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18 Febbraio 2013

Lowa for walking · Trekking · Comitato dei Te'Nou · Escursionismo · itinerari escursionistici · Lowa for walking · Sentiero dei Fiori · Ser li Piate · Val Varaita · L'arte di camminare

UN SENTIERO TRA I FIORI Escursione primaverile in Val Varaita

Tutti i gialli da una parte, tutti i bianchi dall’altra. C’è qualcosa di magico nei prati del Te’Nou in alta Val Varaita (CN) all’epoca della fioritura. I capolini dei tarassaco, la comune cicoria dei prati, qui presenti con densità fuori dal comune, si contrappogono al candore dei narcisi il cui fragrante profumo permea l’aria.

Siamo nei boschi e nei pascoli sopra Torrette di Casteldelfino quasi di fronte al bosco de l’Alevè al termine della passeggiata sul sentiero medioevale o sarebbe meglio chiamarlo “sentiero dei fiori”.

Escursione particolarmente consigliata, è facile capirlo, nel periodo primaverile (metà maggio-metà giugno) per le straordinarie fioriture di essenze anche rare e molto localizzate. Non tutte appariscenti, ma non per questo meno importanti. Ecco allora in un recesso ombroso la Scrofularia vernalis o su una paretina di roccia la Primula marginata. E ancora la Calta palustre, la delicata fritillaria l’appariscente Pulsatilla alpina o i minuscoli fiori della Primula farinosa Una sinfonia di colori e sensazioni che appaga occhi e spirito.

Tutta la zona è frequentata da camosci, caprioli e cervi, facili da avvistare soprattutto se si ha l’accortezza di salire la mattina presto senza fare troppo chiasso.

Per questo può essere conveniente pernottare in una delle strutture ricettive della zona. Se poi si ha la ventura di essere accompagnati da un botanico, il bosco e i prati sveleranno i loro segreti e anche erbette apparentemente insignificanti racconteranno la loro storia.

A questo scopo il Comitato dei Te’Nou in collaborazione con il B&B “La Toureto” ( il nome occitano di Torrette), nel periodo propizio organizzano dei weekend di scoperta naturalistico-culturali che permettono di percorrere i vecchi sentieri imparando e conoscendo, e giunti in cima ai pascoli al Te’ Brusà di gustare la polenta preparata come una volta.

L’itinerario può anche essere agevolmente percorso individualmente occorre soltanto una buona pratica della montagna e senso di orientamento perché nel periodo di maggior rigoglio vegetativo non sempre, nonostante i cartelli e i segnavia, è facile individuare il sentiero giusto. Ricordiamo, inoltre, di indossare sempre, adeguate calzature da escursionismo/trekking.
Ulteriori uggerimenti per una corretta attrezzatura, potrete ottenerli – in zona – da Isaia Sport, a Paesana (CN), specializzato in articoli sportivi per la montagna.

Dallo spiazzo all’estremità a monte dell’abitato di Torrette (1170 m) dove è il pannello descrittivo, da memorizzare perché non esiste ancora un depliant della rete dei sentieri che in parte ricalca la viabilità medioevale, si segue la strada che sale tra le case per poi svoltare a destra (indicazione Tenou) e imboccare il sentiero tra i campi.

Dopo poco si raggiunge una pista agricola sulla quale si svolta a sinistra. Dopo alcuni metri nel gomito del tornante si prosegue diritto e dopo essere confluiti su di un altro viottolo proveniente dal basso si prosegue in alto. Ai margini dei prati ad una biforcazione ben segnalata si prende a sinistra. Stiamo ora percorrendo un tratto dell’”antica via medioevale”. Un pannello (chastlaret) indica il ripiano panoramico dove si suppone si trovassero i ruderi di un castellaccio citato dall’Eandi. Più in alto troviamo alcune formazioni rocciose e un edicola dedicata alla Madonna.

Il sentiero approda così alla località “Ser li Piate” (0.30 ore) nei cui pressi è un pilone votivo. Si trascura l’indicazione Tenou (di qui avverrà il ritorno) per svoltare a destra su di un largo sentiero che poco oltre confluisce sulla pista agricola che si segue per un tratto verso sinistra. Dopo alcuni tornanti, giunti nei pressi delle baite di Peiro dal Vej situate a valle della pista, si lascia la strada per seguire il sentiero, poco battuto, che sale ripido serpeggiando nel bosco lungo la massima pendenza sino al pilone di San Rocco, al margine di Pra Rabiere luogo prediletto all’alba dagli ungulati selvatici.

Si continua sul sentiero al margine del burrone poi giunti all’estremità del prato mediante ci si abbassa sulla sinistra a guadare un torrentello giungendo così alle case de la Casano. Poco a valle si trova una vecchia baita che conserva ancora la coperture in scandole di legno, tipologie un tempo più frequenti in valle e ora ridotte a pochi relitti. Da la Casano si sale ancora nel bosco per uscire nella radura dove a monte della strada è la borgata del Te’ Brusà. (1570 m, 0.45 ore).

Un tempo tutta questa zona era coltivata e non solo per farne fieno ma c’erano anche campi di segale come testimoniano fotografie d’epoca.
Si prosegue (sx) sulla recente strada agricola e quasi in piano si perviene a Sere (Brianzole, 0.15 ore) borgata che un tempo ospitava d’estate oltre 20 famiglie. Passando accanto alla fontana (trascurando quindi il sentiero che sale e quello che scende in mezzo alle case ), si continua in leggera discesa in un rado bosco di larici e cembro oltrepassata una baita isolata si lascia il sentiero che pianeggia per salire a destra verso i Tenou (indicazioni).

Costeggiando bellissimi prati, boschi di larice e ruscelli in circa 20 minuti si giunge alla borgata il cui toponimo corretto sarebbe “Te ‘Nou” nel senso di tetto Nuovo.

Il santuario fu edificato nell’ottocento per ringraziamento dallo scampato pericolo per una frana. Tutti gli anni vi si tiene una bella festa. Ripercorrendo un tratto del percorso di salita si ridiscende al sentiero che pianeggia. Giunti al quadrivio segnalato da un cartello in legno. Si prende il poco evidente sentiero che scende, si passa così accanto alle baite Geriut ( di sopra e di sotto) poi seguendo la “ lou viol d’la caso” si scende verso la Ruciaio.

Si trascura una traccia sulla sinistra nel gomito del tornante che porta al ruscello che invece si costeggia per un tratto poi senza raggiungere le case si piega a sinistra e dopo aver attraversato la passerella sul “Cumbal Brajer” (rumoroso) si ritrova il percorso di salita seguendo il quale si ritorna a Torrette.

Cartina topografica di riferimento

Per informazioni.
Comitato dei Te’ Nou, Borgata Torrette 14 Casteldelfino
Tel 340 5541702
www.occitania-torrette.it

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