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4 dicembre 2014

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AVVENTURA AL POLO NORD: 300 KM CON I CANI DA SLITTA… il sogno di Stefano Mini

Stefano Mini

Stefano Mini

300 KM AL POLO NORD CON I CANI DA SLITTA: IL SOGNO DI STEFANO MINI. VOTA PER LUI!

Si chiama Stefano Mini, è laureato in economia e si sta preparando per una fantastica avventura al Polo Nord che prevede l’attraversamento di tutta la tundra artica, ben 300 km, con i cani da slitta, un’impresa mai realizzata da nessun italiano.

Per finanziarsi, Stefano si è  iscritto al concorso internazionale Fjallraven Polar 2015“. Il vincitore  otterrà una sponsorizzazione che coprirà tutti i costi della spedizione al Polo Nord.

Per vincere, il giovane bresciano dovrà giungere primo assoluto in una votazione online. La nostra redazione, colpita dalla sua passione per questo sport e dalla sua storia, ha pensato di sensibilizzarvi affinchè possiate, con il vostro voto, aiutarlo a vincere.

Stefano, ha accumulato finora 5.000 consensi, risultando ad oggi, secondo al mondo su più di 800 partecipanti!

Il concorso chiuderà i battenti  il 12 dicembre! Chi desidera, può votarlo qui

LEGGI LA STORIA DI STEFANO MINI

cani da slitta, dalla pagina facebook di Stefano Mini

cani da slitta, dalla pagina facebook di Stefano Mini

SLEDDOG: NON UNO SPORT NORMALE, MA UNO STILE DI VITA

“Nel 2013, ero un ragazzo normale che viveva una vita normale in una normale città italiana – scrive Stefano sul suo sito – Ma poi è successo qualcosa che ha cambiato la mia vita per sempre. Ho incontrato i cani da slitta…. Avevo trovato uno scopo nella vita. Volevo essere un musher!”

Contattato dalla nostra redazione, Stefano Mini spiega:

“Contrariamente a quello che si pensa, lo sleddog non è un semplice “vado sulla slitta e mi faccio trasportare”, ma uno sport molto impegnativo a livello fisico. Richiede molta resistenza per aiutare i cani spingendo la slitta, ma anche molta forza nei tratti impegnativi e per controllare la muta (soprattutto quando tirata da 8 o più cani). Più un’ottima resistenza al freddo e capacità di arrangiarsi: le gare su lunga distanza durano più giorni, e bisogna arrangiarsi con quello che si ha sulla slitta. Ma la parte più difficile è quella mentale: allevare e addestrare cani richiede una presenza e costanza assolute, visto che i cani non possono essere messi nel ripostiglio come un paio di sci quando non li si usa”.

“Ed è questa la più grande difficiltà – prosegue Stefano – allevare un buon cane da slitta richiede anni di lavoro quotidiano dietro le quinte. Lo sleddog non è un passatempo o uno sport normale, ma uno stile di vita. Per questo secondo me è uno degli sport più difficili al mondo: non tanto per la preparazione fisica richiesta (comunque di un certo livello), ma per l’assoluta costanza e dedizione che bisogna avere per farlo. Ma la soddisfazione che ti dà vedere un team di cani che si fidano di te, è qualcosa di indescrivibile.”

Simonetta Quirtano

IL VIDEO DELLA SUA CANDIDATURA AL CONCORSO

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