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4 giugno 2012

Vino · Barone Pizzini · Bollicine · Brut · Castello · Champagne · Chardonnay · Ciliegie · Cru · Egly-Ouriet · Franciacorta · Marostica · Philipponat · Pinot noir · Roberto Gardini

Una domenica frizzante

-Ma si può sapere dove sei stata ieri?
Ti ho chiamata mille volte.
Insomma, lo sai che dobbiamo decidere dove andare in vacanza-

Lo so, lo so Fede.
Hai proprio ragione.
Ma ieri ero a Bollicine a Marostica.

Oltre 100 vini. Franciacorta, Trento Doc, Oltrepò Pavese, Prosecco, Durello, Vespaiolo, Recioto di Gambellara.
Tanti vini. Tanto buoni.
E, oltre ai vini, due degustazioni. Importanti. Guidate magistralmente da Roberto Gardini.

Capisci? Potevo forse rispondere al telefono?

Mhh, adesso so già cosa mi chiedi.
Come se non ti conoscessi…

Te lo dico subito cosa mi è piaciuto.

Champagne Philipponat Brut Grand Blanc 2004.
Chardonnay in purezza.
Brillante. Giallo canarino.
Al naso convince subito. Senza essere ruffiano.
Agrumato. Esotico. Con un accento di brioches.
E poi una percezione floreale. Fiori bianchi. E gialli.
Ed una pennellata di miele.
Il tutto, in bocca, si lega con una finezza estrema.
E con un equilibrio inimmaginabile.
La cremosità si fonde con l’effervescenza.
A servizio della rotondità.
La chiusura porta a berne un altro bicchiere.
Perché c’é tanto. Del salino. Dell’esotico. Del vanigliato. E del tostato.

Champagne Egly-Ouriet Brut Tradition Grand Cru.
Biodinamico.
42 mesi sui lieviti.
4 annate diverse messe assieme.
Ma non lasciamoci influenzare.
Pinot noir. E chardonnay.
Non filtrato.
Si, ok, a questo punto è impossibile non lasciarsi influenzare.
Comunque…
Brillante. Luminoso. Grande perlage.
Al naso funghi champignon. Con terra attorno. (lo ammetto, questo non lo dico io, ma Roberto Gardini).
Grande complessità. E grande maturità.
Nota esotica. Sentore di pinolo tostato.
Ricchezza. Equilibrio.
Tocco balsamico.
Lungo. Lungo. Lungo.
Grandissimo vino.
Da bere. Almeno una volta nella vita.

Franciacorta DOCG Barone Pizzini Riserva 2005 Pas Dosè Bagnadore.
Giallo dorato.
Bollicina molto sottile.
Qui c’é evoluzione. Con note secondarie. E terziarie.
Crosta di pane. Frutto giallo.
Nota mielata. E poi agrumata.
Panettone. Con crema pasticciera. Come si faceva una volta.
Ecco che arriva la tostatura.
Che naso da intenditori.
Vino preciso. Diretto. Complesso.
Chiude con una nota di liquirizia.
Qui c’e’ territorio. E personalità. Da vendere.
Persistentissimo.
Non so se è un complimento. Comunque vuole esserlo. Sembra uno champagne.

Ok, oltre ai vini?

Beh, mi è piaciuto l’ambiente.
Il Castello Inferiore di Marostica. Da vedere.
E tutto quel verde.
E tutti quei ciliegi attorno.

Il consiglio: comperare un cestino di ciliegie. Meglio se Duroni.
Con 10 euro se ne possono portare a casa 3 chili.
Da mangiare così. O, magari, da fare con il caramello.

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