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19 marzo 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Ambiente e Territorio · Resto del Mondo

Nepal. Chiusura dell’Everest: un’opportunità per ripulire la montagna

Everest fotografato dal Gokyo Ri, Khumbu, versante Sud-Ovest, Nepal. Fonte: Wikipedia

Con l’Everest libero da scalatori, guide e portatori potrebbero essere impiegati per il ripulire l’ottomila dai rifiuti e per il recupero dei cadaveri rimasti sulla montagna

In Nepal, la chiusura dell’Everest agli scalatori stranieri nella stagione primaverile 2020, a causa dell’emergenza Covid-19, potrebbe diventare un’opportunità.
E’ la proposta degli alpinisti e della Nepal Mountaineering Association al governo. Sherpa e guide,  al momento disoccupati, potrebbero essere schierati per recuperare rifiuti e cadaveri dalla montagna più alta del mondo.

“È un’opportunità d’oro per il governo”, ha dichiarato Kami Rita Sherpa, che detiene il record mondiale per aver scalato l’Everest 24 volte. “La campagna di pulizia dell’Everest potrebbe impiegare almeno il 25% o 3000 guide  e portatori, che in questo momento hanno perso il lavoro.”

Uno sherpa nepalese raccoglie rifiuti abbandonati a 8000 metri sull’Everest, 2010. Foto: AFP Namgyal Sherpa

Ogni primavera, i cadaveri sepolti da decenni emergono dalla neve, diventando punti di riferimento per gli alpinisti. Sono morti quasi 300 alpinisti sull’Everest dal primo tentativo di scalata, e si stima che due terzi di questi, siano ancora sepolti nella neve e nel ghiaccio.

Inoltre, gli alpinisti che  affollano l’Everest, lasciano dietro di sé tonnellate di rifiuti, rendendo la montagna nota come la “discarica più alta del mondo“.
Ogni anno centinaia di alpinisti, sherpa e portatori di alta quota partono per la vetta dell’Everest, disseminando nei vari campi tonnellate di rifiuti sia biodegradabili che non, tra cui bombole vuote di ossigeno, rifiuti alimentari, bottiglie di birra e rifiuti organici.

L’anno scorso, nella prima operazione di pulizia lanciata dal governo, sono state recuperate quattro salme e raccolte circa 11 tonnellate di immondizia dalla montagna.

Militari nepalesi camminano intorno ai rifiuti recuperati ai campi alti dell’Everest durante la Everest Clean-up Campaign a Namche Bazaar, il 27 maggio 2019. Foto: Skanda Gautam/THT

Per il recupero di un alto numero di cadaveri e di rifiuti, Kami Rita Sherpa ha stimato  un investimento  di circa 1 miliardo di Rs da parte del governo o di aziende impegnate socialmente, per una campagna di tre mesi. Ha inoltre aggiunto che “una missione per il recupero dei cadaveri potrebbe essere lanciata anche sopra la zona della morte”, la parte più alta dell’Everest, oltre gli 8.000 metri.

La rimozione di corpi dai campi superiori è costosa e pericolosa a causa dell’atmosfera rarefatta. Potrebbe valere da $ 20.000 a $ 200.000 per il recupero dei cadavere da punti estremi, secondo quanto reso noto dagli addetti ai lavori.

Ogni anno, i corpi degli alpinisti che perdono la vita sull’Everest, vengono lasciati sulla montagna perché sarebbe troppo costoso e difficile riportarli alla base. L’anno scorso, sono morte sul versante nepalese nove persone,  il numero più alto  degli ultimi quattro anni. Due persone sono invece decedute sul versante cinese della montagna.

Santa Bir Lama, presidente della Nepal Mountaineering Association, ha dichiarato di aver richiesto al comitato di sfruttare questa opportunità. “Abbiamo detto al comitato che l’Everest può ancora creare posti di lavoro e non è necessario procedere con sussidi e altri pacchetti”, ha affermato Lama. “Il vice primo ministro Pokhrel sembra convinto della nostra proposta, ma stiamo aspettando la risposta del governo”.

Sherpa ha suggerito che il budget assegnato per la promozione della campagna Visit Nepal 2020,  temporaneamente sospeso, potrebbe essere destinato verso la campagna di pulizia dell’Everest.

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