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2 Novembre 2026

Ambiente e Territorio · Insight · Aree Montane

MountResilience: dalle comunità montane europee soluzioni concrete per affrontare il cambiamento climatico.

mountresilience

Il progetto Horizon Europe coordinato dal Campus UNIMONT dell’Università degli Studi di Milano è protagonista di un approfondimento pubblicato sulla piattaforma CORDIS della Commissione Europea. Attraverso sei regioni pilota e quattro territori replicatori, MountResilience sperimenta strategie locali per rafforzare la resilienza climatica, tutelare gli ecosistemi e sostenere le economie delle terre alte.

Le regioni montane europee, dalle Alpi ai Pirenei, dalle Dolomiti ai Carpazi, ospitano milioni di persone e accolgono ogni anno un numero ancora maggiore di visitatori. Sono territori di grande valore ambientale, sociale ed economico, ma anche particolarmente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. L’aumento delle temperature e la crescente frequenza di eventi meteorologici estremi stanno infatti mettendo sotto pressione le risorse idriche, l’agricoltura, il turismo e gli ecosistemi.

In questo scenario si inserisce MountResilience, progetto finanziato dal programma Horizon Europe nell’ambito della Missione dell’Unione Europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici e coordinato dal Campus UNIMONT dell’Università degli Studi di Milano. Il progetto è al centro di un approfondimento pubblicato sulla piattaforma CORDIS, il portale ufficiale della Commissione Europea dedicato alla diffusione dei risultati della ricerca e dell’innovazione finanziate dall’Unione Europea.

Nell’articolo, la professoressa Anna Giorgi, coordinatrice di MountResilience e responsabile di UNIMONT, illustra il lavoro svolto per aiutare le comunità montane a individuare risposte concrete alle sfide climatiche, partendo dalle caratteristiche e dalle esigenze specifiche di ciascun territorio.

Sei regioni pilota per sperimentare l’adattamento

MountResilience opera in sei regioni pilota europee e quattro territori replicatori, con l’obiettivo di sviluppare e sperimentare strategie di adattamento e valutarne la trasferibilità in altri contesti montani. Il punto di partenza è la conoscenza dei rischi climatici. Attraverso un quadro metodologico di analisi e strumenti di supporto alle decisioni, il progetto aiuta le autorità locali a comprendere le criticità presenti e a individuare le priorità di intervento. Tra i problemi affrontati figurano la siccità, la gestione delle risorse idriche, le trasformazioni dei flussi turistici, la riduzione della produttività dei pascoli, le ondate di calore e il rischio di incendi boschivi.

Le esperienze delle regioni pilota mostrano come le risposte debbano essere calibrate sulle condizioni locali. In Piemonte, ad esempio, il progetto lavora sulla gestione delle risorse idriche, sviluppando strumenti che consentono agli enti responsabili dell’irrigazione e agli agricoltori di monitorare i consumi e pianificare gli interventi in vista dei periodi di siccità.

A Gabrovo, in Bulgaria, l’attenzione è rivolta alla gestione delle risorse idriche e alla riduzione dei rischi climatici. Sono sperimentate soluzioni basate sulla natura per la raccolta dell’acqua piovana, strumenti per la pianificazione delle infrastrutture verdi e sistemi di allerta precoce per gli incendi boschivi e gli eventi meteorologici estremi.

In Lapponia, invece, il progetto coinvolge imprese turistiche e allevatori di renne per comprendere come le trasformazioni climatiche influenzino le attività economiche e tradizionali. In Romania, nella località di Râu Sadului, gli interventi puntano a preservare la produttività dei pascoli in un contesto ambientale in evoluzione.

Le comunità locali al centro delle strategie

Uno degli elementi caratterizzanti di MountResilience è il coinvolgimento diretto delle comunità. In ciascuna delle sei regioni pilota sono stati istituiti tavoli di confronto locali, ai quali partecipano amministrazioni pubbliche, imprese, ricercatori e rappresentanti del territorio. L’obiettivo è integrare competenze scientifiche e conoscenze locali, individuando insieme le strategie più adatte. Come sottolinea Anna Giorgi nell’approfondimento pubblicato su CORDIS, prima di scegliere le azioni da intraprendere è necessario comprendere la situazione di partenza e le specificità di ogni area.

L’adattamento climatico, in questa prospettiva, non può basarsi su soluzioni standardizzate. Deve nascere dalla collaborazione tra i diversi soggetti che vivono e operano in montagna, tenendo conto delle risorse disponibili, delle fragilità ambientali e delle prospettive economiche delle comunità.

Dalle esperienze locali a una rete europea

Il lavoro di MountResilience non si limita alle sei regioni pilota. Quattro territori replicatori – Primorje-Gorski Kotar in Croazia, Friuli-Venezia Giulia in Italia, Podkarpackie in Polonia e Catalogna in Spagna – stanno valutando quali strategie e soluzioni possano essere adattate e applicate nei rispettivi contesti.

A supporto di questo processo è stata sviluppata una Solutions Database, una banca dati ad accesso libero che raccoglie esempi di interventi e misure di adattamento sperimentati nelle regioni montane europee. La piattaforma consente di condividere esperienze e risultati, offrendo ad altri territori la possibilità di partire da soluzioni già testate e di valutarne l’applicabilità rispetto alle proprie esigenze. La condivisione delle conoscenze permette di evitare che ogni comunità debba ripartire da zero, favorendo la diffusione di pratiche efficaci e contribuendo a ottimizzare i tempi e le risorse necessari per individuare le risposte più appropriate.

Le montagne come risorsa strategica per l’Europa

Rafforzare la resilienza delle regioni montane significa proteggere non soltanto gli ecosistemi, ma anche le attività economiche e i mezzi di sostentamento delle comunità che dipendono da questi territori. Una maggiore capacità di adattamento può contribuire a ridurre i costi legati ai danni alle infrastrutture e agli eventi estremi, sostenendo al tempo stesso nuove opportunità legate alle strategie di resilienza climatica.

Il progetto coordinato da UNIMONT evidenzia il valore della cooperazione europea nel trasformare la ricerca in azioni concrete, sviluppate insieme alle comunità locali. Come ricorda Anna Giorgi, le montagne non devono essere considerate territori marginali, ma una componente fondamentale dello spazio europeo, con caratteristiche specifiche che meritano di essere riconosciute e valorizzate.

MountResilience lavora proprio in questa direzione: mettere in rete esperienze, competenze e soluzioni per aiutare le regioni montane ad affrontare le trasformazioni climatiche e costruire un futuro più resiliente.

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