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22 novembre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Cultura · Libri Illustrati

“Haute Montagne”: i cent’anni del Groupe de Haute Montagne

Cover “Haute Montagne”

Uno dei Club Accademici più importanti al mondo, celebra il centenario con una corposa pubblicazione che ripercorre l’eccellenza dell’alpinismo internazionale

E’ sui blocchi rocciosi di Fontainebleau e in un gruppo di arrampicatori parigini che va ricercato l’afflato iniziatico del Groupe de Haute Montagne, destinato a diventare nella storia uno dei club “accademici” più importanti del mondo

L’alpinismo “senza guida” in Europa si era già affermato sul finire dell’ottocento, per poi consolidarsi nei primi anni del secolo successivo. La tragedia della Prima guerra mondiale, tuttavia, aveva drammaticamente interrotto ogni attività sportiva in montagna. Fu solo nel 1919 che i “senza guida” francesi pensarono di riunirsi in un gruppo di alpinisti amatori, sposando un’idea di Jacques Lepiney, Paul Chevalier e Paul Job.

Sebbene i blocchi di roccia arenaria di Fontainebleau rappresentassero una palestra ideale che diede un notevole impulso evolutivo alla scalata pura, grazie anche a personaggi come Pierre Allain, non ci volle molto perché i membri del gruppo iniziassero a far parlare di sé sul massiccio del Monte Bianco e negli Ecrins. Con il tempo andarono definendosi anche i parametri d’ammissione al sodalizio, che nel 1927 si fuse con il Club académique français d’alpinisme, per poi ricercare una propria strada solo tre anni dopo. La natura “nazionale” del GHM mutò nel corso del tempo aprendosi agli alpinisti di ogni paese, segno questo di una grande maturità nel “cameratismo” che ancor oggi contraddistingue il gruppo.

L’alpinismo internazionale di alto livello è da sempre nel suo corredo genetico, così come il valore sportivo nel senso più elevato del termine. Un gruppo che a differenza di altri cenacoli accademici non ha precluso l’ingresso alle guide alpine, a patto che l’attività di alto livello sia stata condotta in veste non professionale.

In cento anni di storia sono passati tra le fila del GHM i più bei nomi dell’alpinismo di tutti i tempi, creando una fucina naturale d’evoluzione tecnica, di pensiero e di cultura, ben rappresentata da pubblicazioni di pregio come la rivista Alpinisme, fusasi nel 1955 con quella del Caf La Montagne e, in tempi più recenti, nel 1992, dall’istituzione dei Piolets d’Or, il più importante premio d’alpinismo al mondo. Sotto la guida di Christian Trommsdorff dal 2009, il GHM raggiunge così il traguardo del centenario, celebrando la sua storia in una corposa pubblicazione: Haute Montagne. Curato da Les Èditions du Mont Blanc di Catherine Destivelle e firmato da Gilles Modica, Bernard Vaucher, Philippe Brass e David Chambre, il libro ripercorre l’eccellenza dell’alpinismo mondiale attraverso le immagini, i racconti e le testimonianze dei protagonisti, molti dei quali si sono fregiati del distintivo del gruppo. I tempi di quei ragazzi bleausards sono lontani ma il sodalizio riparte con uno sguardo fiducioso e positivo verso il futuro, perché un alpinismo senza il Ghm non sarebbe più quello che abbiamo conosciuto e più volte raccontato.

Marco Blatto – GHM – Membre Actif