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8 novembre 2018

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Mateusz Waligóra compie la prima traversata in solitaria della parte mongola del deserto del Gobi

Mateusz Waligóra

Il polacco ha affrontato a piedi 1.785 km in 58 giorni, diventando il primo uomo ad attraversare in solitaria la parte mongola del più grande deserto dell’Asia

“Se la spedizione avrà successo, Mateusz Waligóra realizzerà un’impresa di grande importanza, che non avrà eguali nell’ambito delle esplorazioni polacche dei deserti”. Questa è stata la dichiarazione rilasciata prima dell’impresa da Marek Kamiński, il primo uomo a raggiungere entrambi i Polo (Nord e Sud) in un anno

Waligóra,  è partito ad agosto 2018 da Bulgan, nella provincia di Khovd (Mongolia occidentale), vicino al confine con la Cina. Il suo progetto era di percorrere  la parte mongola del più grande deserto dell’Asia. La parte cinese è più vasta, ma ottenere il permesso per quel territorio, è quasi impossibile.

Per raggiungere l’area mongola del deserto del Gobi,  ha dovuto affrontare un trekking attraverso le montagne dell’Altai del Gobi,  trascinando un carretto a mano,  realizzato appositamente per il viaggio, e superando  passi a quote superiori a 2.000 metri slm. Sul suo carretto,  il cibo, le attrezzature e le scorte d’acqua necessarie per la sua sopravvivenza.

L’attrezzatura comprendeva  una tenda, un piumino e intimo tecnico per  sostenere le rigide temperature  che di notte scendevano al di sotto dei -10 gradi Celsius.
Durante il giorno, quando le temperature hanno superato  i 35 gradi Celsius, Waligóra è arrivato a bere oltre 10 litri d’acqua (il carretto era caricato di 90 litri d’acqua, per un totale di oltre 200 kg)

Percorso

Waligóra ha deciso di affrontare il viaggio in autosufficienza, per distinguersi da altri suoi predecessori che erano riusciti a superare la stessa zona del deserto con l’aiuto di cammelli e il supporto di altri mezzi. E’ partito da solo, seguendo gli itinerari segnalati su diverse mappe,  marcando tutti i possibili pozzi d’acqua, prima dell’inizio della spedizione. Tuttavia, qualche volta gli è successo di perdersi e ha dovuto vagare per trovare la via giusta.

Dopo le difficoltà affrontate nelle montagne dell’Altai del Gobi, Waligóra è arrivato nel deserto. Lì, è riuscito a sopravvivere a tempeste di sabbia. Nella seconda parte della spedizione, ha avuto un problema con le ruote del suo carretto. Verso la fine della spedizione, ha dovuto rattoppare e incollare le camere d’aria frequentemente per riuscire a procedere. Anche diversi raggi delle ruote si sono spezzati durante il viaggio, mettendo a rischio il completamente dell’impresa.

Il 15 ottobre, alle 12 circa (ora locale), Mateusz Waligóra è arrivato  a Sainshand. In 58 giorni, aveva camminato a piedi per 1.785 km, diventando il primo uomo ad attraversare in solitaria la parte mongola del più grande deserto dell’Asia.

In un’intervista rilasciata ad ExplorersWeb, Waligóra ha rierito di essersi preparato a questo viaggio per tre anni: “Ho attraversato il deserto di sale più grande del mondo, Salar de Uyuni,  in Patagonia, ad Atacama. Salar è impressionante. Non c’è vita, niente odori, niente suoni e niente acqua. Il vuoto totale e la mancanza di qualsiasi stimolo chiariscono la mente. Ma l’Atacama è speciale per me perché ho iniziato a superare le mie paure lì.”
Continua Waligóra: “Avevo paura che non ci sarebbe stata acqua in un posto simile. Per diversi anni non ho potuto affrontarlo. Alla fine ho deciso di andare nel Deserto di Atacama per confrontarmi e capire dove erano i miei limiti. E lì la mia più grande paura si è trasformata nella mia più grande passione.”

Gobi è il più grande deserto dell’Asia e il secondo più grande del mondo – solo il Sahara è più grande. Ha un clima estremo e un territorio molto vario: steppe, montagne che arrivano fino a 4000 m sopra il livello del mare,  detriti di roccia e dune di sabbia. La temperatura può scendere a meno 30 gradi Celsius durante la notte e salire a più 45 durante il giorno. Altre minacce sono i venti degli uragani, le tempeste di sabbia e i temporali.

Una delle poche persone a tentare in solitaria il Gobi è stato Reinhold Messner, che ha completato il suo viaggio attraverso il deserto in poche settimane. E’ stato il primo uomo ad attraversarlo quasi interamente a piedi in direzione est-ovest. Il celebre alpinista-esploratore  in alcuni casi ha accettato l’ospitalità delle genti locali  o passaggi offerti da pastori, mercanti o cercatori d’oro e petrolio.  Messner: «Ho attraversato il Gobi da solo, a sessant’anni. Dopo cinque anni di Parlamento Europeo, avevo scelto di compiere un’ultima traversata orizzontale, una camminata a metà tra la vita e la morte, sul filo del rasoio. Oltretutto negli anni Ottanta non si poteva perché non rilasciavano i permessi. Ho attraversato il Gobi nella parte della Mongolia, per 2.000 km, con uno zaino, un gps ed una tanica speciale per l’acqua” – spiega il re degli Ottomila in un’intervista a mentelocale.it – In quella terra di sole pietre ho sentito per la prima volta nella mia vita il buio nell’anima, una rasoiata. L’unica compagnia erano le popolazioni di quel deserto, i mongoli. Mi hanno ospitato nelle iurte, le abitazioni tipiche che proteggono dal caldo micidiale ed isolano dal freddo. Non sapevano chi fossi, eppure mi hanno spalancato la porte di casa loro».