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13 Settembre 2026

Nick Pescetto: l’emozione dei cinque elementi (parte 1 di 4)

Care amiche e amici, oggi inizia un racconto intervista a puntate… Nick Pescetto: l’emozione dei quattro elementi

Nick è un avventuriero appassionato di surf, sci, skydiving, apnea, due ruote, yoga, tuffi e molto altro; un profondo artista, pittore spirituale del click, in grado di emozionare, un ragazzo davvero innamorato della vita che seguo da tanti anni. Nato a Rio de Janeiro il 14 settembre del ’90, è domiciliato nel “Pianeta Viaggio ed esperienze”. Quando una volta gli domandai dove fosse il suo luogo di residenza, mi rispose: “fiscalmente Portogallo, per il resto dove mi porta la vision”. 

Per riuscire davvero ad avvicinarmi alla persona, prima ancora del personaggio, mi ci sono volute 4 interviste… quindi mettetevi comodi e godetevi questi momenti di magia, davvero non capita tutti i giorni.

Nick Pescetto e i 4 elementi

So che hai dichiarato di definirti “content creator” eppure direi che sei anche un esploratore naturale e artistico: chi sei? Come possiamo definirti per provare a comprenderti?

Content creator è una definizione che serve più a un mondo che ha bisogno di concretezza assoluta che a me. Sono un essere umano che trova la propria verità facendo sport estremi, confrontandomi con la paura ed esprimendo in maniera creativa, attraverso foto e video, quello che sento, provo e vivo.
Vedi, “content creator” è più breve. Come hai scritto tu, “esploratore naturale e artistico” mi si addice e mi ci potrei trovare. Se è questo ciò che ti arriva, lo accetto e ti ringrazio.
Tendo a non fissarmi sulla forma.

Qual era il tuo sogno da bambino?

Astronauta, vigile del fuoco, soldato, atleta pro.

La passione per la MTB

Se avessi un figlio o una figlia e ti chiedesse: “papà cosa fai di lavoro?” Cosa gli diresti?

A quel punto spero di poter rispondere come rispondeva mio padre: ‘Il papà’.

Sei nato in Brasile ma cresciuto in Liguria? Dove? Cosa pensi di questa terra?

La Liguria è una terra bellissima e straordinaria del punto di vista naturale.

Amore per il mare

Viaggi tutto l’anno? Quanti paesi visiti in media e come?

Per me la vita è un viaggio continuo. Non so neanche più se sto partendo o tornando, so solo che sto proseguendo.
Sento il mondo come una grande casa: posso stare bene ovunque, ma sono anche molto attento a scegliere e non ho paura di prendere decisioni.
Non posso rispondere chiaramente a questa domanda, perché io non voglio visitare nessun Paese. Voglio viverli e sentirli nel profondo.

Spirito su due ruote

Per quanto tempo riesci a stare in Liguria e come la vivi?

D’inverno posso anche fare base a lungo termine. Non c’è traffico, non fa caldo, ci sono le onde, la neve è vicina e, comunque, quando sono in Italia ho molte proposte di eventi, esperienze e opportunità.
La modalità che ho in Liguria, però, è molto eremitica, non perché mi piaccia stare sempre da solo, ma perché ho pochi stimoli e poche persone che mi spingono a essere creativo e ad andare oltre i miei limiti.
Ho tre amici che però viaggiano spesso e, giustamente, vivono Arenzano (Liguria) come se fosse una vacanza, quindi principalmente rilassandosi.
Anche a me piace stare tranquillo, calmo e rilassato. Ogni mattina mi prendo i miei momenti, ma il picco di entusiasmo lo trovo quando agisco e mi metto in gioco senza limitarmi.
In generale, comunque, ritengo che la Liguria sia un posto dove sia difficile trovare persone allineate. È pieno di gente chiusa e si fa fatica a portare avanti dei movimenti… E di eventi di ogni tipo ne abbiamo organizzati dal 2009, quindi ci abbiamo provato eccome!

Come hai iniziato a vivere la tua arte e come hai imparato?

