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10 agosto 2018

Climbing · Vertical · The North Face

Jacopo Larcher: il recente viaggio In Canada, il progetto a Cadarese e la sua ricetta per eccellere in arrampicata

Jacopo Larcher è sicuramente uno degli scalatori italiani più poliedrici del momento. Insieme alla sua compagna, Barbara Zangerl, sta ripetendo alcune tra le vie di salita più difficili, siano esse multipitch, vie trad o sportive. I due infatti hanno effettuato qualche mese fa la prima ripetizione in libera di “Magic Mushroom”, una durissima via di 30 tiri che segue una serie di diedri liscissimi sulla mitica parete di El Capitan, nello Yosemite.

Sia Jacopo, con la salita di La Rambla, storica via di 9a+ in Spagna, che Barbara, con la salita di Speed Intégrale 9a, si sono contraddistinti anche sulle vie sportive, oltre che sui loro recenti successi in stile trad. Sono tornati giusto qualche settimana fa dal Canada, dove hanno salito entrambi “The Path”, storica via di 8b+ da proteggere con friend e nut e che obbliga a lunghi run-out, salita per la prima volta da Sonnie Trotter nel 2007.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Jacopo al Mountain Festival organizzato di recente da The North Face in Val San Nicolò e gli abbiamo fatto qualche domanda.

Raccontaci del tuo recente viaggio in Canada, dove sei stato e che vie hai scalato.

Sono tornato pochi giorni fa dal mio viaggio in Canada dove l’idea iniziale era quella di partire da Squamish per poi andare nei Bugaboos. Per vari motivi però siamo rimasti a Squamish per quasi tutto il nostro soggiorno, ci siamo spostati soltanto l’ultima settimana per raggiungere Lake Louis. Purtroppo non è stato un viaggio molto produttivo, mi sono un po’ perso nel provare i crux di alcune vie nonostante le condizioni non fossero ottimali a causa del caldo e delle pareti bagnate. Ero molto vicino a chiudere la via (“Dreamcatcher” ndr) per cui ho continuato a crederci. Poi però è scoppiato il caldone e abbiamo deciso di spostarci gli ultimi giorni a Lake Louis. Lì siamo riusciti (insieme a Barbara Zangerl ndr) a ripetere una via molto famosa di Sonnie Trotter chiamata “The Path”, un 8b+ trad che mi gironzolava in mente ormai da tanto tempo. Mi aveva colpito molto fin da quando, da ragazzino, avevo visto Sonnie scalare questo tiro. É stata una bella soddisfazione, un’altra spunta sulla mia lista dei sogni!

Quello che stupisce più di te è la tua poliedricità, come è possibile eccellere in così tante specialità come l’arrampicata sportiva, le vie trad e le multipitch?

Penso che per mantenere sempre alta la motivazione sia essenziale variare sempre e provare un po’ tutti gli aspetti e le discipline dell’arrampicata. Personalmente poi trovo che sia più importante riuscire ad avere un buon livello in tutte le discipline che non essere particolarmente forte in una sola. Ovviamente non è molto semplice eccellere in tutte le discipline, questo perchè non sono proprio complementari tra di loro.

Non c’è però una vera formula per me. Per allenarmi, cerco solamente di seguire la mia motivazione e le stagioni, variando il più possibile. Solitamente termino l’anno tendendo a scalare su vie lunghe, periodo nel quale, di conseguenza, il mio livello in falesia si abbassa. I mesi invernali invece li sfrutto allenandomi in palestra e facendo boulder, mentre in primavera di solito mi dedico principalmente alla scalata in falesia o sulle vie trad. In estate infine tendo a stare il più possibile in montagna. Questa è un po’ la mia ricetta per riuscire ad essere il più poliedrico possibile.

C’è ancora una linea che aspetta di essere liberata, il tuo progetto a Cadarese. Quando tornerai e come ti stai allenando?

La linea dei sogni è il mio progetto a Cadarese, pulito diverso tempo fa e iniziato a provare ormai quattro anni fa. Per me è un po’ la massima espressione dell’arrampicata trad. L’anno scorso mi sono sentito molto vicino a farlo, mi sono allenato tutto l’inverno per questo progetto, solo che poi mi sono infortunato (ad una puleggia e alla caviglia) e quindi ho dovuto spostare tutto all’autunno seguente. Al momento non mi sto specificatamente allenando per questa via perchè sono appena tornato dal Canada e perchè dedicherò l’estate alle vie lunghe. Cercherò nei prossimi mesi di allenarmi un po’ in palestra e di fare un po’ di boulder, in modo da prepararmi a questo mio grande progetto e di riprovarlo non appena arriverà la stagione giusta.

 

Intervista di Simone Enei e Francesco Russo