
Photo: Nirmal Purja/PA
Valanga sul Broad Peak: le ricerche sono in fase di organizzazione nel Karakorum pakistano. Tra i dispersi figura anche Nirmal “Nims” Purja, protagonista dell’alpinismo himalayano contemporaneo.
Il mondo dell’alpinismo internazionale segue con apprensione quanto sta accadendo nel Karakorum. Una valanga ha coinvolto una spedizione internazionale sul Broad Peak (8.047 m), in Pakistan, e secondo le prime informazioni diffuse dall’Alpine Club of Pakistan risultano dispersi dieci alpinisti, tra cui Nirmal “Nims” Purja, uno dei nomi più noti dell’alpinismo contemporaneo.
Le operazioni di ricerca sono attualmente in fase di organizzazione, compatibilmente con le condizioni meteorologiche e con le difficoltà operative tipiche dell’alta quota. Al momento, non risultano comunicazioni ristabilite con i membri della spedizione.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la valanga avrebbe investito il gruppo nella mattinata del 30 luglio durante la salita del Broad Peak, la dodicesima montagna più alta della Terra. Oltre a Purja, tra i dispersi figurerebbero cinque alpinisti nepalesi, il pakistano Sohail Sakhi, l’americana Mallory Geis, un’alpinista omanita identificata come Nathira, un alpinista cinese indicato con il cognome Wang e un ulteriore membro straniero la cui identità non è stata ancora resa nota.
Nirmal Purja, 43 anni, ex Gurkha ed ex appartenente alle forze speciali britanniche, ha raggiunto notorietà internazionale nel 2019 completando la salita dei 14 Ottomila in soli 189 giorni, un’impresa documentata nel film 14 Peaks: Nothing Is Impossible. Negli anni successivi ha continuato a distinguersi nel panorama himalayano attraverso spedizioni e progetti che hanno contribuito a ridefinire i limiti dell’alpinismo d’alta quota.
Secondo quanto riportato da diverse fonti internazionali, il Broad Peak non figurava inizialmente nel programma estivo di Purja. Dopo la salita del Gasherbrum II, l’alpinista nepalese avrebbe deciso di aggiungere questa vetta nel tentativo di avvicinarsi a un obiettivo senza precedenti: completare una seconda salita di tutti i 14 Ottomila senza l’utilizzo di ossigeno supplementare.
Spesso considerato meno tecnico rispetto al vicino K2, il Broad Peak resta una montagna complessa e severa. Le ampie pendici nevose, unite alla forte variabilità delle condizioni meteorologiche e al costante rischio di valanghe, ne fanno una delle vette più impegnative del Karakorum.
L’Alpine Club of Pakistan ha comunicato di essere in contatto con le autorità governative per coordinare le operazioni di soccorso e valutare l’eventuale impiego di elicotteri. L’assenza di comunicazioni dalla spedizione e la quota elevata rendono tuttavia la situazione particolarmente delicata.
In attesa di aggiornamenti ufficiali, l’intera comunità della montagna guarda al Pakistan con speranza.
AGGIORNAMENTI:
- L’Alpine Club of Pakistan ha confermato la morte di due alpinisti, Nadhira Al Harthy dell’Oman e Pur Bahadur Gurung “Yukta” del Nepal. Il corpo di Al Harthy è stato recuperato e le operazioni di soccorso e ricerca dei dispersi proseguono sul Broad Peak. (fonte)
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