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12 maggio 2017

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Cultura · Video Talk · Trento Film Festival 2017 · Europa

Thomas Hubert: “Metanoia”, un omaggio e una rinascita. Intervista

Intervista di Andrea Bianchi
Montaggio di Andrea Monticelli

Sul palco del Trento Film Festival, negli anni sono saliti alcuni dei più forti alpinisti al mondo.

Tra gli ospiti della 65^ edizione della rassegna,  il tedesco Thomas Huber e gli svizzeri Roger Schaeli e Stephan Siegrist, autori della prima ripetizione della “Via Metanoia”, sulla Nord dell’Eiger, aperta 25 anni fa dal grande alpinista americano Jeff Lowe, recentemente insignito del Piolet d’Or 2017 alla carriera.

Lowe con questa impresa straordinaria diede una svolta alla sua vita e anche per Thomas Huber, la ripetizione di questa via leggendaria ha assunto un significato speciale, che ha raccontato ad Andrea Bianchi nel corso dell’intervista che qui vi proponiamo.

Thomas Huber, classe 1966, ha effettuato scalate in tutto il mondo, dalle Alpi al Karakorum, da Yosemite all’Antartide, la maggior parte delle quali insieme al fratello Alexander. Vittima di una brutta caduta da un’altezza di 16 metri in una falesia della Baviera, nel luglio 2016, dopo un rapido recupero  è partito per il Pakistan per tentare l’inviolata parete nord del Latok I con Toni Gutsch e Sebastian Brutscher, impresa conclusa ancor prima di iniziare dopo l’arrivo al campo base, per effettuare le operazioni di ricerca di due alpinisti statunitensi, Kyle Dempster e Scott Adamson, scomparsi durante una scalata sull’Ogre II e mai ritrovati.

La prima ripetizione di “Metanoia” è stata compiuta da Huber, Schaeli e Siegrist,  dal 29 al 30 dicembre 2016.

 

Simonetta Quirtano

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