
Canned Horse – Fonte: bruno_crljenic Instagram
Canned Horse: Bruno Crljenić, Eva Pejić e Lukas Grbac Lacković aprono una nuova linea sul Pik Breeze, a 4.430 metri, durante la spedizione croata nell’Ak-Su Valley, in Kirghizistan. La via si sviluppa per 930 metri con difficoltà di 6c A0.
Una nuova via di 930 metri sulle grandi pareti del Pamir Alay. È il risultato dell’ascensione di Canned Horse, itinerario aperto il 12 e 13 agosto 2026 da Bruno Crljenić, Eva Pejić e Lukas Grbac Lacković sulla parete del Pik Breeze (4.430 m), nell’Ak-Su Valley, in Kirghizistan. La salita, con difficoltà dichiarata di 6c A0, è stata realizzata nell’ambito della spedizione organizzata dall’Associazione alpinistica croata, che dal 3 al 30 agosto ha riunito nove alpinisti nella regione del Karavshin. Un territorio dell’Asia centrale conosciuto per le sue imponenti pareti granitiche, gli itinerari di più lunghezze e le opportunità di esplorazione alpinistica.
Una nuova linea sotto la cresta ovest
La cordata ha individuato una linea che si sviluppa sotto la cresta ovest del Pik Breeze, in un ambiente caratterizzato da grandi pareti, isolamento e avvicinamenti impegnativi. Durante la progressione, gli alpinisti hanno trovato alcuni chiodi su due tiri, segno di una possibile precedente esplorazione della parete. Non è stato tuttavia possibile ricostruire con certezza il percorso seguito in precedenza né stabilire se quei chiodi appartenessero a un tentativo sulla stessa linea. La salita viene quindi presentata come una nuova apertura, senza attribuire alla cordata la prima esplorazione assoluta di ogni tratto. L’avvicinamento dal campo base ha richiesto circa quattro ore. L’ascensione si è svolta in due giornate, con un bivacco in parete. Anche la discesa ha comportato un impegno significativo: il rientro è avvenuto attraverso una valle differente rispetto a quella utilizzata per raggiungere la base della parete. Un’esperienza che ha messo alla prova il gruppo non soltanto sul piano tecnico, ma anche nella gestione dei tempi, del materiale e delle difficoltà logistiche tipiche dell’alpinismo su grandi pareti in ambiente remoto.
Tra nuove aperture e ripetizioni sulle grandi classiche
Canned Horse è il risultato più significativo della spedizione croata, ma non l’unico. Nel corso delle settimane trascorse nella regione, il gruppo ha effettuato diverse ripetizioni sulle grandi pareti della valle, confrontandosi con alcuni degli itinerari più conosciuti del Karavshin. Tra queste, Perestroika Crack (7a, 900 metri), sulla parete nord del Pik Slesova (4.240 m). Alcuni componenti della spedizione sono riusciti a liberare integralmente la via, affrontando una salita che richiede continuità e capacità di muoversi su terreno alpinistico. Negli ultimi giorni della spedizione, Siniša Škalec e Ivan Vitez hanno inoltre avviato una nuova linea sulle pareti del Central Pyramid di Ortotyubek. Il tentativo è stato interrotto a causa di problemi di salute e della mancanza di tempo, senza arrivare al completamento dell’itinerario.
L’Ak-Su Valley, terreno di esplorazione alpinistica
La spedizione si è svolta dal 3 al 30 agosto 2026, con nove alpinisti croati impegnati tra nuove aperture e ripetizioni. L’Ak-Su Valley, nella regione del Karavshin, continua a rappresentare una destinazione di grande interesse per l’alpinismo su granito, grazie alla presenza di pareti imponenti e itinerari che richiedono autonomia e una solida esperienza in ambiente. L’apertura di Canned Horse si inserisce in questo contesto: una salita di 930 metri, affrontata in due giornate e con bivacco, che aggiunge una nuova linea al patrimonio alpinistico del Pamir Alay. Per Bruno Crljenić, Eva Pejić e Lukas Grbac Lacković, l’ascensione rappresenta il risultato di un progetto condiviso all’interno di una spedizione dedicata all’esplorazione e alla scoperta di nuove possibilità sulle grandi pareti dell’Asia centrale.
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