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5 Ottobre 2026

Climbing · Vertical

Rock Master 2026: oltre 12.000 spettatori per un’edizione da ricordare

Adam Ondra Rock Master 2026

Adam Ondra / Ufficio Stampa Newspower – Trento

Rock Master 2026: tre giorni di gare, grandi campioni e protagonisti della storia del climbing hanno animato la speciale edizione del 2026. Adam Ondra e Jessica Pilz vincono il KO Boulder, Filip Schenk si aggiudica il Duello Lead.

Si è chiusa ad Arco una delle edizioni più significative nella storia del Rock Master, quella dedicata ai quarant’anni di competizioni di arrampicata nella cittadina trentina. Tre giorni di gare, incontri, celebrazioni e attività hanno coinvolto oltre 12.000 spettatori, con più di 50 nazioni rappresentate. Il programma organizzato da Rock Master 20.20 e Garda Dolomiti SpA ha riunito al Climbing Stadium alcuni dei nomi più importanti dell’arrampicata internazionale, affiancando alla competizione una serie di appuntamenti dedicati alla storia e all’evoluzione del climbing.

Jassica Pilz

Ondra e Pilz protagonisti del KO Boulder

Dopo il successo di Filip Schenk e Jessica Pilz nel Duello Lead, la seconda serata di gara ha portato in scena il KO Boulder, una formula a eliminazione che ha regalato una nuova sfida tra alcuni dei migliori specialisti presenti ad Arco. Ad aggiudicarsi la prova maschile è stato Adam Ondra, che ha avuto la meglio proprio su Schenk, vincitore del Duello Lead. Terzo posto per lo sloveno Luka Potočar, autore di una prestazione di rilievo.

Per Ondra si tratta della nona vittoria al Rock Master, un risultato che consolida ulteriormente il suo primato nella storia della manifestazione. Il successo è arrivato al termine di una finale combattuta, nella quale il fuoriclasse ceco e Schenk si sono confrontati fino all’ultimo sui blocchi, senza riuscire ad avvicinarsi al top: a decidere la sfida è stato il minor numero di errori nel percorso verso la finale.

Il KO Boulder maschile ha visto inoltre la partecipazione di Yannick Flohé, Giovanni Placci, Sascha Lehmann, Shion Omata e Jonas Utelli. Tra le donne, invece, è stata ancora Jessica Pilz a salire sul gradino più alto del podio. L’austriaca, già vincitrice del Duello Lead, ha preceduto Lučka Rakovec e la giapponese Hana Koike. Quarta Laura Rogora, seguita da Anna Maria Apel e Héloïse Doumont. Il percorso femminile ha avuto anche alcune assenze importanti: Brooke Raboutou e Aleksandra Totkova non hanno potuto prendere parte alla competizione per il riacutizzarsi di alcuni problemi fisici.

Luka Potocar

Luka Potočar / Ufficio Stampa Newspower – Trento

Una festa oltre la competizione

Il valore dell’edizione 2026 non è stato però soltanto sportivo. Il quarantesimo anniversario ha rappresentato soprattutto l’occasione per ripercorrere la storia del rapporto tra Arco e l’arrampicata, attraverso le testimonianze di alcuni dei protagonisti che hanno contribuito a costruirla. Tra gli ospiti della manifestazione Didier Raboutou, Robyn Erbesfield, Lynn Hill, Yuji Hirayama, François Legrand e Muriel Sarkany, riuniti negli appuntamenti del Climbing Espresso e nel Rock Master Legacy Talk. A loro si è aggiunto Adam Ondra, questa volta in una veste diversa da quella dell’atleta: il fuoriclasse ceco ha infatti moderato il confronto dedicato alla memoria e all’evoluzione del Rock Master e dell’arrampicata internazionale. Il Legacy Talk ha offerto così un viaggio nella storia del climbing, attraverso racconti e aneddoti personali, ma anche attraverso il confronto tra generazioni diverse di arrampicatori.

Dal Climbing Village ai giovani

Grande partecipazione anche per le iniziative collaterali. Il Climbing Village, con oltre 20 aziende espositrici, ha accompagnato le giornate di gara offrendo al pubblico uno spazio dedicato a prodotti, novità e attività legate al mondo dell’arrampicata. L’ultima giornata ha inoltre riportato in parete gli amatori con The Fun Bloc, raduno non competitivo ospitato sulla struttura del KO Boulder. Nel pomeriggio la stessa parete ha accolto oltre 80 atleti Under 15 provenienti da 14 nazioni, offrendo uno spazio importante alle nuove generazioni. È proprio il passaggio tra generazioni uno degli elementi emersi con maggiore forza durante l’anniversario. I quarant’anni del Rock Master non sono stati soltanto una celebrazione del passato, ma anche un’occasione per guardare al futuro di una disciplina profondamente cambiata nel corso dei decenni.

Quarant’anni e uno sguardo al futuro

Il bilancio dell’edizione è stato affidato a Silvio Rigatti, presidente di Garda Dolomiti SpA, e a Stefano Bresciani, presidente di Rock Master 20.20. Da parte di Garda Trentino è stata sottolineata soprattutto la capacità dell’evento di coinvolgere un pubblico internazionale e, allo stesso tempo, il territorio, le associazioni e le realtà locali. Per Rock Master 20.20, invece, l’anniversario ha rappresentato un momento di rilancio e di passaggio del testimone alle nuove generazioni. Il risultato è una manifestazione che continua a unire competizione, memoria e divulgazione, mantenendo il legame con una storia iniziata quarant’anni fa e costruita attraverso generazioni di climber. Con oltre 12.000 presenze, più di 50 nazioni rappresentate, grandi campioni in gara e alcuni dei protagonisti storici dell’arrampicata riuniti ad Arco, il Rock Master 2026 si chiude quindi con un bilancio significativo. Dopo tre giornate dedicate allo sport e alla storia dell’arrampicata, lo sguardo è già rivolto alla prossima edizione. La storia del Rock Master continua.

Hana Koike

Hana Koike / Ufficio Stampa Newspower – Trento

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