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8 ottobre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Russi al Manaslu. Valery Myasoedov costretto ad annullare la spedizione

Manaslu 2019: Valery Myasoeov. Fonte: facebook

Portate via chilometri di corde, scale e tutto quello che restava delle spedizioni precedenti. Per il team russo, impossibile continuare

Il 2 ottobre, Valery Myasoedov e il suo team – dopo aver raggiunto C3 (6800 m) – sono scesi nel villaggio di Samagaon per riposarsi e riprendersi. Il loro programma era riprendere la loro attività sulla montagna  il giorno successivo. Quando sono ritornati al campo base, hanno visto diversi locali provenire dalla montagna carichi di corde, tende e attrezzature. Più tardi, mentre cercava di raggiungere Campo 1, Myasoedov ha scoperto che le corde fisse erano state tutte tolte e mancava una scala che in precedenza era posizionata su un enorme crepaccio. Senza equipaggiamento per riparare il percorso e senza altre squadre sulla montagna, è stato costretto ad annullare la spedizione.

Dal post di Myasoedov: “Purtroppo, abbiamo smesso di scalare. Non c’è più nessuno sulla montagna. Già quando salivamo verso il campo base abbiamo incontrato decine di residenti locali che portavano via chilometri di corde, scale e tutto quello che restava delle spedizioni. Sulla via per il campo 1, tutte le corde sono state tolte. A quota 5900 metri, ci siamo trovati davanti un crepaccio insuperabile che attraversava tutta la seraccata. Abbiamo cercato di aggirarlo, ma senza attrezzatura specifica e senza corde è stato impossibile…”.

Non è la priva volta che succede sugli Ottomila.