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3 ottobre 2014

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IL TOR AL DI LÀ DEL TOR … il pensiero di Luca Albrisi

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Lo so, è quasi tardi per scrivere un articolo su un evento finito ormai due settimane fa. E’ tardi perché ci siamo abituati che bisogna subito commentare le cose, appena sono accadute o, addirittura, mentre stanno ancora accadendo.
Ma io amo questo mio limite di essere un po’  lento nel fare le cose o meglio, di cercare di farle quando sento che è arrivato il momento per farle, anche se a volte poi, questo momento non arriva mai.

Ma questa è un’altra storia.

Tor des Géants 2014. Foto: Pillow Lab

Tor des Géants 2014. Foto: Pillow Lab

Scrivere di un Tor che vada al di là del Tor significa cercare di vedere, e scrivere, qualcosa che effettivamente possa andare al di là di tutte quelle apparenze che è facile riportare in commenti superficiali generati in corsa – appunto – e che di conseguenza portano con sé il pressapochismo dell’ansia della notizia a tutti i costi.

Perché ci è toccato leggere della Canepa squalificata perchè si avvaleva di un’auto per tagliare parte del percorso di gara – cosa mai confermata da nessuno, tantomeno dall’organizzazione di gara – e dei controlli antidoping cui sono stati sottoposti i primi runner giunti al traguardo, enfatizzati dalla loro personale storia clinica con relativo numero di test realizzati finora; ovviamente senza mai indicare i risultati ottenuti in passato.

Tor des Géants 2014. Foto Pillow Law

Tor des Géants 2014. Foto Pillow Law

Ecco, per quanto mi riguarda, queste sono le cose meno emozionanti successe al Tor des Géants quest’anno.

Il Tor che ho visto io è leggermente diverso da tutto questo.
Ho cercato di osservarlo bene questo Tor, probabilmente favorito dal fatto che fosse il primo che vedevo.

La cosa che si sente dire maggiormente da chi il Tor l’ha corso è che ‘il Tor des Géants è un viaggio’ e io, personalmente, i viaggi troppo veloci non riesco a sopportarli.
Allora, per quanto possibile, ho provato a rallentare e osservare, e del Tor credo di essere riuscito a carpire un po’ dello spirito che lo contraddistingue dalle altre gare.

Tor des Géants 2014. Foto: Pillow Lab

Tor des Géants 2014. Foto: Pillow Lab

Perché forse al Tor non conta poi così tanto chi vince o chi arriva ultimo anzi, chi arriva ultimo è accolto da un delirio di folla e – quasi sempre – viene accompagnato per gli ultimi metri da chi è arrivato primo, qualche giorno prima.

Il Tor si porta dietro un’anima di correttezza e senso di avventura che va oltre chi lo corre pervadendo spettatori, volontari, organizzatori e chiunque il Tor lo veda passare anche solo per un attimo.

Tor des Géants 2014. Foto: Pillow Lab

Tor des Géants 2014. Foto: Pillow Lab

Per questo succede anche che – con grandissima classe – chi non approva approcci troppo ‘organizzati’ alla gara sceglie semplicemente di rallentare e decidere che piuttosto che trascurare quello spirito lì, forse è meglio non vincere.

Che i grandi campioni lo sanno che non vincere non significa mica sempre perdere.

E poi, in fondo, è nel suo centro ho visto succedere di tutto.

Tor des Géants 2014. Foto: Pillow Lab

Tor des Géants 2014. Foto: Pillow Lab

Ho visto nascere amicizie, gente piangere e stare male, amici che accompagnavano concorrenti per evitare che abbandonassero la gara, concorrenti invocare una birra gelata, gente zoppicare – tanti zoppicavano, compagni di squadra condividere un posto sul podio, una gamba steccata con un bastoncino per percorrere gli ultimi chilometri, gente che si avvicinava al traguardo dicendo ‘man this is my time and this will be forever’, caviglie gonfie come zamponi, proposte di matrimonio, gente che dormiva in piedi, il Mario, grandi campioni che crollavano, perfetti sconosciuti che arrivavano nei primi quindici, gente che urlava dai crampi, tanta birra e tantissime grida di incitamento.

Tor des Géants 2014. Fonte: L. Albrisi

Tor des Géants 2014. Fonte: Pillow Lab

Ecco, queste cose qui sono quelle che io mi porto dietro dopo il mio primo viaggio con il Tor des Géants.
Perché per modificare parte del regolamento o per dimostrare che non hai barato, in fondo, si ha tutto il tempo e anche tutto il diritto.

Solo che, per come sono fatto io, a quelle cose lì tendo a non dargli troppo peso, che altrimenti rischio di perdermi tutto il piacere di un gran bel viaggio.

Luca Albrisi

Foto: Pillow Lab.

Tor des Géants 2014. Fonte: L. Albrisi

Tor des Géants 2014. Fonte: Pillow Lab

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