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19 marzo 2012

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"UNA VETTA PER LA VITA" PREMIO 2012 A FRANCO MICHIELI

Si è svolta venerdi 16 marzo 2012 a Castelfranco Veneto (Treviso) l’XI Premio “Una vetta per la vita”,  promosso dal Gruppo Naturalistico Le Tracce e coordinato dallo scrittore-alpinista Vittorino Mason, quest’anno  assegnato all’esploratore e geografo Franco Michieli.

Il premio viene assegnato ogni anno ad una persona amante della montagna nei suoi molteplici aspetti; che dedica o abbia dedicato la propria vita per diffondere e sostenere persone o progetti nell’ambito della cultura, della solidarietà e della montagna.

Presenti uomini del Soccorso Alpino, guide alpine, istruttori di alpinismo, scrittori e giornalisti di montagna, fotografi e video-operatori, giovani promesse ed alpinisti che hanno scritto pagine di storia sulle pareti delle nostre montagne e quelle extraeuropee.

Tra i molti, Piero Radin, Giampaolo Casarotto, Roberto De Martin, Alberto Grollo, Silvana Rovis, Marino Babudri, Ariella Sain.
Nelle precedenti edizioni sono stati premiati: Giusto Pio (2002), Fausto De Stefani (2003), Cesarino Fava (2004), Spiro dalla Porta Xydias (2005), Bianca di Beacco (2006), Kurt Diemberger (2007), Armando Aste (2008), Franco Miotto (2009), Giuliano de Marchi (2010) e Elio Orlandi (2011).

Il Premio a Franco Michieli, è stato consegnato con la seguente motivazione:
“Vogliamo riconoscere la figura, la personalità e l’attività di Franco Michieli che si è contraddistinto per l’originalità e la capacità di reinventare l’avventura dando un nuovo significato anche all’esplorazione.
I suoi grandi viaggi a piedi, di cui in Italia è uno dei massimi esponenti, lo hanno portato a traversare molte delle principali catene montuose europee ed extra-europee, quasi sempre lungo itinerari ideati personalmente e con caratteristiche alpinistiche, esplorative e con notevoli difficoltà di orientamento. La sua idea di viaggio-esplorazione è stata quella di affidarsi solamente alle proprie capacità: riuscire a tenere la rotta in territori selvaggi e sconosciuti senza far uso di mappe, bussola, orologio o altri strumenti. Non per un risultato sportivo fine a se stesso, ma per sottolineare il valore dell’esperienza umana e gli aspetti culturali e ambientali del contesto.
L’invenzione dell’esplorazione ripetibile è l’importante contributo di Franco Michieli alla storia dell’alpinismo, la comprensione del fatto che, grazie alla fiducia nella nostra immaginazione, l’esplorazione delle montagne può continuare all’infinito. Un’“invenzione” teorica, ma che Franco ha sperimentato a lungo sul terreno.
Dedito da tempo a promuovere attivamente una rispettosa relazione uomo-ambiente naturale, il suo impegno con Mountain Wilderness a difesa delle montagne lo ha portato a lavorare per il bene comune pensando che il pianeta Terra in cui viviamo non è qualcosa che ci appartiene, ma un luogo che ci contiene e mantiene e di cui siamo parte, una piccola, piccola parte, e solo di passaggio.
È per questo che il suo andare, vivere, esplorare, lavorare per gli altri, è un passo in punta di piedi, quasi a non voler lasciare traccia, e allo stesso tempo qualcosa che si imprime nella memoria e nei cuori di chi ha condiviso con lui quel percorso.
Grazie al suo lavoro di giornalista, scrittore, conferenziere e divulgatore, ha fatto conoscere a molte persone luoghi, habitat e culture così lontane e in fondo così vicine, trasmesso il valore dell’altruismo e la solidarietà, valori oggi diventati sentimento di pochi. Ne è un esempio l’opera presso l’Operazione Mato Grosso in Perù, dove ha pensato e disegnato percorsi per far conoscere le montagne andine (in modo eco-compatibile), formando guide e dando lavoro ai ragazzi del posto.
Una vita, quella di Franco, trascorsa ad esplorare in profondità la relazione tra l’uomo e la natura selvaggia. Con la convinzione che la conoscenza del territorio si rinnovi ad ogni passaggio dell’uomo e che non ci sia ormai più spazio per il concetto di “conquista” di cime e pareti.
La sua filosofia si può racchiudere in queste parole: “Ogni rapporto con il territorio implica almeno un piccolo e momentaneo impatto ambientale. Ma molto più negativo sarebbe perdere il senso di appartenenza alla natura che il territorio sa trasmetterci. Imparare a lasciare tracce più lievi significa raccogliere senso più profondo.”

Franco Michieli è nato a Milano nel 1962 e risiede in Valle Camonica. Geografo, fotografo, alpinista, esploratore, giornalista, scrittore e garante internazionale di Mountain Wilderness. Fin da ragazzo si è dedicato alla conoscenza delle montagne e della natura d’Europa, in particolare della Scandinavia e di altre regioni nordiche, dove ha effettuato una ventina di lunghi viaggi a piedi e dove ha lavorato in una scuola di educazione ambientale.

 

 

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