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25 settembre 2019

Ambiente e Territorio

Massiccio del Monte Bianco. Radar sul Ghiacciaio Planpincieux, a rischio crollo

Ghiacciaio Planpincieux, sulle Grandes Jorasses, Monte Bianco, di cui una parte è a rischio crollo. Fonte: Ansa

La massa pericolante è di circa 250 mila metri cubi. Chiusa la strada per la Val Ferret

Potrebbe crollare a breve una parte del ghiacciaio Planpincieux, sulle Grandes Jorasses, lungo il versante italiano del massiccio del Monte Bianco.

La massa a rischio collasso è di circa 250 mila metri cubi. A dare l’allarme ieri sono state le strutture tecniche della Regione Valle d’Aosta e della Fondazione Montagna sicura, registrando un’accelerazione del movimento che ha raggiunto la velocità di 50-60 centimetri al giorno.

Il comune di Courmayeur ha disposto la chiusura della strada comunale della Val Ferret. “Tali fenomeni testimoniano ancora una volta come la montagna sia in una fase di forte cambiamento dovuto ai fattori climatici, pertanto è particolarmente vulnerabile”, spiega il sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi.

Il ghiacciaio Planpincieux è oggetto di studi sperimentali fin dal 2013 da parte della Fondazione Montagna sicura in collaborazione con il Geohazard Monitoring Group del CNR-IRPI di Torino, centro di competenza nazionale.

Ordinanza del 24 settembre 2019 del Comune di Courmayeur:

A partire dalle 19.30 di oggi, saranno chiuse la strada comunale della Val Ferret – tra le località Montitaz e Planpinceux – e la strada interpoderale per la località Rocheroft per il potenziale rischio glaciale legato al ghiacciaio di Planpinceux. Per i dettagli, prendere visione dell’ordinanza.
Ordinanza
Nota del Comune di Courmayeur

Ghiacciaio Planpincieux, sulle Grandes Jorasses, Monte Bianco, di cui una parte è a rischio crollo. Fonte: Ansa

Un radar sorveglierà in tempo reale, 24 ore su 24, il ghiacciaio di Planpincieux, sul massiccio del Monte Bianco, che rischia di crollare sulla Val Ferret, sopra Courmayeur

Questa tecnologia – fornita dal Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio della Regione Valle d’Aosta, che opera in collaborazione con la Fondazione Montagna sicura – potrà funzionare anche in condizioni di scarsa visibilità e integrerà l’attuale monitoraggio fotografico, che non è stato progettato per essere un sistema di allerta. Al momento viene infatti scattata una fotografia al giorno che consente, attraverso il raffronto con le immagini precedenti, di stimare il movimento giornaliero della massa, la cui velocità è aumentata negli ultimi giorni superando il mezzo metro.

Fortunatamente in base alle previsioni dell’ufficio meteo della Valle d’Aosta, nella zona cadrà qualche centimetro di neve fino a quota 2.200-2.300 metri. Condizioni che potrebbero favorire il rallentamento della massa instabile.

Nel frattempo la Regione Valle d’Aosta e il Comune di Courmayeur hanno “scelto un atteggiamento precauzionale – spiega all’ANSA Raffaele Rocco, coordinatore regionale del Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio e esperto nel settore delle emergenze idrogeologiche – ma questo non significa che si prevedono scenari apocalittici”. “Nessun modello scientifico ci può dire oggi se e quando ci potrà essere questo distacco – aggiunge – possiamo solo prevedere quale sia l’area interessata nel caso in cui avvenga il crollo”.