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23 aprile 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Recuperati i corpi di Hansjoerg Auer, David Lama e Jess Roskelley

Da sinistra: Jess Roskelley, Hansjoerg Auer, David Lama. Fonte: Instagram Roskelley

Il recupero è avvenuto domenica

Travolti da una valanga il 16 aprile sull’Howse Peak, nel Parco Nazionale di Banff, in Canada, David Lama, Hansjörg Auer e Jess Roskelley stavano tentando  la prima ripetizione di M16 (VI WI7 + A2), una via sulla parete Est della montagna, aperta nel 1999 da Steve House, Barry Blanchard e Scott Backes quando una valanga di forza 3 li ha investiti.

Dal comunicato stampa di Parks Canada:

“Parks Canada porge le più sentite condoglianze alle loro famiglie, agli amici e alle a loro persone care. Questa tragedia ha avuto un forte impatto su tutta la  comunità alpinistica, locale e internazionale. I nostri pensieri vanno alle loro famiglie, agli amici e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo tragico incidente. Parks Canada ringrazia i  soccorritori e tutte le agenzie di assistenza per il loro inestimabile supporto e per la loro professionalità, compreso il nostro esperto di sicurezza  e l’intero team di guida dei soccorsi, Lake Louise RCMP, Lake Louise Fire Department, Bow Valley Victim Services e gli abili piloti di Alpine Helicopters. “

Il gruppo, che aveva programmato di scalare insieme in un lungo viaggio nelle Montagne Rocciose canadesi,  aveva già superato la classica linea “Andromeda” (VI M5, 700m), sul monte Andromeda e “Nemesis” sulla Stanley Headwall, nella settimana prima dell’incidente.

Il padre di Roskelley, il noto alpinista statunitense John Roskelley, non ricevendo più notizie dal figlio, ha allertato Parks Canada la mattina di mercoledì 17 aprile.

In una prima dichiarazione, Parks Canada aveva indicato: “Sulla base delle valutazioni dell’area dell’incidente, si presume che tutti e tre i membri del team siano deceduti”.
Ulteriori indagini e tentativi di recupero sono stati ritardati a causa di valanghe e delle condizioni di pericolo nella zona.

 

Lama, Groskelley, Auer. Fonte: National Post

Lama (28) è nato nel 1990 da madre austriaca e padre nepalese (guida alpina). Fin da giovane ha dimostrato subito il suo talento,  vincendo titoli indoor nazionali e internazionali. Lama è diventato il primo atleta ad aggiudicarsi la Coppa del Mondo Lead e Boulder nella sua prima stagione da senior nel 2006 e vincendo i Campionati Europei IFSC in entrambe le discipline nel 2006 (Lead) e nel 2007 (Boulder), mentre saliva vie sportive fino al 9a all’aperto. Nel 2011, si è ritirato dalle gare di arrampicata per concentrarsi sull’alpinismo. Nel 2012, Lama ha effettuato la prima salita in libera in 24 ore della Via del Compressore (Cresta Sud-Est) sul Cerro Torre, in Patagonia, con Peter Ortner. L’anno scorso, Lama ha effettuato la prima salita della vetta principale del Lunag Ri (6907m), in solitaria e dopo due tentativi falliti nei precedenti tre anni.

Parlando del suo approccio all’alpinismo sul suo sito web, Lama ha scritto:

“Potrei morire  in qualsiasi mia avventura. Non ha senso negarlo. La mia dedizione dimostra la mia totale consapevolezza, e questo dà un grande valore personale al mio alpinismo “.

Hansjörg Auer (35) era noto principalmente per le sue audaci free solo su lunghe vie di roccia. Tra le più significative,  The Fish (7b + / 850 m), una lastra di 37 tiri sulla parete Sud della Marmolada nelle Dolomiti italiane, che realizzò nel 2007. Nel 2010, Auer ha effettuato la prima salita di “Waiting for Godot”, Torres del Paine in Patagonia, mentre la sua prima salita  di “Kunyang Chhish East” (7400m), nel 2013, insieme al fratello Matthias Auer e all’alpinista svizzero Simon Anthamatten attraverso la parete Sud- Ovest è ampiamente considerata una pietra miliare dell’alpinismo moderno. Nel 2016, Auer ha tentato l’inviolata cresta Sud-orientale dell’Annapurna III a fianco di Lama e Alex Blümel.

Dal sito web di Auer (citazione del 2015, ripubblicata dalla sua famiglia):

“Arrampicata e alpinismo ai limiti del possibile sono un gioco rischioso … di cui non posso fare a meno. Il gioco è semplice, le regole sono sempre le stesse. Conta il presente. Voglio fare cose stimolanti. Con tutto il mio cuore … Più sono intense, più mi arricchiscono e più forte è la sensazione che sto andando nella giusta direzione. […] Tuttavia, sto cominciando a riflettere… Penso ai miei amici […] Penso a come sarebbe se un giorno non tornassi, se dovessi pagare questo alto prezzo per le montagne. Eppure non posso trattenermi e accetto la sfida di volta in volta. […] Non smetterò mai di cercare, perché ciò che trovo, mi affascina ogni volta che scalo”.

Jess Roskelley (36 anni) ha scalato il Monte Everest nel 2003 all’età di 20 anni, diventando il più giovane americano a realizzare questa impresa in quel momento. Ha continuato a realizzare ripetizioni significative e prime ascensioni nel Nord e Sud America, tra cui una nuova via su Citadel (Alaska,  chiamata “Hypa Zypa Couloir”, che ha scalato a fianco di Ben Erdmann e Kristoffer Szilas nel 2013. Nel 2017, Roskelley ha effettuato la prima salita della cresta Sud del Mt. Huntington (Alaska).

Sul suo sito web, Roskelley ha scritto della sua passione per l’arrampicata, ispirato da suo padre, John:

“Sono cresciuto scalando, ma non ho mai pensato che l’alpinismo avrebbe fatto parte della mia vita quotidiana. Ho vissuto in prima persona le difficoltà causate in famiglia dalla passione per l’alpinismo. Mentre questa attività mi coinvolgeva sempre più, mi rendevo conto di ciò che mio padre aveva provato mentre crescevo. Diventa una dipendenza … un’ossessione. Mi sento perso e inutile senza scalare’

Erano arrivati in vetta

Pare che Jess Roskelley, David Lama e Hansjörg Auer avessero portato a termine anche la loro ultima salita, sulla parete Est del Howse Peak. Dopo il recupero dei loro corpi, nello smartphone dello statunitense sarebbe stata ritrovata un’immagine dei tre alpinisti, scattata alle 12.43 di martedì scorso. (Fonte)