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13 ottobre 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo · Guide Alpine

Madison Mountaineering in causa per la fallita spedizione all’Everest del 2019

Garrett Medison durante una spedizone all’Everes. Foto: G, Madison

Un cliente chiede il risarcimento all’agenzia di Garrett Madison: la spedizione non andò oltre il  Campo Base

L’agenzia americana Madison Mountaineering fondata dalla guida Garrett Madison, è alle prese con  un problema legale che potrebbe costituire un serio precedente per l’intero settore.

La disputa in corso, che finora ha generato due cause legali, nasce a seguito della fallita spedizione all’Everest dell’autunno 2019, guidata dallo stesso Madison, che annullò qualsiasi tentativo di scalata a causa di condizioni molto rischiose.

L’operatore è stato accusato da un cliente, Zachary Bookman,  di non essere stato in grado di andare oltre il campo base.

Bookman sostiene che la spedizione a cui ha partecipato e per la quale ha versato $ 69.500,  è stata una truffa, e che tale importo gli sia stato essenzialmente addebitato per un trekking di cinque giorni  fino al campo base. Sempre secondo Bookman, Garret avrebbe anche promesso di sostenere una parte di tali costi.

Cosa accadde nel 2019?

Nell’autunno del 2019 diverse spedizioni arrivarono al campo base dell’Everest. Tra gli alpinisti presenti, c’erano due star  mondiali –  il catalano Kilian Jornet e il polacco Andrzej Bargiel –  entrambi all’Everest con i rispettivi progetti: salire sul tetto del mondo in stile veloce e leggero (Kilian) e compiere la discesa integrale con gli sci (Andrzej). Il polacco era accompagnato da altri tre compagni di squadra, tra cui l’esperto  Rafal Fronia.

Era presente al CB  anche la spedizione commerciale di Madison Mountaineering, guidata da Garrett Madison, con il CEO di Mountain Hardwear e con il britannico Tim Emmett. Il team era completato da due dirigenti di due società americane, Kristin Bennett di Boston e Zac Bookman della Silicon Valley.

Infine, al CB, oltre al personale locale di supporto  (Sherpa e Ice Doctor), era presente anche un’altra forte spedizione polacca per tentare il Lhotse. Erano guidati da Marcin Kaczkan e il loro obiettivo era prepararsi per un futuro tentativo invernale al K2.

Di tutti questi alpinisti, solo Kilian Jornet si avventurò oltre la cascata di ghiaccio del Khumbu. L’ultra-runner catalano raggiunse gli 8.300 metri di quota, attraverso una variante della via polacca, prima di ritirarsi.

Si erano presentate finestre meteo favorevoli, ma nessuno osò aggirare la cascata del Khumbu a causa di un enorme seracco che, a metà via verso C1, minacciava di staccarsi da un momento all’altro dalla Spalla Ovest, una situazione molto simile a quella che provocò la morte di 16 sherpa nel 2014.

Per questo motivo, non potendo progredire significativamente, molti alpinisti si ritirarono. Tim Emmett e il CEO di Mountain Hardwear furono i primi a lasciare l’Ottomila, seguiti subito dopo dai polacchi impegnati al Lhotse, e pochi giorni dopo da Andrzej Bargiel e dal suo team;  infine se ne andarono anche Garrett Madison, Kristin Bennett e Zac Bookman.

I membri della spedizione all’Everest 2019. La guida Garrett Madison all’estrema sinistra (in rosso) e il cliente Zachary Bookman, terzo da destra (in arancio).©Francois Lebeau. Fonte: GeekWire.com

Garrett Madison, una guida molto esperta

Vale la pena ricordare che Garrett Madison è una delle guide più esperte dell’Everest e che la sua agenzia è una delle più prestigiose. Iniziò a lavorare come guida nel 1999 sul Monte Rainier e sull’Everest nel 2009. Da allora, le sue spedizioni  hanno condotto più di sessanta clienti sul tetto del mondo. Ha scalato personalmente l’Everest dieci volte, il Lhotse tre volte e il K2 due volte.

Inoltre,  Madison ha uno stretto legame con la comunità Sherpa. Durante l’attuale pandemia, la sua agenzia ha continuato a pagare un terzo dello stipendio a 42 dipendenti nepalesi, pur non avendo organizzato una sola spedizione e, nel 2013, si è preoccupato di rendere pubblica la versione degli Sherpa in a seguito alla rissa che avvenne a C2 con Simone Moro, Ueli Steck e Jon Griffith.

Due le cause legali contro Madison

Dopo il ritorno dall’Everest, Zac Bookman ha intentato due cause legali contro Garrett Madison, accusandolo di frode per non averlo guidato oltre il campo base. Il querelante ha affermato che gli sherpa non erano addestrati a fare il loro lavoro e che l’Everest è già pericoloso di per sè,  quindi la minaccia di un seracco sospeso sarebbe stata solo una scusa. Bookman ha, inoltre, dichiarato ironicamente  di aver pagato più di 60.000 euro per un trekking di cinque giorni fino al CB.

Nella prima causa (a gennaio), Bookman ha reclamato i presunti $ 50.000 che Madison avrebbe promesso di restituirgli al momento dell’annullamento della spedizione, cosa che la guida nega. Nella seconda causa (a marzo) ha chiesto un risarcimento di $ 100.000 poichè Madison avrebbe infranto la sua promessa di restituire  $ 50.000.

Parlando con GeekWire.com, Garrett Madison ha affermato: “Penso che il signor Bookman volesse continuare la scalata e non avesse paura del rischio. Se la sua fosse stata una spedizione personale, avrebbe potuto continuare da solo. Credo che il motivo per cui le persone mi ingaggiano, non sia solo per il supporto logistico, ma anche perchè io  prenda decisioni in montagna grazie alla mia esperienza e alla storica sicurezza che garantisco”.

Per ora, Madison ha vinto un primo round legale, che consisteva nell’annullamento delle cause intentate in California (dove risiede Bookman) e che dovranno essere nuovamente archiviate nello stato di Washington, sede della compagnia delle guide.

Un precedente scomodo

Ciò che rende questo caso degno di nota, è il serio precedente che potrebbe costituire per l’intero settore. Un precedente che in futuro potrebbe influenzare le decisioni delle guide: le stesse potrebbero sentirsi sotto pressione a livello giuridico in caso non soddisfino, ad ogni costo,  le aspettative dei loro clienti .

E’ lo stesso Garrett Madison ad affermarlo: “Spero di vincere la  causa e che questa costituisca un precedente per l’intero settore delle guide alpine, affinchè le guide e i leader delle spedizioni possano sentirsi sicuri di poter prendere le decisioni giuste senza temere, in caso non si raggiunga la vetta,  ripercussioni legali o finanziarie da parte dei loro clienti ”.