
Tommaso Lamantia – fonte Instagram
Venerdì 27 febbraio 2026 a Luino (VA) una serata dedicata al K2. Tommaso Lamantia dialoga con il giornalista Massimo Palazzi tra spedizioni, tecnica e dimensione umana dell’alta quota.
Venerdì 27 febbraio 2026, a Luino (VA), la seconda montagna più alta della Terra sarà al centro di un incontro pubblico dedicato al racconto dell’esperienza alpinistica sul K2. Protagonista della serata è l’alpinista Tommaso Lamantia, che dialogherà con il giornalista Massimo Palazzi in un appuntamento che unisce cultura, sport e riflessione.
L’evento si inserisce in un ciclo di incontri dedicati alla montagna, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico non solo alle grandi imprese, ma anche ai retroscena tecnici, organizzativi ed etici delle spedizioni in alta quota. Un’occasione per approfondire il significato dell’alpinismo himalayano attraverso la voce diretta di chi lo ha vissuto.
Il fascino e la complessità del K2
Parlare di K2 significa confrontarsi con una montagna che, più di altre, incarna la dimensione estrema dell’alpinismo. Con i suoi 8.611 metri, è la seconda vetta della Terra dopo l’Everest ed è considerata tra le più tecnicamente impegnative al mondo. Non è soltanto una questione di quota: morfologia severa, esposizione costante, condizioni meteorologiche instabili e passaggi chiave come il celebre “Collo di Bottiglia” impongono preparazione, esperienza e una gestione del rischio particolarmente attenta.
Nel corso della serata a Luino, il racconto non si limiterà all’epica della vetta. L’attenzione sarà rivolta anche agli aspetti meno visibili: la lunga fase di acclimatamento, la pianificazione logistica, la scelta delle finestre di bel tempo, l’organizzazione dei campi e la convivenza in spedizione. Elementi che rappresentano il vero tessuto di un’esperienza in alta quota e che spesso determinano l’esito di un tentativo.
La dimensione umana dell’alta quota
Uno dei temi centrali dell’incontro sarà la dimensione personale e umana dell’alta quota. Attraverso il dialogo con Massimo Palazzi, Tommaso Lamantia ripercorrerà non solo le difficoltà tecniche affrontate sul K2, ma anche le motivazioni profonde che spingono un alpinista verso una montagna così esigente.
La rarefazione dell’ossigeno, il freddo intenso, la fatica accumulata e la consapevolezza costante del rischio trasformano ogni scelta in una decisione cruciale. In questo contesto, l’alpinismo diventa anche un banco di prova interiore, dove la gestione delle emozioni è importante quanto la competenza tecnica.
Il racconto offrirà dunque uno sguardo che va oltre la performance sportiva: un viaggio tra preparazione mentale, capacità di adattamento e senso di responsabilità verso i compagni di cordata. Temi che toccano da vicino chiunque frequenti la montagna, anche a quote più basse.
Cultura alpina e divulgazione
Eventi come quello in programma a Luino confermano l’importanza di promuovere una cultura alpina consapevole. La montagna non è solo teatro di imprese, ma spazio di apprendimento continuo. Condividere esperienze di spedizione significa diffondere conoscenze su sicurezza, organizzazione e rispetto dell’ambiente.
Il dialogo pubblico rappresenta uno strumento efficace per avvicinare anche i non addetti ai lavori alla complessità dell’alpinismo himalayano. Attraverso la testimonianza diretta, il pubblico potrà comprendere meglio cosa significhi preparare una spedizione su una montagna come il K2, quali variabili entrino in gioco e quali responsabilità comporti ogni decisione in ambiente estremo.
Un appuntamento per la community della montagna
Per gli appassionati di alpinismo, l’incontro del 27 febbraio rappresenta un’occasione di confronto diretto con chi ha vissuto l’esperienza dell’Himalaya. Ma l’evento è aperto anche a chi si avvicina alla montagna con curiosità culturale, desideroso di comprendere cosa si cela dietro una grande spedizione.
A Luino, sulle rive del Lago Maggiore, la seconda vetta della Terra sarà protagonista di una serata che promette contenuti tecnici, emozioni e riflessioni. Un invito a guardare alla montagna non solo come sfida, ma come percorso di crescita personale e collettiva.
Leggi anche: Tommaso Lamantia e Federico Secchi in vetta al K2. Gian Luca Cavalli e Cesar Rosales in vetta al Broad Peak
Action
















