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9 luglio 2020

Cultura · Alpi Occidentali · Aree Montane · Italia · Valle d'Aosta · Festival ed Eventi Cinematografici · Premi Cinematografici

XXIII Cervino CineMountain: le 26 pellicole in concorso

locandina 2020

Saranno 18 le anteprime – 16 italiane e 2 mondiali – per oltre 20 ore di proiezioni in quasi una settimana

Quest’anno il Cervino CineMountain ci conduce sulle terre alte del mondo, dalle Alpi all’Himalaya, dal Medio Oriente alle Ande, in un viaggio verticale tra i popoli che le abitano, legati fisicamente e spiritualmente a quelle montagne, un percorso di connessione con l’anima di ciascuna delle loro culture. E poi ancora più su, per rivivere insieme ai protagonisti le loro imprese al limite, i salvataggi drammatici, sfide che hanno il sapore di battaglie intime ma anche sociali, affrontando tematiche attuali come l’emancipazione femminile e la valorizzazione delle culture indigene, il connubio sport-disabilità e il ritorno alla natura nell’epoca della comunicazione digitale.

Sono le storie raccontate nelle 26 pellicole in concorso nella XXIII edizione del festival del cinema di montagna più alto d’Europa dall’1 al 6 agosto 2020 a Breuil-Cervinia e Valtournenche.

Le pellicole selezionate sono suddivise in 2 categorie: i film vincitori dei festival del circuito dell’International Alliance for Mountain Film e che concorrono per il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée e il Concorso Internazionale, film italiani e stranieri che affrontano il tema della montagna nelle varie sfumature.

In programma circa 20 ore di proiezioni in 6 giorni, con 18 anteprime – tra italiane e mondiali – le matinées letterarie, con le presentazioni delle ultime novità e i grandi ospiti dell’alpinismo e della cultura protagonisti delle serate del festival: Mauro Corona, nella sua meno conosciuta versione di artista del legno, la storia passata e recente dell’alpinismo sul Cervino con Hans Kammerlander, François Cazzanelli e l’unicità dell’esperienza di Didier Berthod, che ha scelto di abbandonare le rocce per vestire gli abiti talari.

“Per il Cervino CineMountain, che esiste da 23 anni, non è mai stato così importante esserci. Se esistere è una questione di numeri che si sommano edizione dopo edizione, esserci, nel senso di essere presenti, di accogliere ospiti e pubblico, di favorire gli incontri, come suggeriscono le due silhouettes dell’immagine grafica di quest’anno, è un’altra cosa. – affermano i direttori artistici del festival Luisa Montrosset e Luca Bich – Mai come in questo 2020, in cui si è imposta la distanza forzata tra le persone, ridotta solo grazie alla virtualità informatica che ha reso possibile scuola/lavoro/incontri cosiddetti smart, era importante incontrarsi, ovviamente con tutte le precauzioni del caso, ma ritrovarsi comunque. Per questo, ringraziamo il Comune di Valtournenche che malgrado le difficoltà del periodo ha voluto un Festival vero, seppur ridotto, e come il Comune tutti gli enti, partner e sponsor che ci hanno sostenuto. Portate la mascherina, tutto il resto ce lo mettiamo noi!”

I Grand Prix des Festival

Da oltre vent’anni il festival assegna il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée, l’“Oscar del cinema di montagna”, ad uno dei film vincitori dei festival internazionali, provenienti dal circuito dell’International Alliance for Mountain Film, riuniti nel cartellone. La rassegna è, infatti, una sintesi della migliore e più recente produzione cinematografica internazionale dedicata al tema che, quest’anno in particolare, causa chiusura delle sale e cancellazione dei festival che solitamente lo precedevano, trova nel Cervino CineMountain un palcoscenico privilegiato. Le 7 opere selezionate quest’anno in questa speciale categoria rappresentano il meglio della produzione mondiale di cinema di montagna degli ultimi due anni.

