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23 aprile 2012

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TRENTOFILMFESTIVAL TRA TRENTO E BOLZANO La Rassegna presentata al Prowinter

Il TrentoFilmfestival si sdoppia in occasione della sessantesima edizione coinvolgendo la città di Bolzano in un festival parallelo dal 2 al 9 maggio.

Gli appuntamenti in programma a Bolzano sono stati presentati il 20 aprile nell’ambito di ProWinter 2012 presso la Fiera di Bolzano, ente che quest’ anno ha stretto una partnership con la rassegna trentina.
E proprio “di un ruolo più importante per Bolzano (che dal 1998 si è aggiunto ai soci fondatori del Filmfestival, Comune di Trento e Club Alpino Italiano) in occasione dei 60 anni della rassegna”, ha parlato il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli nel suo saluto, ricordando proprio la nuova sinergia con Fiera Bolzano Spa e il programma unico delle proiezioni.

Lucia Maestri, assessore alla Cultura del Comune di Trento, ha sottolineato come sia “un ottimo elemento il fatto di promuovere insieme, Bolzano e Trento, la cultura della montagna e le riflessioni sulla montagna che una manifestazione come il TrentoFilmfestival produce”.

Per il vice presidente di Trento Filmfestival Gianluigi Bozza, “sono queste le occasioni in cui è doveroso fare un bilancio e guardare indietro la strada fatta: per il festival questo percorso è stato da Filmfestival a Festival della cultura di montagna a tutto tondo. E in questo cammino, – ha aggiunto Gianluigi Bozza – hanno via via trovato spazio nuove collaborazioni e nuove iniziative anche dedicate ai giovani.

Della partnership che è stata inaugurata con il TrentoFilmfestival in occasione del Focus Skitouring proposto all’interno di ProWinter ha parlato invece il presidente di Fiera Bolzano Spa Reinhold Marsoner.

Augusto Golin, responsabile del programma di Bolzano di TrentoFilmfestival ha poi illustrato gli appuntamenti in programma dal 2 al 9 maggio a Bolzano: tre serate cinematografiche con le opere del concorso e quelle inserite nelle sezioni speciali del TrentoFilmfestival al Cinema Capitol cui seguiranno, dal 7 al 9 maggio, le proiezioni dedicate invece ai film vincitori. E poi la giornata alpinistica di domenica 6 maggio: nel pomeriggio il Forum “QuoCLIMBis?” al Messner Museum sul futuro dell’alpinismo e alla sera, all’Auditorium Roèn, la serata dedicata all’Eiger condotta da Marco Albino Ferrari, direttore di Meridiani Montagne.

 

Quo CLIMBis? | Tavola rotonda sull’alpinismo I domenica 6 maggio ore 14.00 | Messner Museum Firmian | Castel Firmiano
Reinhold Messner, dopo aver ripercorso a Trento la storia dell’alpinismo e del TrentoFilmfestival, dal suo museo-castello volge il pensiero al futuro delle montagne e dell’alpinismo, facendosi promotore di questo forum nel quale saranno coinvolti alpinisti di ogni generazione. Come ha scritto sulle pagine della Gazzetta dello Sport nella rubrica settimanale da lui curata:
«Tutti gli anni noi scalatori di ogni età dovremmo avere un’occasione per trovarci e parlare di dove va l’alpinismo, adesso che è divenuto una attività globale. Così abbiamo pensato di radunarci in occasione del TrentoFilmfestival a Castel Firmiano in una sorta di campo base. Parleremo di come provare a salvare l’alpinismo. Se lasciamo che diventi puro sport, la montagna non potrà più essere luogo che offre valori agli uomini. Con la pura attività dell’arrampicare essi possono diventare più bravi sportivamente. Ma non comprenderanno quanto, nel confrontarsi con gli spazi selvaggi, la natura umana può dare».

Un incontro aperto a tutti, dove chiunque sia interessato all’alpinismo potrà ascoltare e dire la propria opinione.
Il Forum, che si aprirà alle 14.00 nell’anfiteatro all’interno del Museo Messner a Castel Firmiano, è organizzato in collaborazione con IMS – International Mountain Summit. Tra i protagonisti già confermati: Alexander Huber, Beat Kammerlander, Hans Peter Eisendle, Hervé Barmasse, Robert Jasper, Rolando Larcher, Hainz Mariacher, Luisa Jovane, Roger Schäli, Denis Urubko.

