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10 settembre 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Alpi Centrali · Aree Montane · Italia · Lombardia

Simone Moro nelle Orobie per ripetere la traversata integrale dopo 20 anni

Mario Curnis e Simone Moro nel 2020 durante la prima traversata integrale delle Orobie. Fonte: Simone Moro/facebook

A vent’anni dalla sua prima integrale, il celebre alpinista bergamasco si rimette  in marcia per affrontare i 200 chilometri e le 100 cime che separano il passo del Vivione dai Piani di Bobbio. Con lui, Alessandro Gherardi

Da martedì 8 settembre Simone Moro è impegnato, con Alessandro Gherardi “Geko”, nella traversata integrale delle Orobie, impresa che aveva portato a termine per primo assieme ad un altro bergamasco, Mario Curnis nel 2020. A vent’anni esatti dalla sua prima integrale, Moro si rimette così in marcia per affrontare i 200 chilometri e le 100 cime che separano il passo del Vivione dai Piani di Bobbio.

Curnis, oggi 84enne, nel 2002 salì con Moro anche l’Everest e ora ha accompagnato i due alpinisti durante la prima tappa, fino al rifugio Tagliaferri. Sarà con loro anche nell’ultima tappa.

“È una specie di passaggio di consegne da Mario Curnis ad Alessandro Gherardi – ha dichiarato Moro nel video pubblicato su facebook – Alessandro, figlio d’arte del famoso Angelo (il primo a portare a termine la traversata delle Orobie sugli sci).”

  • paolo

    Non dovrebbe essere stata proprio una prima 20 anni fa scendendo la sera ai rifugi e non dovrebbe essere una integrale dato che la partenza è sempre dal Vivione.
    Sembra si debba risalire al 1970 per l’estiva in tre tappe da we allungato senza rifugi e all’inverno successivo per quasi tutto il giro senza scendere, con 4 pacchi di rifornimento predisposti a 3 gg di distanza nel tratto più alto, ma agli autori non interessa.
    Comunque è lunga e piacevole e lo spettacolo è sempre notevole, specialmente con la neve, diventa un po’ impegnativa dove ci si lega per dei tratti delle 6 cime e qualche breve altro pezzo e bisogna pensare a quasi due settimane d’estate e di più d’inverno, ma qui dipende dalle condizioni…… e dalla gamba col piede sicuro sugli sfasciumi.