 

Climbing Blind. Fonte: CCMF

Il Concorso internazionale

Parallelamente ai Grand Prix des Festivals, il Cervino CineMountain ospita film italiani e stranieri di ogni genere e durata, che affrontano il tema della montagna a 360 gradi. Una sezione ricca di opere premiate nei grandi festival internazionali e di anteprime. I film concorrono all’assegnazione dei premi “Montagne du Monde” (per il miglior film straniero), “Montagne d’Italia” (per il miglior film italiano), “Montagne Tout Court” (per il miglior cortometraggio), “Premio C.A.I.” (per il miglior film di alpinismo, arrampicata, esplorazione), “Premio SONY” (per la migliore fotografia) e “Premio del Pubblico”.

L’edizione 2020 presenta in concorso 19 film (su 250 opere iscritte, provenienti da oltre 40 paesi al mondo) che propongono uno sguardo a tutto tondo sul cinema di montagna contemporaneo, nella sua complessa pluralità di stili, linguaggi, tematiche e approcci narrativi: un’occasione unica per scoprire le migliori opere internazionali degli ultimi mesi, spesso presentate per la prima volta in Italia e apprezzarne, così, la qualità cinematografica sul grande schermo.

Un percorso di visione che catapulterà lo spettatore in un caleidoscopio di storie, di suoni e di immagini, con al centro la montagna – i mille volti della montagna – ed i suoi abitanti, sempre più protagonisti di un cinema moderno e ricco di contaminazioni, capace di attraversare i generi tradizionali, rivisitarli e esplorarne nuove frontiere espressive.

E proprio il riferimento al cinema di genere, ai suoi stilemi e alle sue icone, è uno dei focus di questa selezione 2020: nelle opere di finzione, dal western crepuscolare tedesco JEMAND UND NIEMAND, al piccolo gioiello fantascientifico QU’IMPORTE SI LES BÊTES MEURENT (Gran Premio della Giuria al Sundance 2020), dalla commedia thriller JE FINIRAI EN PRISON (anch’esso premiato al Sundance 2020) al cinema d’animazione del curioso esperimento post-biblico IT WASN’T THE RIGHT MOUNTAIN, MOHAMMAD (premiato alla Berlinale 2020), ma anche nella produzione documentaria, con le atmosfere horror di THE WIND. A DOCUMENTARY THRILLER o le suggestioni crime di TRAIN ROBBERS.

Mohamma. Fonte: CCMF

Mentre sono gli stessi filoni più tradizionali del cinema di montagna ad essere rivisitati e, a volte, stravolti, in opere estremamente originali, capaci di metterne in discussione i codici abituali: il documentario naturalistico in ANIMAL IMAGE, con il suo bianco e nero fortemente espressivo e il sorprendente commento musicale basato sull’improvvisazione; quello etnografico in ANERCA – BREATH OF LIFE (premiato come lungometraggio più innovativo a Visions du Réel 2020), con la varietà di riferimenti e materiali; fino al cinema sportivo (che pare spesso uniformarsi ed appiattirsi agli scialbi tecnicismi della produzione per il web) che trova, letteralmente, una luce nuova nella fotografia notturna di FULL MOON.

Naturalmente, non mancano le opere dedicate all’alpinismo e agli sport di montagna, con i ritratti di atleti di fama – come Eric Escoffier (ERIC ESCOFFIER – LA FUREUR DE VIVRE), Didier Berthod (FISSURE) e Benedikt Böhm (BENI – SPEED TRANSALP). Né le storie di chi la montagna la vive ogni giorno, che sia in Himalaya (CHADDR – A RIVER BETWEEN US, premiato a DOK Fest Munich) o sulle montagne italiane (VULNERABILE BELLEZZA, Miglior Film Italiano al Festival dei Popoli). E neppure gli sguardi sul territorio della Valle d’Aosta, la sua storia e i suoi personaggi (CINO, IAN! e THE ROPE).

Cino Ian. Fonte: CCMF