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30 settembre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Manaslu in velocità per François Cazzanelli. I dettagli dell’impresa e la prossima sfida

Manaslu Speed per François Cazzanelli. Foto arch. F. Cazzanelli. Fonte: press

L’alpinista valdostano ha impiegato 17 ore e 43 minuti dal campo base alla vetta e ritorno. Dopo la vetta del Manaslu, Cazzanelli, Camandona, Favre, Ratti e lo svizzero Steindl ritornano sull’inviolato Pangpoche

Come abbiamo già segnalato nei giorni scorsi, giovedì 26 settembre 2019 la cordata italo-svizzera formata dalle guide alpine valdostane Marco Camandona, François Cazzanelli, Emrik Favre, Francesco Ratti e lo svizzero Andreas Steindl ha raggiunto, la vetta del Manaslu, l’ottava montagna più alta del mondo (8.163 m).

Rientrati al CB, gli alpinisti hanno fornito qualche dettaglio in più sull’impresa e sulla prossima sfida.

In vetta al Manaslu senza ossigeno supplementare dalla Classica

Accantonata la possibilità di percorrere la via Hajzer Kukuczka del 1986 sul versante nord-est (che risulta ad oggi non ripetuta) a causa del rischio valanghe dovuto alle incessanti nevicate dei giorni precedenti, gli alpinisti hanno tutti raggiunto la vetta, senza ossigeno supplementare, preferendo la via classica. Per Camandona il Manaslu è il nono ottomila senza ossigeno a distanza di 23 anni dalla sua prima spedizione; per Favre, Steindl e Ratti è in assoluto la prima esperienza su un ottomila in stile alpino.

Manaslu Speed per Cazzanelli

“Manaslu Speed” per François Cazzanelli che ha optato per una salita in velocità con il suo stile classico e leggero registrando un tempo da campo base, vetta e ritorno al campo base di 17 ore e 43 minuti: 44 km, 3280 mt di dislivello in salita e discesa e portando con sé tutto il suo materiale. «Sono molto felice – ha affermato la guida alpina e alpinista di Cervinia – perché ancora una volta, i sacrifici e l’allenamento mi ripagano con un’ottima performance». Cazzanelli ha migliorato di ben 3 ore e 31 minuti il record del polacco Andrzej Leszek Bargiel che, nel 2014, partito dal campo base raggiunse la vetta e fece ritorno in 21 ore e 14 minuti.

Cazzanelli partito assieme ad Andreas Steindl alle 21:00 (ora del Nepal) dal campo base, dopo 4 ore e 15 minuti era al campo 3 a 6780 m e dopo 8 ore e 30 minuti al Campo 4 a 7400 m. In questo tratto la meteo poco clemente e il vento forte li ha fatti rallentare e coperto la traccia. Sopra il Campo 4, Cazzanelli e Steindl hanno raggiunto i compagni Francesco Ratti, Emrik Favre e Marco Camandona, partiti alle 24:00 (ora nepalese) dal Campo 3 dove avevano riposato qualche ora. Da questo momento, sono andati ognuno con il proprio passo. Cazzanelli e Camandona hanno raggiunto la vetta alle 10 (ora nepalese). Cazzanelli dal campo base alla vetta ha impiegato 13 ore, ne impiegherà altre 4 ore e 43 minuti per la discesa al campo base per un totale di 17 ore e 43 minuti (compresi i 20 minuti di sosta in vetta).

Alle 12 (ora nepalese) raggiungono la vetta anche Emrik Favre, Francesco Ratti e Andreas Steindl firmando il loro primo ottomila senza ossigeno supplementare. Da sottolineare la performance di Andreas Steindl che con stile “one push” dal campo base, vetta e ritorno ha impiegato 21 ore e 30 minuti.

Prossimo obiettivo: l’inviolato Pangpoche

La spedizione della cordata italo-svizzera non è ancora terminata. I cinque alpinisti si sposteranno nelle prossime ore per tentare l’inviolata vetta del Pangpoche (6.620 m), in totale stile alpino, dove la cordata ha già lasciato del materiale a quota 5100m, utilizzando come campo base il villaggio di Samagoan che si trova a una quota di 3.800 m.