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4 marzo 2016

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Viaggiare nel tempo

Chi si ricorda il film giorni di tuono?

Tom Cruise che sfreccia attraverso i circuiti Nascar alla ricerca di qualcosa che va oltre… non solo la semplice velocità, “qualcosa di incontrollabile”, e Robert Duvall lo segue e crede in lui, “glielo dice il cuore”.

Questo è il mio ufficio attualmente… e anche per me son giorni di tuono.

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Il tempo passa, gli alberi sembrano sempre fermi, ma sono gli unici a muoversi veramente. Non viaggiano nello spazio, viaggiano nel tempo. Il larice Gordzé, sopra a Place Moulin, era già una pianta secolare all’epoca in cui Colombo non era ancora approdato in America e quando i figli dei nostri figli saranno polvere, lui sarà ancora vivo e apparentemente fermo.

Anche nella nostra breve esistenza possiamo prendere spunto dalle piante e provare a esistere, ad attraversare i decenni.

In questi momenti ho fissato serate e conferenze e ne ho vissute altre. Tra organizzazioni di mostre, degustazioni, reportage, seminari… il mio tempo è volato, ma non mi è caduto addosso. Questa settimana ho intervistato due esploratori, ho proseguito nel mio percorso di addestramento subacqueo e cercato di guarire il braccio destro. Ho scritto e fatto video, ho progettato viaggi ed esplorazioni intorno al mondo, e moltissime altre cose. Vado avanti.

Esistono delle riserve in cui fossili di tronchi d’abete riposano sotto l’aqua dolce di laghi e risorgenze. Diecimila anni… diecimila, anni, fa, quelle magnifiche creature erano già così: semplici e perfette, potenzialmente immortali.

Penso a Platone e all’arte vista come copia di una copia… Un pittore dipinge un albero? Esso sarà la copia di una pianta esistente che a sua volta è una riproduzione imperfetta di un’idea iniziale perfetta. Darebbero ragione al filosofo i pensatori esteti orientali che vogliono felci dipinte in un unico modo tendente all’archetipo.

Credo che Platone non conoscesse pianta alcuna o avrebbe percepito la follia insita in tale concetto.
Giorni di tuono, alla ricerca dell’Oltre, tendendo a un abete, dalla pazzia di uno scantinato.

Suona bene dai…

Christian Roccati
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