 

A Bolzano l’Eiger degli italiani | domenica 6 maggio ore 21.00 I Auditorium Roèn | Bolzano
Per celebrare i cinquant’anni dalla prima salita italiana, il TrentoFilmfestival targato Bolzano organizza una serata per raccontare le imprese di ieri e di oggi sulla famosa parete nord del Monte Eiger, in Svizzera. Eiger Nord: rocce e tempeste nel centro d’Europa è il titolo della serata che radunerà nell’Auditorium Roèn di Bolzano i grandi protagonisti di ieri e di oggi che hanno scritto la storia di questa scalata, guidati nel racconto da Marco Albino Ferrari, scrittore e direttore di Meridiani Montagne.

Fino all’estate del 1962, nessun alpinista italiano aveva scritto il suo nome tra quanti avevano salito la parete nord dell’Eiger: solo un elenco di tragedie e di tentativi falliti anche dalle cordate più agguerrite. Nell’agosto del 1962 due cordate italiane attaccano la nord dell’Eiger a un giorno dall’altra e gli uni all’insaputa degli altri. L’11 agosto si muovono Armando Aste, Franco Solina e Pierlorenzo Acquistapace; il giorno dopo anche la cordata di Andrea Mellano, Gildo Airoldi e Romano Perego. Non sono i personaggi che il grande pubblico conosce, rappresentano l’alpinismo delle occidentali, alcuni sono nei Ragni di Lecco, altri della scuola dolomitica, ma non sono professionisti della roccia. Sono operai, artigiani, contadini che dedicano il loro tempo libero all’alpinismo, praticandolo a un livello altissimo tanto che alcuni sono entrati nel Club Alpino Accademico.

Le due cordate si riuniscono tra il primo e il secondo nevaio. Da lì in poi procedono insieme, e in questo modo riescono a superare tutti i passaggi chiave della parete, assuefatti al rumore delle scariche di pietre, al mulinare della neve che li colpì ripetutamente, fino alla vetta, diventando i primi italiani usciti dalla nord dell’Eiger.
(Serata ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti).

 

Programma di Bolzano

Mercoledì 2 maggio 2012

ore 18.30
LA GRANDE GUERRA SULL’ALTOPIANO DI ASIAGO di Melanco Mirco e Massa Federico (53’)
Il documentario recupera materiale d’archivio inedito nel quale Mario Rigoni Stern racconta gli avvenimenti della Prima Guerra Mondiale accaduti sull’Altopiano di Asiago. La narrazione inizia davanti ad un focolare che nel corso dei secoli ha visto passare i grandi personaggi della storia ma anche gli umili soldati senza i quali ogni cambiamento epocale non avrebbe potuto avere luogo. Un luogo magico che richiama gli spiriti buoni della montagna, che nelle lunghe stagioni invernali si possono ancora udire. La prospettiva del grande scrittore è quella di raccontare la guerra vista dal basso, ovvero dalla parte di chi nelle trincee ha combattuto davvero, tracciando dunque la memoria storica dei luoghi dell’Altopiano, ma soprattutto delle vicende umane che lo hanno percorso. Le sue parole trasmettono ancora oggi il grande rispetto per tutti quei segni e quei simboli disseminati nell’ambiente naturale che ricordano un tragico passato che non deve essere dimenticato.

