MENU

15 febbraio 2012

Libro · Robert Adams

Verità e paesaggio

| La ragione per cui una fotografia non può essere considerata un prodotto di laboratorio è evidente se si pensa al procedimento seguito per realizzarla. I fotografi sono in genere persone di grande entusiasmo, il cui lavoro comporta diverse scelte: fermare l’automobile, afferrare il filtro giallo piuttosto che quello verde, aspettare che passi una nuvola e, nel momento in cui tutto appare inspiegabilmente al suo posto, premere l’otturatore. Dietro queste decisioni c’è il bagaglio personale di ricordi e di riflessioni del fotografo, la sua percezione del luogo o di luoghi simili incontrati in precedenza. Se si prescinde da ciò non si saprà mai se la scena apparsa sul vetro smerigliato abbia le caratteristiche dell’autenticità, se rispecchi o meno una data realtà ambientale e insieme l’esperienza e l’intuizione che di essa ha avuto il fotografo. Fare fotografie allora è una questione personale; quando non lo è, i risultati non sono convincenti. Se non possiamo ritrovare il fotografo dentro la fotografia, una veduta non si distinguerà dal prodotto di un anonimo apparecchio automatico, capace forse di felici coincidenze, ma non di una risposta alla forma.

In arte niente è banale. E una vera fotografia di paesaggio è una metafora. Se una veduta non è nulla più della raffigurazione di un pezzo di territorio, l’immagine riuscirà a fermare la nostra attenzione solo per poco; preferiremo allora il luogo in sé, che possiamo percepire, odorare e ascoltare, oltre che vedere; eppure, allontanandoci dalla scena, speriamo spesso di poterla ritrovare da qualche parte nell’arte. Questo perchè non è facile apprezzare la geografia in quanto tale, e speriamo di ricevere dall’artista qualche indicazione per capire il significato di un luogo. E’ in questo senso che per molti aspetti sceglieremo di passare mezz’ora davanti al quadro di Edward Hopper Domenica mattina piuttosto che stare lo stesso tempo nella strada che ne è il soggetto. E’ infatti attraverso lo sguardo di Edward Hopper che vedremo di più. |

(da “Verità e Paesaggio” in “La bellezza in fotografia: saggi in difesa dei valori tradizionali ” di Robert Adams ©1981/1983 – Prima edizione 1995 Bollati Boringhieri Editore | www.bollatiboringhieri.it

Su Robert Adams
Robert Adams è una personalità di spicco ed un punto di riferimento stabile per l’intera generazione di fotografi che si sono confrontati con wilderness e la sua rappresentazione fotografica. Adams è nato a Orange (New Jersey) nel 1937 e vive nel Colorado, in un piccolo centro a ridosso delle Montagne Rocciose. Ha studiato ed insegnato letteratura prima di dedicarsi completamente alla fotografia. Le sue opere sono state oggetto di esposizioni nei più importanti musei del mondo. Nel 1989 una sua grande retrospettiva è stata allestita al Philadelphia Museum of Art. E’ un fotografo “colto” cui si devono pagine importanti sul rapporto uomo-natura e sulle trasformazioni in atto nel paesaggio americano”. Per approfondire clicca qui