parte alta della cresta è un’incognita, ma siamo tranquilli. Partiamo alle 2 di notte, portiamo con noi solo il minimo, per essere più leggeri. Sviluppo e dislivello, saltando i campi, sono notevoli, e probabilmente dovremo battere traccia. Alle 11 siamo in cima. Da soli. Ma non é finita.”

Continua l’alpinista trentino: “Ci eravamo infatti posti l’obiettivo di scendere fino al Campo Base portando giù tutto il nostro materiale, e così abbiamo fatto, nella neve marcia finendo diverse volte in qualche buco del ghiacciaio. Ora siamo al BC, stanchi e felici.”

Spantik. Fonte: G. Corona/facebook

“Lo Spantik è una montagna affascinante e complessa. La cresta ha uno sviluppo di 7,5 km per un dislivello di 2.700 metri, con tratti tecnici da non sottovalutare. Anche questa volta ho conosciuto e condiviso la salita con una persona incontrata qui per caso, ed è nata una nuova amicizia. Il bello di viaggiare da soli”, conclude Corona.

L’alpinista trentino, è sempre “alla costante ricerca della semplicità, dell’essenziale.”
Ama scalare veloce e con poco materiale: “Dico sempre: quando pensi di avere solo l’essenziale nello zaino, c’è sempre qualcosa di cui puoi fare a meno.”