WEISSER HORIZONT di Entress Humbi (54’)
Protagonista del documentario è l’italiano Robert Peroni (originario di Bolzano), grande appassionato della Groenlandia orientale e della cultura Inuit. Da sempre grande sportivo amante dell’avventura, Peroni – affetto di un’incurabile malattia del sangue – è costretto ad assistere impotente al declino del popolo Inuit che rischia di estinguersi. Humbi Entress documenta l’esperienza di Peroni in Groenlandia e il suo progetto per lo sviluppo di un turismo sostenibile che potrebbe essere economicamente d’aiuto per la popolazione indigena. Il protagonista, stremato per il decorso della malattia, viene accompagnato nella sua ultima spedizione nell’interno, per soddisfare il desiderio di vedere per l’ultima volta l’orizzonte bianco della grande calotta di ghiaccio.

ore 20.30
STOFF DER HEIMAT di Othmar Schimiderer (97‘)
Con che tipo di tessuto vengono confezionati i costumi tradizionali tanto diffusi sulle Alpi tedesche, austriache e svizzere? Che sensazione dà al tatto? Il film analizza il fenomeno dei costumi tradizionali in tutte le sue diversità e particolarità: in maniera accattivante ed esaustiva viene indagato il loro substrato culturale e politico, con le leggende nazionali che ruotano attorno ad essi, dall’inizio dei tempi ad oggi, portando esempi dall’Austria, dalla Germania, dalla Svizzera e dal Sud Tirolo. L’indagine si focalizza sull’habitat e sui codici di abbigliamento degli individui e dei gruppi, esplorando il significato politico e sociale dei riti e degli stili di vita, e l’esuberante ricco simbolismo ad essi associato. Vengono anche messi in mostra i diversi approcci alla tradizione, spesso in conflitto con le esigenze dei tempi moderni e con le ineluttabili contaminazioni prodotte dalla moda e dal modificarsi dei gusti. Ma più in generale vengono esaminate in maniera approfondita le dinamiche che conducono alla costruzione di un’identità e al concetto di “focolare domestico” che si accompagna a quello di patria.

Giovedì 3 maggio 2012

ore 18.30
SCHNEE di August Pflugfelderer (73’)
Ogni anno, con l’arrivo dell’inverno, le Alpi attraggono migliaia di turisti, tuttavia la carenza di neve sempre più spesso sta divenendo un grande problema per molte stazioni sciistiche. Articolato in episodi che colgono vari aspetti del fenomeno e le problematiche che lo caratterizzano, questo documentario è un viaggio attraverso l’inverno nelle Alpi in compagnia di una molteplicità di persone che vivono di turismo e, di conseguenza, dipendono dalla neve per le loro attività e i loro redditi. I protagonisti sono piccoli ingranaggi in un sistema di presentazione delle vacanze all’interno di un’industria turistica della neve che sembra tendere a svilupparsi sempre più velocemente con il ritmo di un carosello.

ore 20.30
PICCOLA TERRA di Michele Trentini (54’)
Valstagna, Canale di Brenta in provincia di Vicenza e Valsugana in Trentino, su piccoli “fazzoletti di terra” un tempo coltivati a tabacco si gioca il destino in controtendenza di personaggi diversi, impegnati nel dare nuova vita ad un paesaggio terrazzato per lo più in stato di abbandono. C’è chi rimane aggrappato con ostinazione e orgoglio all’antico podere di famiglia; chi lascia il posto di operaio presso una cava per ritrovare se stesso; chi, provenendo dal mondo urbano, decide di prendersi cura di campi e muri a secco grazie ad un innovativo progetto di adozione; e chi, originario del Marocco e sposato con una ceca, gestisce una pizzeria coltivando il sogno dell’integrazione per i propri figli senza dimenticare gli amati sapori e i profumi della propria infanzia. Il film vuole essere un messaggio di speranza per montagne marginali, un racconto sul valore universale del legame con la terra, che prescinde da interessi economici, impedimenti politici e steccati culturali. Il “mondo dei vinti” degli anni Sessanta, immortalato dal regista Giuseppe Taffarel, viene qui riproposto per decifrare meglio il presente, in un contesto montano che vuole tornare a vivere.

VERTICALMENTE DEMODE’ di Davide Carrari (18’)
«Non è la via più difficile del mondo, è semplicemente la via “sportiva” più difficile che ho scalato. Ha una storia lunga, cominciata quando mi sono chiesto la prima volta come potevano essere quei luoghi dove ogni sera andava a morire il sole. Eternit è nascosta proprio lassù, in un ambiente solitario e dimenticato di queste montagne, piccola e “verticalmente demode’” a metà fra i luoghi dove sono nato e quelli dove sono vissuto»: Manolo.

