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8 maggio 2018

Poesia del chiodo

Poesia del chiodo. La catena che va dai 3410 metri della Punta Francesetti ai 3260 m della Punta Clavarino, insieme alle alte pareti di Leitosa è ancora uno dei pochi luoghi dove si possono usare chiodi e martello, sia ripetendo che aprendo nuove linee. Ho sempre trovato un qualcosa di artistico, addirittura di poetico nel piantare un chiodo in una fessura. L’arte sta nell’intuire subito il chiodo adatto per l’occasione. La fessura sarà profonda o mezza-cieca? Sarà regolare o articolata? Mentre te ne stai sulle punte dei piedi, allungato al massimo, sfili un chiodo della misura giusta e del materiale giusto, duro o semiduro. Lo incastri nella fessura fino alla sua metà e lui miracolosamente se ne sta su. Non cade. Tenendoti sempre al meglio del tuo triangolo d’equilibrio, sfili così il martello e con giusto lavoro di gomito e di polso, dai quattro o cinque colpi al massimo ben assestati. Il chiodo entra con la richiesta opposizione della roccia fino all’anello. Il suono argentino e secco rimbomba per la giogaia di montagne circostanti, con un lungo eco. Poesia… Ricordo di essermi sentito davvero un “alpinista” quando acquistai il mio primo chiodo da roccia a Torino, da Volpe Sport, all’epoca punto di riferimento dei più grandi scalatori subalpini. Ne sapevo poco di chiodi e temevo, nella scelta, di fare una figuraccia. Comprai un lost-arrow, calzai gli scarponi pesanti di cuoio e corsi a provarlo sui sassi un po’ più alti con un amico. Sfortuna volle che si mettesse a piovere appena superato il chiodo, infisso con il martello da ciabattino del mio bisnonno che avevo adattato per l’occasione. Mi calai da un moschettone fino a terra e un Gian Piero Motti divertito salì con le “Adidas” (e scese) sulla roccia bagnata per recuperarlo. Poesia nella poesia… Oggi, conoscendo a menadito tutte le pareti della valle o le pieghe delle montagne, vivo sempre una bella sensazione quando, vagando alla ricerca di nuovi spazi o per puro caso, mi capita di trovare dei chiodi vecchi di 40-50’anni, frutto di tentativi non documentati o di chissà quali esperimenti verticali. Ne nasce una ricerca improbabile, sulle tracce dei nomi quasi leggendari di chi può averli infissi. Archeologia delle fessure, ipotesi, fantasticherie, tuffi nel passato. Poesia del chiodo…