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29 settembre 2014

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CENTO ANNI CON RUCHIN, piccolo grande rocciatore. Calolziocorte (BG), 11 ottobre 2014

600px-Locandina_mostra-Ruchin_CENTO ANNI CON RUCHIN. MOSTRA FOTOGRAFICA E BIOGRAFICA PER I CENTO ANNI DELLA NASCITA DI ERCOLE RUCHIN ESPOSITO, FONDATORI DEL CAI DI CALOLZIOCORTE

Sabato 11 ottobre, alle ore 15,30 a Villa de Ponti, Calolziocorte (BG), incontro con Alberto Benini e Ruggero Meles  per la presentazione in anteprima della mostra fotografica e biografica curata da Luca Rota “Cento anni con Ruchin, piccolo grande rocciatore”.

La mostra è realizzata in occasione del centenario della nascita di Ercole “Ruchin” Esposito (Calolziocorte, 30 marzo 1914 – Sassolungo, 23 settembre 1945) nonché in vista dei 70 anni dalla scomparsa, e in concomitanza della celebrazione del 75° di fondazione della Sezione CAI di Calolziocorte, della quale Ruchin fu tra i fondatori e al quale è intitolata.

La mostra si sviluppa in 15 pannelli di dimensioni standard cm.50×70, ciascuno dedicato a un aspetto della vita di Ruchin sia in senso alpinistico che nell’ambito quotidiano, con relative immagini fotografiche a corredo, oltre ad alcuni cimeli dell’epoca, tra i quali uno spezzone della corda utilizzata da Ruchin nel tentativo fatale alla Torre Salame del Sassolungo.

I pannelli formano un percorso espositivo non tanto legato ad una mera cronologia quanto alla costante complementarietà del Ruchin-rocciatore e alpinista con il Ruchin-uomo nella vita di tutti i giorni, ed entrambi con l’ambiente quotidiano e l’epoca vissuta, drammaticamente funestata dalla tragedia del Secondo Conflitto Mondiale, la cui durata – 1939/1945 – in pratica combacia con la parabola alpinistica di Esposito.

Scopo primario della mostra è dunque quello di mettere in luce l’assoluta particolarità dell’alpinismo praticato da Ruchin e il livello eccelso del curriculum di nuove salite e prime ripetizioni su buona parte delle Alpi Centrali e delle Dolomiti: vie quasi sempre al limite delle possibilità del tempo, tracciate lungo pareti sovente ritenute impossibili e salite senza mezzi artificiali con uno stile e un’etica a dir poco moderni.

Parimenti si vuole evidenziare come tale attività alpinistica sia rimasta sempre intrecciata con la sua vita quotidiana, contrassegnata dalla grande umanità, generosità e disponibilità verso tutti e segnata, seppur indirettamente, dalle difficoltà e dalle restrizioni causate dalla guerra. Difficoltà contro le quali tuttavia Ruchin rappresentava una sorta di “speranza” e di rivalsa oltre che un motivo di orgoglio e di prestigio per chiunque lo frequentasse, grazie a quel suo irrefrenabile ed appassionato dinamismo tanto in parete quanto tra la propria gente che lo portò, per l’attività in montagna, a diventare il primo alpinista bergamasco ad essere nominato membro del Club Alpino Accademico Italiano (cosa a cui teneva parecchio) e che con la propria contagiosa intraprendenza sociale lo rese tra i principali promotori prima, e tra i fondatori poi, del sodalizio CAI di Calolziocorte, nato come sottosezione del CAI di Bergamo e divenuto sezione autonoma nel 1945, poche settimane prima della morte di Ruchin durante un tentativo alla Torre Salame del Sassolungo.
In conclusione: un personaggio, quello di Ercole “Ruchin” Esposito, poco noto nella storia dell’alpinismo di metà Novecento eppure assolutamente meritevole di maggiore conoscenza e considerazione, e non solo dal punto di vista alpinistico: ciò che ci si augura di poter ottenere con questa mostra.

Ulteriori info: www.comunitamontana.lc.it

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