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18 ottobre 2017

Climbing · Vertical · Resto del Mondo

Quinn Brett salva dopo una caduta di 30 metri sul Nose, El Capitan

Il recupero di Quinn Brett su El Capitan. Foto: Tom Evans

La climber americana, che ha battuto il record femminile di salita in velocità del Nose nel 2012, sarà operata per gravi lesioni alla spina dorsale

Grave incidente, mercoledì 11 ottobre, nella valle di Yosemite alla climber  Quinn Brett, vittima di una caduta. L’americana è conosciuta in tutto il mondo per  il record  femminile di velocità su The Nose (El Capitan) nel 2012, in cordata con Jes Meiris, e l’apertura della  via “Colorado” nella parete sud del Fitz Roy nel 2016 con Max Barlerin e Michael Lukens.

A fornire i primi dettagli sull’incidente, il giornalista  Tom Evans, sul suo sito web. Evans, cronista di arrampicata in Yosemite, stava chiacchierando con un amico nella sua postazione tradizionale ai piedi di El Capitan e non ha visto la caduta direttamente, ma ha documentato completamente l’operazione di salvataggio.

A quanto pare, Quinn Brett stava effettuando la sua ennesima arrampicata su The Nose,  con la sua amica Josie McKee, con cui ha condiviso diverse avventure verticali negli ultimi due anni. Dopo aver salito circa i due terzi della via di 900 metri e durante il passaggio sul Boot Flake, Quinn Brett è caduta fermandosi  solo sul Texas Flake, situato circa 30 metri più in basso.

La Quinn “potrebbe aver salito il Boot non protetta” – ha commentato Evans – “o forse la protezione è saltata”. Ha inoltre aggiunto: “… ho pensato che non poteva essere sopravvissuta alla caduta “.

Salvataggio di Quinn Brett su El Capitan. Foto: Tom Evans

La climber si è salvata, con l’aiuto della sua compagna di cordata  Josie McKnee, anche membro della squadra di salvataggio di Yosemite. All’operazione di soccorso  hanno partecipato dozzine di ranger che sono riusciti ad evacuare Quinn Brett dalla parete e a portarla all’ospedale circa tre ore dopo  l’incidente. La climber non ha subito lesioni cerebrali, anche se è  in attesa di subire un intervento chirurgico per le gravi lesioni subite alla colonna vertebrale.

I suoi parenti hanno lanciato un’iniziativa di crowdfunding attraverso YouCaring.com per raccogliere i fondi per la copertura di una parte dei costi delle lunghe terapie di recupero che saranno necessarie.

Fonte e approfondimento