MENU

16 Febbraio 2026

Ski · Ski Touring e Ski Alp

Jim Morrison: la storica discesa con gli sci dalla parete Nord dell’Everest diventa un film

jim morrison trango

Jim Morrison skiing the Great Trango Tower in Northern Pakistan’s Karakoram Range in the film “Trango.” Nick Kalisz/The North Face

 

“Trango”, il documentario racconta l’impresa estrema dello sciatore statunitense sulla parete Nord dell’Everest, tra tecnica, rischio e preparazione in alta quota.

L’alpinista e sciatore statunitense Jim Morrison ha trasformato la sua storica discesa con gli sci dalla parete Nord dell’Everest in un documentario che sta già catturando l’attenzione del mondo outdoor. L’impresa, completata nel 2025, rappresenta una delle discese più audaci nella storia dello sci estremo himalayano, sia per la difficoltà tecnica sia per le condizioni ambientali estreme.

La parete Nord dell’Everest, situata sul versante tibetano, è nota per la sua complessità: ghiaccio instabile, crepacci profondi e pendenze spesso superiori ai 50°. Morrison ha dovuto pianificare ogni dettaglio della spedizione, dalla logistica alla scelta della finestra meteo ideale, per affrontare i rischi dell’alta quota con la massima sicurezza. Il documentario non si limita a mostrare la linea sciata, ma esplora anche il percorso umano dell’atleta, tra gestione del rischio, resistenza fisica e motivazioni personali.

Secondo le prime recensioni dei media internazionali, l’opera riesce a trasmettere l’intensità dell’esperienza in alta quota, combinando riprese mozzafiato con approfondimenti sul processo decisionale di Morrison. La narrazione del film evidenzia come l’alpinismo moderno sia una disciplina in cui la performance sportiva si intreccia con la resilienza psicologica e la capacità di adattamento agli imprevisti.

La scelta di raccontare la discesa cinematograficamente amplifica anche l’impatto culturale della spedizione. Morrison diventa così simbolo di una nuova generazione di scialpinisti che non si limita a conquistare le vette, ma cerca di comunicarne l’essenza, portando il pubblico dentro la sfida estrema. Le riprese includono momenti di preparazione tecnica, il tragitto verso il campo base, e dettagli sulla gestione dell’equipaggiamento in condizioni estreme.

Storicamente, le discese con gli sci dall’Everest sono rarissime. Oltre a Morrison, solo pochi atleti hanno tentato simili imprese: ognuna di esse richiede non solo capacità sciistiche di livello mondiale, ma anche competenze di alpinismo, acclimatamento e pianificazione logistica senza margini di errore. Il film di Morrison si inserisce quindi in una narrazione più ampia, che celebra le grandi spedizioni himalayane, mettendo in evidenza quanto la preparazione e la disciplina siano determinanti quanto il talento.

Dal punto di vista del panorama outdoor internazionale, l’uscita del documentario coincide con un crescente interesse verso le storie di avventura estrema. Gli appassionati di alpinismo, sci estremo e sport outdoor trovano nel film spunti tecnici, ispirazione e un modello da seguire per comprendere la complessità di operare in alta quota. La pellicola offre anche una riflessione su come l’alta montagna sia un laboratorio di gestione del rischio, resistenza e controllo psicologico, elementi fondamentali per ogni atleta di livello elite.

L’opera di Morrison testimonia anche la crescente fusione tra performance sportiva e narrazione cinematografica. La capacità di raccontare un’impresa come quella sull’Everest amplia il pubblico dell’alpinismo, coinvolgendo sia gli addetti ai lavori sia chi è semplicemente affascinato dalle grandi sfide in montagna. Il film conferma che l’alpinismo e lo sci estremo non sono solo sport, ma esperienze immersive che stimolano curiosità, emozioni e rispetto per l’ambiente alpino.

In conclusione, la discesa di Jim Morrison dalla parete Nord dell’Everest e il documentario che ne racconta la storia rappresentano un punto di riferimento per l’alpinismo contemporaneo. L’impresa unisce audacia, preparazione tecnica e capacità narrativa, offrendo una prospettiva unica sulla montagna come luogo di sfida e riflessione.

Fonte: SF Gate – Skyeverest 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *