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15 Ottobre 2026

Ambiente e Territorio

Monte Bianco, nuova quota di 4.807,47 m: il georadar svela la struttura della vetta

Monte Bianco quota

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La misurazione, effettuata il 17 settembre 2026 e presentata il 14 ottobre a Saint-Gervais-les-Bains, registra un aumento di 1,88 metri rispetto al 2023, ma una diminuzione rispetto ai rilievi del 2024 e del 2025. Per la prima volta è stato utilizzato anche un georadar per studiare la calotta di neve e ghiaccio e il substrato roccioso sottostante.

Il Monte Bianco raggiunge una quota di 4.807,47 metri secondo la nuova misurazione presentata il 14 ottobre a Saint-Gervais-les-Bains, in Alta Savoia. Il rilievo aggiorna i dati sul punto culminante delle Alpi e contribuisce a documentare le variazioni della copertura di neve e ghiaccio che caratterizza la sommità.

La campagna è stata condotta dai geometri esperti dell’Alta Savoia, insieme a guide e altri specialisti. Per raggiungere la vetta, il gruppo ha trasportato strumenti di precisione e attrezzature per realizzare un modello tridimensionale della cima. Tra le novità di questa edizione figura l’impiego di un georadar, utile per approfondire la conoscenza della struttura sotto la superficie innevata.

Una quota che cambia nel tempo

Il nuovo valore è superiore di 1,88 metri rispetto ai 4.805,59 metri registrati nel 2023, ultima misurazione precedente resa pubblica. Nel frattempo, tuttavia, erano state effettuate altre due campagne: nel 2024 la quota rilevata era di 4.808,51 metri, mentre nel 2025 aveva raggiunto 4.808,76 metri.

Rispetto a quest’ultimo dato, la misurazione del 2026 registra quindi una diminuzione di 1,29 metri. Il confronto mostra quanto sia importante distinguere tra l’ultimo risultato comunicato pubblicamente e quello più recente in ordine cronologico.

L’altitudine del Monte Bianco non è infatti immutabile. La sommità rocciosa è ricoperta da una calotta di neve e ghiaccio il cui spessore varia in funzione delle precipitazioni, del vento, delle temperature e della redistribuzione della neve. Le differenze tra le campagne riflettono soprattutto le variazioni della superficie sommitale, non un equivalente innalzamento o abbassamento della montagna rocciosa.

Il georadar per studiare la struttura della vetta

La campagna del 2026 ha introdotto una novità tecnica significativa: l’utilizzo di un georadar per analizzare la calotta e ottenere informazioni sul substrato roccioso sottostante. Le misurazioni satellitari e la fotogrammetria tramite droni hanno contribuito alla ricostruzione tridimensionale della sommità. L’integrazione di queste tecnologie permette di descrivere con maggiore precisione la forma della superficie e di approfondire la conoscenza dello spessore della copertura nevosa e glaciale.

Il programma di rilevazione dei geometri dell’Alta Savoia è iniziato nel 2001 e costituisce una serie di osservazioni utile per seguire l’evoluzione della vetta nel tempo. I dati raccolti possono contribuire agli studi sull’ambiente d’alta quota, ma una singola misurazione non è sufficiente per trarre conclusioni definitive sugli effetti del cambiamento climatico.

Un osservatorio privilegiato sull’ambiente alpino

La nuova quota del Monte Bianco è un dato di interesse per il mondo della montagna soprattutto per ciò che racconta sulla variabilità della calotta sommitale e sui progressi delle tecniche di rilevamento.

L’integrazione di strumenti satellitari, immagini aeree e georadar consente di andare oltre la semplice determinazione dell’altitudine, offrendo una rappresentazione più dettagliata della vetta. Il valore di 4.807,47 metri si inserisce così in una serie di misurazioni che, nel corso degli anni, permette di confrontare le condizioni della sommità.

Per interpretare correttamente questi risultati è necessario considerare le condizioni meteorologiche che precedono ogni campagna e distinguere le variazioni della superficie innevata dai cambiamenti del rilievo roccioso. È proprio la continuità delle osservazioni a rendere questi dati utili per comprendere le trasformazioni dell’ambiente alpino.

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