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6 luglio 2015

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TOUR DE FRANCE 2015: guida ai tapponi di montagna e alle salite storiche (con un ricordo dell'impresa di Marco Pantani)

Marco_Pantani,_1997

Tour de France 2015: le salite mitiche e i tapponi di montagna che decideranno il 102° Tour de France, con un ricordo dell’impresa di Marco Pantani nel 1997 sull’Alpe d’Huez.

Si è aperto sabato 3 luglio a Utrecht (Paesi Bassi) il 102° Tour de France che si concluderà, come di consueto, agli Champs Elysee di Parigi dove la maglia gialla verrà incoronata in quello che è considerato l’evento ciclistico a tappe più importante dell’anno.

Nel 2014, dopo ben 16 anni dal trionfo di Marco Pantani del 1998, Vincenzo Nibali è riuscito a vincere “La Grand Boucle” e a far sventolare il tricolore italiano sul podio finale. Fra i favoriti di questa edizione, assieme a Froome, Contador e Quintana, il ciclista italiano proverà ad eguagliare l’impresa di Ottavio Bottecchia, sino ad ora unico italiano ad aver vinto il Tour de France per due anni di fila (precisamente nel 1924 e nel 1925).

Fra tappe in pianura, pavè, cronometro individuali e a squadre, saranno sempre le montagne alla fine a decretare le gerarchie di classifica e a consegnare di diritto la maglia gialla ad uno dei corridori. Su 21 tappe, per una lunghezza complessiva di 3.360 chilometri, saranno ben sette le tappe in montagna (cinque delle quali con arrivo in salita). Completano il programma nove tappe pianeggianti, tre tappe collinari e due cronometro (una individuale e una a squadre).

Dopo le difficoltà che i corridori incontreranno sul pavé e nelle cronometro, oltre alle sempre pericolose cadute di gruppo nelle tappe pianeggianti, il battesimo delle montagne avverrà il 14, 15 e 16 luglio con i tapponi pirenaici. Verranno infatti scalati il Col du Tourmalet (2.115 metri) e il Plateau de Beille che presenta una salita lunga ben 15 chilometri. Il Tourmalet ospitò il Tour per la prima volta già nel 1910, con il primo tappone pirenaico della storia. Il primo italiano a scollinare in testa fu, manco a dirlo, Ottavio Bottecchia nel 1924 prima di trionfare a Parigi con la maglia gialla sulle spalle. Nel 1938 toccò a Gino Bartali, mentre nel 1949 e nel 1952 fu Fausto Coppi il grande conquistatore di questa salita. Da allora, si è dovuto attendere fino al 1991 quando fu Claudio Chiappucci a transitare per primo. Nel 1998 (Tour vinto da Pantani) e nel 1999 toccò ad Alberto Elli la conquista del gran premio della montagna e nel 2009, ultimo italiano a riuscirci, fu la volta di Franco Pellizzotti. Il Plateau de Beille richiama invece alla mente il trionfo di Marco Pantani nel 1998 che alla fine si aggiudicò la Grand Boucle. Anche nel 2002, nel 2004, e nel 2007, chi vinse sul Plateau vinse anche la classifica finale (Armstrong nel 2002 e 2004, Contador nel 2007).

Le grandi salite alpine saranno invece racchiuse tutte in quattro tappe, dalla 17esima alla 20esima. Si inizierà il 22 luglio con la tappa Dignes les Bains-Pra Loup (161 km) nella quale si scalerà il Col d’Allos (2250 metri e passaggio più ad alta quota dell’intero giro). Il giorno dopo sarà il Col du Glandon (1924 metri) la grande salita in grado di fare la differenza per la classifica finale nonostante il gpm sia a quasi 30 km dal traguardo. La 19esima tappa presenterà un interessante arrivo in salita a La Toussuire dopo il Col de La Croix de Ferre e il Col du Mollard, ma il grande spettacolo è riservato alla 20esima tappa con l’arrivo sulla mitica Alpe d’Huez (1850 metri). Questa mitica ascesa, conquistata da Coppi, Bugno, Conti, Pantani e Guerini, fra gli italiani, rappresenta il ricordo indelebile del “Pirata” il quale detiene ancora oggi il record di ascesa con 37’35” (nel 1997) con un secondo di vantaggio su Lance Armstrong (37’36” nel 2004) il quale, però, fece segnare questo tempo in una cronoscalata e non in una tappa lunga più di 150 chilometri come nel caso del Pirata.

Rivivete qui la grande impresa di Pantani del 1997.

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