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3 gennaio 2020

Ski · Ski Race e Nordic Ski · Alpi Orientali · Aree Montane · Italia · Trentino Alto Adige

Tour de Ski 2020: al via la finalissima, fino al 5 gennaio in Val di Fiemme

Tour de Ski 2019, Final Climb Men: Klaebo all’arrivo. Fonte: Newspower

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Per i fondisti di Coppa del Mondo, è arrivata la finalissima del Tour de Ski che, da oggi a domenica 5 gennaio, vivacizzerà la Val di Fiemme.

La località trentina oggi celebrerà la 100ma tappa di sempre del ‘Tour’ con la mass start di 10 e 15 km, quindi sabato ci sarà la nuova gara sprint e domenica la Final Climb nell’inedita versione mass start, senza dimenticare il decennale della “Rampa con i Campioni”.

La Val di Fiemme è l’unica località ad aver ospitato tutte le edizioni del Tour de Ski, e non è più soltanto “una tappa”: “La Final Climb del Cermis è ormai parte del “brand” del circuito.

La tappa di oggi sarà ‘celebrativa’, essendo la numero 100: “Da subito eravamo convinti che una gara a tappe potesse essere interessante, qualcosa di mai visto, perciò non ci sorprende il successo che ha avuto”, spiega Pierre Mignerey,  FIS race director del Cross-Country. Il Tour de Ski è un ottimo laboratorio per testare nuovi format ma… “dovrebbe restare fedele all’essenza dello sci di fondo: l’idea originale era quella di radunare tutti i migliori atleti, quelli forti in tutti i format di gara esistenti. Gli atleti scandinavi, ad esempio, sono molto “conservatori”, e storcono il naso quando notano che il programma del Tour de Ski è troppo diverso da quello cui sono abituati. Dunque: sì all’innovazione, ma restiamo in contatto con l’essenza della disciplina”. Il problema dei ritiri non sembra impensierire più di tanto Mignerey: “Tra una tappa e l’altra ci sono molti ritiri, probabilmente dovuti al ritmo serrato; quest’anno il Tour de Ski è leggermente diverso, abbiamo tentato di tenere gli sprinter per più tempo inserendo una sprint nell’ultima tappa, il fatto è che molti quando si rendono conto di non avere più molte possibilità nella classifica overall si ritirano. Il problema non appartiene solo al Tour de Ski, bisogna lavorare con i team e con gli sponsor per affrontarlo, in tutto l’universo dello sci di fondo”.

Il fulcro delle sfide fiemmesi sarà come sempre il Centro del Fondo di Lago di Tesero, scenario “mondiale” e nel 2026 anche olimpico. Ma perché la pista della Val di Fiemme è considerata una delle più difficili del Tour de Ski e del calendario di Coppa del Mondo? Lo racconta il direttore di gara Enzo Macor: “Viene considerata complessa perché strutturata in maniera tale che abbia delle salite difficili al limite della pendenza a “spina di pesce” (si parla di un 20% di pendenza circa), ma anche delle discese in cui devi continuamente “lavorare”, sono tendenzialmente tutte o con delle curve in mezzo o con delle curve abbastanza lunghe da non permettere di riposare”. Quindi un atleta non allenta mai la tensione nervosa? “Solo in alcune frazioni, specialmente all’interno dello Stadio, l’unica zona che ti permette di usare la ‘scivolata spinta’ per qualche tratto, il resto è tutto classico e discesa”. Asperità talmente complesse da avere un nome, riferendosi a proprietari dei fondi, a delle zone morfologiche del terreno o ad ex campioni: “Come la salita della “Valena” – prosegue Macor – che prima dei Mondiali 2013 era una piccola vallettina che saliva ai prati superiori, e da lì il nome è rimasto, le altre come la “Zorzi” portano i nomi dei proprietari, mentre l’unica che ha un certo tipo di storia è la “Brink”, che ricorda quando nel 2003 Jörgen Brink ebbe una crisi incredibile su quella salita, che poi ne prese il nome anche per ricordare quel particolare accadimento”.

Tutte le sfide fiemmesi verranno trasmesse da Eurosport e Rai Sport.