La mia arte, grazie per averla riposizionata in questo modo, è iniziata quando mio padre mi ha trasmesso la passione per la fotografia in maniera amatoriale. Lui documentava i suoi viaggi in Indonesia e io pensavo che fosse una cosa divertente e interessante. Ero ispirato, senza sentirmi forzato.
Quando poi ho iniziato a girare in mountain bike, ho avuto la curiosità e la voglia di fare dei video in cui mostravo come andavo in bici, anche per ottenere i primi sponsor.
Nel 2006 ho caricato il primo video su YouTube, che mi ha fatto ottenere il primo sponsor, DC Shoes, che mi dava un sacco di vestiti, scarpe e abbigliamento. Da lì ho capito il potenziale di quello che stavo facendo.
Ho continuato a essere curioso e a imparare: chiedevo alle persone, ai fotografi e ai filmmaker che conoscevo quando giravo, partecipavo a eventi ed esibizioni e, piano piano, ho iniziato anche a utilizzare Internet per scoprire e imparare.
La curiosità, la passione e l’ossessione sono state la base di tutto.
Per questo dico sempre alle persone che la verità viene fuori dall’esperienza e dalla pratica, non solo dalla teoria.

sci e amore per l'acqua in un diverso stato fisico

 

Fai caduta libera? Ci racconti al riguardo?

Lo skydiving è stato uno sport interessante che ho praticato per solo due o tre anni, sicuramente ispirato da un mio amico, Johnny Livorti, che aveva fatto il corso qualche mese prima, e dai video di Jay Alvarez, che comunque lo mostravano in una maniera molto poetica.
Così, io e la mia ex abbiamo iniziato a saltare e devo dire che è stato uno sport bellissimo, perché riesci a raggiungere delle sensazioni molto forti con poca preparazione, facendo un corso molto veloce e, onestamente, con poca preparazione tecnica.
In aria mi sono sempre sentito molto bene, però, facendo già mountain bike, surf e sci, e dovendo prepararmi sia fisicamente sia con l’attrezzatura, ho deciso di lasciar perdere, anche perché non vivo vicino a nessuna drop zone.
Una cosa che non mi piace troppo dello skydiving è che è molto meccanico, artificiale: devi sempre dipendere da un hangar, da un aereo e da altre persone per riempire l’aereo.
Quindi, anche se il volo è un’esaltazione, un’esperienza spirituale incredibile, il contesto mi sembrava un po’ troppo architettato.
Penso comunque che tornerò a saltare in futuro, quando mi verrà più comodo.

Skydiving

E per quanto riguarda le due ruote?

La mountain bike è un’altra storia, perché il fascino è iniziato quando avevo quattordici anni. Con il gruppo di amici con cui giravo in pineta, iniziammo a saltare da scalinate, gradini e muretti. Lì ho iniziato a sentirmi molto vicino all’adrenalina e a capire chi potevo diventare quando andavo oltre la paura, e ho cominciato ad approfondire sempre di più.
A quattordici anni mio padre mi ha spedito in Canada per imparare l’inglese e, per caso, sono finito vicino a Vancouver, a Whistler, la mecca della mountain bike. Quando sono tornato, dicevo: «Voglio assolutamente fare questo e continuare a farlo più di qualsiasi altra cosa».
La mountain bike mi ha aperto le porte al mondo, ai viaggi, ai lavori da filmmaker e fotografo in quest’ambito e a esperienze che non avrei mai potuto immaginare.
Quando ero ragazzino, il mio sogno era diventare un atleta professionista e, dopo averlo raggiunto, ho continuato a sognare sempre più in grande.
Sono super grato di tutto quello che mi ha dato la mountain bike, ma soprattutto di avermi mostrato cosa può dare lo sport in termini di disciplina, organizzazione, amicizie giuste, struttura e capacità di dare priorità a ciò che conta veramente nella vita.

Volo in MTB

Nei tuoi video spesso mostri acrobazie in volo mentre ti tuffi: come ha imparato?

I tuffi, per me, sono espressione di puro divertimento, senza nessun tipo di struttura, performance o bisogno di dimostrare qualcosa a qualcuno. Nascono da come sono cresciuto: da bambino, al mare, tra scogli, pietre, immersioni e tuffi da varie altezze.
Per me non rientrano neanche nella categoria dello sport, ma sono semplicemente una forma di gioco, che anche in questo caso è diventata estrema, arrivando a fare backflip da 20-22 metri, più o meno.
Non ho mai voluto prendere una strada competitiva. Non mi è mai interessato e non mi è mai neanche passato per la testa.
È una forma di espressione di libertà totale, molto cinematica e anche molto ispirazionale dal punto di vista fotografico.
Rappresenta per me anche momenti di amicizia, supporto e motivazione condivisi con persone che sono allineate ai miei valori.

Backflip ed emozione

Amiche e amici miei, questa era solo la prima parte, il primo incontro… ma la curiosità non vi abbandoni, ci sono altre tre puntate. A presto!

Christian Roccati
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