COLD di Fogel Anson (19’)
All’inizio di febbraio del 2011 Simone Moro, con il kazako Denis Urubko e lo statunitense Cory Richards, raggiunge la vetta del Gasherbrum II a 8.035 metri di quota. Si tratta della prima salita invernale in assoluto su una delle cinque vette del Karakorum pakistano che raggiungono gli ottomila metri. La spedizione, partita il 27 dicembre 2010 dall’Italia, ha dovuto affrontare temperature fino a -50 gradi e forti venti fino a 200km/h per poter attrezzare la via fino alla vetta. Per Simone Moro è stata la terza prima scalata invernale di un ottomila, dopo lo Shisha Pangma nel 2005 e del Makalu nel 2009. L’esperienza dei tre alpinisti impegnati sul Gasherbrum II, nel cuore di un buio e durissimo inverno, è vista con lo sguardo crudo e onesto di Cory Richards, partecipante, cineasta e fotografo. Il film coglie con efficacia, attraverso le vive parole dei protagonisti, la fatica, i dubbi e le paure che attraversano le loro menti nei vari momenti e rivela quanto sia stata terribile la discesa, il rischio di assiderarsi e di perdersi.

Venerdì 4 maggio 2012

ore 18.30
NOTES FROM THE SKY di Lisa Wimmer e Luca Saggin (11’)
Le passioni di Christian Mader non hanno confini: i soliti scettici gli dicevano che é impossibile andare in mongolfiera tra le montagne dell´Alto-Adige, ma Christian intende dimostrare che si sbagliano. Essere clown di professione da 25 anni lo aiuta ad aprire la mente a nuove riflessioni. Per lui la vita é una continua ricerca di se stesso, sia sul palcoscenico che nell´aria, senza paure, coltivando incessantemente la curiosità, come ogni autentico viaggiatore. Viaggiare in mongolfiera diventa una metafora di vita, significa perdere il controllo, accettare l´imprevisto, fidarsi delle proprie abilità e avere la giusta confidenza con i venti per lasciarsi trasportare da loro.

PEAK di Hannes Lang (91’)
Oggi il bianco paradiso delle montagne innevate è diventato meta di un pellegrinaggio di nugole di visitatori alla ricerca di una pausa dalla vita stressante delle città. Ormai anche nei luoghi più selvaggi si è diffuso il turismo di massa, lasciando tracce indelebili nel paesaggio. A causa dei cambiamenti climatici e della mancanza di neve, è stato necessario sviluppare imponenti mezzi tecnologici per produrre un paesaggio ideale svincolato dagli eventi di natura. Le Alpi sono ormai divenute uno sconcertante ibrido di tecnologia e natura: il film documentario ha osservato per un intero anno questo processo di trasformazione, scoprendo tutto ciò che è abitualmente nascosto ai turisti invernali sotto uno spesso manto di neve artificiale. Il film segue le modifiche del paesaggio e le tracce inestinguibili lasciate dalle invasioni degli uomini.

ore 20.30
HOW I ENDED THIS SUMMER di Alexei Popogrebsky (125’)
Una stazione polare in una desolata isola nell’Oceano Artico. Sergei, un meteorologo della vecchia scuola, e Pavel, appena laureato al college, stanno trascorrendo qualche mese di completo isolamento in una delle vecchie importanti basi strategiche di ricerca. Pavel riceve un importante messaggio via radio e cerca il momento giusto per raccontare tutto a Sergei quando la paura, le menzogne e il sospetto iniziano ad avvelenare l’atmosfera.

Le proiezioni sono in programma al CINEMA CAPITOL, Via Streiter 8d

INGRESSO: intero 6.50 – ridotto 5.00

Hanno diritto all’ingresso ridotto:
Adulti oltre i 65 anni
Giovani fino a 18 anni
Soci CAI, SAT e AVS
Volontari Servizio Civile Nazionale

RASSEGNA DEI FILM PREMIATI
7 – 8 – 9 MAGGIO BOLZANO CINEMA CAPITOL, Via Via Streiter 8d
ore 17.30 – 19.30 – 21.30

 

Info: www.trentofestival.it

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