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20 gennaio 2016

Alpinismo e Spedizioni · in evidenza · action · Daniele Nardi · Nanga Parbat · Simone Moro · Alpinismo e Spedizioni · Vertical

INVERNALI SUL NANGA PARBAT: da Daniele Nardi a Moro e Lunger, ecco a che punto sono le spedizioni

Daniele Nardi e gli incidenti, Simone Moro fa i conti con il vento, i polacchi Bielecki e Czech si ritirano. Ecco a che punto sono i tentativi della prima scalata invernale al Nanga Parbat.

È notizia di ieri che cose non sono andate secondo i piani per i polacchi Adam Bielecki e Jacek Pawel Czech, i quali hanno annunciato la fine della loro spedizione al Nanga Parbat. Il maltempo, la mancanza di risorse, i problemi di salute e una caduta che ha provocato danni alle dita di Adam Bielecki sono i motivi apparenti del ritiro dalla corsa invernale all’8000. Bielecki e Czech si erano uniti al team di Daniele Nardi per attrezzare con le corde fisse la via Kinshofer. L’accordo tra le due spedizioni era stato preso poichè entrambe le squadre volevano salire dalla stessa via e dopo che i due polacchi avevano abbandonato l’idea di tentare la salita in stile alpino.

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Daniele Narda sulla via Kinshofer

Nel frattempo, Daniele Nardi, assieme a Alex Txikon e Ali Sadpara, aveva deciso di unirsi ai due alpinisti polacchi per attrezzare con le corde fisse la via Kinshofer. L’accordo tra i due team era stato preso visto che entrambi volevano salire dalla stessa via, e visto che i due polacchi avevano abbandonato l’idea di tentare la salita in stile alpino prima di ritirarsi del tutto. La causa scatenante, ad ogni modo, è stato un incidente (link) avvenuto a 5.800 metri che ha coinvolto Nardi e Bielecki: “Mancavano 200 metri per arrivare sotto le rocce Kinshofer e altri 200 metri per arrivare sotto il Campo 2– ha spiegato Nardi -. Siamo stati molto veloci a salire anche con il carico pesante sulle spalle.

Abbiamo depositato il materiale in eccesso a 5700 metri ed abbiamo iniziato a scalare: Adam saliva da primo, avevamo con noi 400 metri di corde, ha attraversato un canale di ghiaccio facendo sosta a circa 5800 metri. Ho sentito che fissava un chiodo da roccia e l’ho visto fare la manovra di ancoraggio, poi è successo qualcosa ed è caduto. È volato per circa 80 metri. Durante il volo improvviso non ho potuto far altro che ancorare al meglio la sua corda al mio imbrago e poi attendere la botta. Ho fatto un rapido calcolo, ero sicuro che le due viti da ghiaccio infilate nel ghiaccio duro avrebbero retto lo strattone. Fortunatamente la caduta è avvenuta sul pendio libero da rocce affioranti. Ho approntato una sicurezza fino alla sosta precedente. Se si fosse rotto qualcosa per me non sarebbe stato per niente facile portarlo giù, fortunatamente la caduta gli ha procurato solo delle escoriazioni e perdita di materiale da scalata.

Tre giorni fa, invece, Daniele Nardi è stato coinvolto in un volo che poteva avere conseguenze molto serie. Mentre stava salendo la via Kinshofer, circa a metà, l’ancoraggio sommitale ha ceduto facendo cadere Nardi per circa 8/15 metri. La caduta (della quale abbiamo parlato a questo link) ha avuto un fattore di 4 o 5 ed è costata all’alpinista laziale un forte spavento e dei dolori alla spalla e alla schiena. Passato lo spavento, Nardi si è concesso un po’ di relax con lo slittino (su un ottomila!) prima di procedere, domani, con un nuovo tentativo.

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Daniele Nardi con lo slittino sul Nanga Parbat

Simone Moro e Tamara Lunger, intanto, devono fare i conti con il vento sulla via Messner-Eisendle. Dopo essere stati a campo 2 (circa 6000 m), sono rientrati al campo base non ritenendo le condizioni idonee per proseguire. Il meteo, in questi giorni, non registra nevicate ma il vento si sta rivelando un problema non da poco. Al campo 2, infatti, risultano bloccati in tenda Elisabeth Revol e Tomek Mackiewicz, che sperano in un miglioramento per puntare a campo 3 (6600m).

La spedizione polacca Justice for all non ha inviato invece molte informazioni sul loro tentativo al versante Rupal, quindi sappiamo troppo poco per poter entrare nei particolari. Ciò che si sa è che, in termini generali, il meteo sembra essere abbastanza favorevole e, nei prossimi giorni, si svolgeranno diversi tentativi alla vetta.

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La tenda di Simone Moro e Tamara Lunger

 

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