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15 maggio 2017

“MIND GAMES”: un piccolo gioiello TRAD dalla “sabbia” romagnola

Ormai mi sono convinto: l’Inghilterra, oltre ad avere avuto un ruolo fondamentale nel Rock, lo ha avuto anche nella scalata su Roccia.

Vedere per la prima volta il film “Hard Grit”, sull’arrampicata tradizionale inglese, è stato per me come ascoltare per la prima volta i Led Zeppelin: un colpo in pieno petto, qualcosa di assolutamente travolgente, che mi lasciò letteralmente di stucco. Per questo liquidai quelle immagini in fretta, probabilmente perché quel tipo di scalata mi aveva terrorizzato, nonostante fossi alpinsta e quindi abituato a prendermi una certa dose di rischio.

“Cose” di quel genere, quando si comincia a scalare, si fatica a percepirle. E quel tipo di scalata, che nasce direttamente dalla ricerca di un’avventura, non necessariamente legata al luogo e all’altezza della parete, ma solo all’incertezza della riuscita e al non modificare la roccia, non è per niente facile da capire.

Ma quelle immagini di friends “traballanti”, che credevo di aver rimosso, si ripresentavano periodicamente nella mia testa, facendo crescere in me (acquisita una maggiore maturità alpinistica) l’idea di poter praticare quel tipo di scalata nelle poche rocce romagnole, che immaginavano prestarsi a qualcosa di simile, visto che erano per la maggior parte di arenaria.

Mind Games” (il nome del monotiro è il titolo di una canzone di John Lennon) è un bellissimo spigolo di arenaria arrotondata e sfuggente, senza nessun appiglio e appoggio davvero netti, come nella migliore tradizione inglese. Regala una fantastica scalata di sensazione, mai scontata, dove la sensibilità nei piedi gioca un ruolo fondamentale. La sua difficoltà in grado inglese si aggira intorno al 6b E6/7, con volo vietato sul ribaltamento finale.

Il breve video seguente condensa in pochi minuti ciò che nelle mia testa rimarrà impresso per sempre, come i fantastici giochi fatti da bambino, che lasciavano però un po’ di tristezza quando finivano.

Samuele