MENU

11 Settembre 2015

Ambiente e Territorio · in evidenza · Insight · TEDxTrento Salon · Ambiente e Territorio · Andrea Bianchi · Annapaola Rizzoli · cambiamenti climatici · Cesare Catà · Cristiano Radaelli · diventità · Dolomiti · Duccio Rocchini · experience · La Sportiva · Lorenzo Delladio · Martina De Grammatica · Michele Lanzingher · Mirta Alberti · Mountainblog · Pale di San Martino · tedx · Tedxtrento Salon · Ambiente e Territorio · Insight · TEDx Trento Salon

Alla ricerca dell'assoluto in montagna – TEDxTrento Salon alle Pale di S. Martino (TN)

Alla ricerca dell’assoluto in montagna – TEDxTrento Salon alle Pale di S. Martino (TN)
di Andrea Bianchi

L’alta quota può rendere la mente più lucida, favorire la concentrazione e perché no, anche l’incontro di più persone che decidono di contribuire alla discussione di un tema, appunto, “elevato”.

E’ il caso di TEDxTrento Salon, la versione locale del format americano di conferenze nato per diffondere “idee che meritano di essere condivise”, che dopo l’esperienza cittadina a Trento ha voluto portare speaker e pubblico in alta quota, ai piedi del Cimon de la Pala nel gruppo delle Pale di S. Martino, in Trentino.
Uno scenario suggestivo, adatto ad affrontare il tema proposto: “Dolomiti: Assoluto“; ma anche una sfida logistica per portare palco, telecamere e grande schermo, nel consueto stile TED, a 2.170 metri, dopo una notte di pioggia e grandine, con la neve che imbiancava l’imponente parete del Cimon della Pala. Iniziativa coraggiosa premiata da un meteo che la domenica dell’evento, 6 settembre 2015, ha accolto il pubblico giunto a piedi con ampie docce di sole a mitigare una temperatura mattutina di pochi gradi.

Ma di cosa si è parlato? quali le suggestioni e le ispirazioni alla ricerca di un perché sulla nostra relazione con la Bellezza dolomitica, e dei tanti come sui possibili rapporti uomo-montagna?

IMG_3440

Si entra nel vivo con Michele Lanzingher, direttore del MUSE di Trento, che illustra – pietre in mano raccolte lungo il sentiero percorso la mattina – come l’unicità e la riconoscibilità territoriale delle Dolomiti risiedano essenzialmente nella geologia: dalla tettonica a placche, alla forza immaginativa che ci fa percepire le antiche barriere coralline – oggi pietra Dolomia – alle spalle del relatore; ed è quasi il condensato di una lezione accademica di scienza e geologia, vivificata dall’ambiente che ci avvolge.

Cristiano Radaelli, Commissario straordinario all’Agenzia Italiana per il Turismo, parla di strategie e valori nel turismo di oggi, partendo dalle Dolomiti come allegoria e paradigma della vita: il turismo – anche quello in montagna – ha il suo valore principale nella condivisione delle esperienze, e cresce se si offrono ai turisti servizi aggiuntivi, a cominciare dalle infrastrutture di telecomunicazione e di trasporto. Ai tempi dei social network, la risonanza della soddisfazione (o insoddisfazione) per le proprie vacanze diventa subito globale, e l’immagine – la foto, il selfie, il video – è sempre più centrale nella promozione del territorio e della sua offerta.

Dalle sfide del turismo a quelle – anche senza appello – di un ambiente sempre più antropizzato e surriscaldato: sembrano cercare una drammaticità nel loro intervento congiunto, Annapaola Rizzoli e Duccio Rocchini – veterinaria e ricercatrice lei, ricercatore in ecologia spaziale lui – che magari non favorisce la fluidità dello stile TED, ma è comunque efficace nel lanciare l’allarme. Emissione di gas serra e cambiamento climatico, continuo aumento di richiesta e produzione di cibo, nuovi insediamenti produttivi, sono tutti fattori congiunti che causano consumo di biodiversità. I cambiamenti della biodiversità sono molto complessi da monitorare, ma oggi sappiamo che le specie biologiche forniscono servizi a tutta la comunità e partecipano al ciclo dell’acqua e della CO2; complessi equilibri di cui siamo tutti corresponsabili e da cui tutti dipendiamo.

IMG_3396

Entusiasma il pubblico l’appassionata arringa di Cesare Catà, insegnante e filosofo che lancia un appello per il recupero di un (neo)romanticismo della montagna: perché la bellezza delle Dolomiti è il modo di manifestarsi dell’assoluto, perché ne rimaniamo folgorati e innamorati, e perché su questo si basa il senso del transitare dell’uomo sulla terra. Un uomo che diventa così viandante, alla ricerca del proprio essere nei confronti del mondo, mosso da una naturale attenzione verso gli altri esseri viventi e l’ambiente, ispirato dai sogni e dai simboli archetipici di fiabe e leggende. E’ anche una reazione ai tempi moderni, una riscoperta dell’uomo dopo la deriva tecnologica, una ricerca lungo le tracce della poesia eterna, una sfida alla quotidianità banale. Se esistono le Dolomiti, essere uomini non è un caso, e Cesare ce lo trasmette con tutta la sua passione!

Mentre l’elicottero dell’elisoccorso ruba ancora per un momento l’attenzione – si è appena conclusa una esercitazione in tempo reale con le Guide Alpine e il Soccorso Alpino sulla parete del Cimon della Pala – la giovane antropologa Martina De Grammatica ci introduce ad un neologismo, la diventità. Ci sarebbe da interrogarci sul perché ci sia spesso bisogno di fare esercizio creativo con il linguaggio inventando nuovi termini per esprimere idee che in essenza non sono nuove: che tutto sia in perenne mutamento ce lo dicevano già i saggi e i filosofi dell’antichità, ma è indubbio che il richiamo che ci porta Martina è utile e necessario. Ci identifichiamo con i termini della nostra identità – sociale, culturale, territoriale, … – come se fossero stabili e immutabili, proprio perché abbiamo bisogno di stabilità e punti di riferimento. E così prevale spesso una lettura della montagna come di una realtà immutabile: in realtà la montagna è cambiata molto nei secoli, diventando di volta in volta spazio di attraversamento,  poi di insediamento e di guerre e confini, passando da luogo “ai margini” a paradiso “incontaminato” per il turismo. L’identità va vista così come uno spazio di negoziazione, e montanari non si nasce, ma lo si diventa quando si sceglie di interagire con la montagna, contribuendo alla ridefinizione dei suoi spazi, rielaborando nuove forme di coesione sociale, sfruttando le nuove tecnologie ad alta sostenibilità, prestando infine attenzione al diverso, perché ci aiuta a capire meglio chi siamo, e a “diventitare“.

Si chiude così un evento che dimostra – come nell’idea promossa dalla curatrice Mirta Alberti – che si possono fare comunicazione e innovazione sociale anche all’aperto, nella natura, secondo lo spirito outdoor, e per di più in alta quota.

Noi di MountainBlog crediamo in questo, e come media partner, insieme al main sponsor La Sportiva e agli sponsor tecnici, abbiamo partecipato ad un racconto che ci auguriamo sia al primo capitolo di una nuova storia da condividere.

Andrea Bianchi – MountainBlog.it

 

Interviste: Andrea Bianchi
Riprese e montaggio: Andrea Monticelli

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,