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3 agosto 2020

Monte Bianco. Cazzanelli e Ratti ripetono in estiva il “trittico del Freney”

François Cazzanelli e Francesco Ratti. Fonte: arch. F. Cazzanelli/F. Ratti-facebook

Le due guide alpine ripetono il concatenamento di tre vie nel bacino del Frêney. Un omaggio al grande alpinista veneto Renato Casarotto che nel 1982 realizzò l’impresa in inverno e in solitaria

Le guide alpine François Cazzanelli e Francesco Ratti hanno firmato la ripetizione estiva del trittico del Freney (Monte Bianco), a distanza di 38 anni dall’exploit in invernale e in solitaria di Renato Casarotto.

Gli alpinisti sono partiti mecoledì 29 luglio dalla Val Veny e sono rientrati venerdì 31 luglio dopo aver percorso la via Ratti-Vitali sulla parete Ovest dell’Aiguille Noire de Peutèrey, la via Gervasutti-Boccalatte al Picco Gugliermina (bivacco sotto un grosso sasso a causa dell’arrivo di un temporale), la via Bonington al Pilone Centrale del Frêney, per giungere poi in vetta al Monte Bianco dove hanno continuato fino al rifugio Gonnella.

Foto arch. F. Cazzanelli/F. Ratti, “Trittico del Freney”/facebook

Scrive Cazzanelli sulla sua pagina facebook:

“Con il mio socio Francesco Ratti, ne abbiamo combinata un’altra delle nostre. Mercoledì 29 luglio siamo partiti alle 01:00 dalla Val Veny precisamente dalla frazione di Freney, dove inizia il sentiero per il rifugio Monzino, per ripetere il “Trittico” del Freney” (legato indissolubilmente all’invernale di Renato Casarotto) e dopo 46 ore siamo arrivati al Combal, dove parte il sentiero per il rifugio Gonnella. Siamo rientrati ieri sera, 31 luglio con in tasca questo meraviglioso concatenamento, estremamente tecnico, realizzato il più velocemente possibile nel periodo estivo, quando le condizioni climatiche sono più clementi.
Abbiamo percorso la via Ratti-Vitali sulla parete ovest dell’Aiguille Noire de Peutèrey, la via Gervasutti-Boccalatte al Picco Gugliermina, dove abbiamo bivaccato sotto un grosso sasso a causa dell’arrivo di un temporale che non ci ha dato la possibilità di riposare come avremmo voluto. Il giorno seguente, abbiamo proseguito per la via Bonington al Pilone Centrale del Frêney, per giungere poi in vetta al Monte Bianco e scendere a valle per la via del Gonnella fino al Combal arrivando alle 23 del 31 luglio. Con un dislivello di arrampicata su roccia di 2150 m ed un livello di difficoltà, in arrampicata che si aggira tra il TD e il TD+ (forti difficoltà alpinistiche su roccia e ghiaccio), con enormi dislivelli in salita per raggiungere gli attacchi, per gli spostamenti e per le discese. In totale abbiamo salitio un dislivello totale di circa 4300 m.
Il nostro è un omaggio a Casarotto, ben consapevoli che ci discostiamo dalla sua impresa per filosofia e periodo, noi in estate, lui in inverno e in solitaria.”