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24 dicembre 2019

Senza categoria · Ambiente e Territorio · Cultura · Insight · Europa · Italia · Trentino Alto Adige

Lui sì che amava veramente la montagna

Giovanni Paolo II ha sempre amato la Natura e in particolare le montagne.

All’interno del Centro Giovanni Paolo II di Cracovia, il più importante museo-santuario dedicato al ricordo della sua figura e delle sue opere, è stata realizzata una sezione permanente dedicata al legame intimo fra il Papa polacco e la montagna trentina.

La mostra ripercorre le visite di Papa Wojtyla in Trentino, cinque volte tra l’agosto 1979 e l’aprile 1995, e mescola immagini d’epoca del Papa sulle nostre montagne con alcune mie fotografie che mostrano la bellezza del paesaggio.

Un gigantografia delle Dolomiti di Brenta (Credits: gazetakrakowska.pl)

La sala espositiva che ospita la mostra permanente (Credits: gazetakrakowska.pl)

Le fotografie sono state scelte privilegiando proprio quei momenti, spesso al confine tra terra e cielo, dove la bellezza della Natura si rivela quale meraviglia del Creato con grande forza comunicativa. Nell’allestimento le fotografie sono esposte su grandi pannelli dove sono state sovrapposte, a due a due, un’immagine del Papa e un’immagine del paesaggio, che si alternano e si mescolano a seconda della direzione di visione. L’effetto è davvero particolare ed evocativo e in questo esempio Giovanni Paolo II sembra che stia sciando sulle nuvole!

Un’immagine d’epoca del Papa sulla neve si sovrappone ad un paesaggio innevato. (clicca per ingrandire)

Sono stato recentemente a Cracovia e ho avuto il privilegio di visitare la mostra – anche se aprirà ufficialmente al pubblico a inizio 2020 – grazie alla grande gentilezza del personale del Centro che mi hanno accolto con rara cortesia e calore.

Il museo-santuario è un complesso nuovo che sorge proprio nel luogo nel quale un tempo si trovava la cava della Solvay dove Karol Wojtyla aveva lavorato in gioventù.

Sarà un caso – anzi, un caso non è… – che l’anno scorso, senza sapere di questo incarico, ho inserito quale ultima frase a conclusione del libro “La Voce delle Dolomiti“, proprio questa citazione:

Queste montagne suscitano nel cuore il senso dell’infinito,
con il desiderio di sollevare la mente verso ciò che è sublime

(Giovanni Paolo II)

alegruzza.com