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12 aprile 2015

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PIOLETS D’OR 2015. Ecco i vincitori!

600px-LOCANDINA-piolets-2015PIOLETS D’OR 2015. TRE LE ASCENSIONI PREMIATE: LA DUREZZA DI UNA MEMORABILE TRAVERSATA PATAGONICA, L’ASPREZZA DI UNA PARETE DI QUASI 2000 METRI NELLA VALLE DELL’EVEREST, L’ELEGANZA DI UNA NUOVA VIA SULLE MONTAGNE INDIANE

La 23^ edizione dei Piolets d’Or, il più prestigioso premio di alpinismo a livello internazionale, ha premiato ieri sera al Cinema Palanoir di Courmayeur, tre imprese, quelle effettuate dagli statunitensi Tommy Caldwell e Alex Honnold, i russi Aleksander Gukov e Aleksey Lonchinsky, e gli sloveni Marko Prezelj, Ales Cesen e Luka Lindic.

I primi hanno firmato la traversata del Fitz Roy (Argentina), i secondi hanno scalato la parete sud del Thamserku (Nepal), gli ultimi hanno aperto una nuova via sul versante nord dell’Hagshu (India).

Le tre migliori scalate, sono state selezionate, all’interno di una lista di 58 ascensioni, da una giuria tecnica composta da nove alpinisti di fama mondiale, provenienti da altrettanti paesi: Hervé Barmasse (Italia), Kazuki Amano (Giappone), Valeri Babanov (Russia), Stephane Benoist (Francia), Andy Houseman (Gran Bretagna), Michael Kennedy (Stati Uniti), Ines Papert (Germania), Raphael Slawinsky (Canada), Andrej Stemfeli (Slovenia).

Chris Bonington e il suo Piolet d’Or Carrière. Foto: Lanzeri

Consegnato a Chris Bonington, il Piolet d’Or alla carriera-Premio Walter Bonatti. L’alpinista britannico, classe 1934, fuoriclasse dell’alta quota,  ha cambiato l’approccio dell’alpinismo sulle Alpi e in Himalaya tra gli anni ’60 e gli anni ’80. Annapurna II, Nuptse, il pilastro del Freney sul Monte Bianco, le Torri del Paine, il Changabang, lo Shivling sono alcune delle ‘perle’ che hanno impreziosito la sua vita alpinistica. Il nome di Bonington entra quindi a pieno titolo nell’albo d’oro della manifestazione dopo lo stesso Bonatti, Reinhold Messner, Doug Scott, Robert Paragot, Kurt Diemberger e John Roskelley.
Condotta da Kay Rush.

La serata, ha visto la  partecipazione dei gruppi musicali L’Orage e Trouveur valdoten, e  la proiezione di un video inedito di 22 minuti su Chris Bonington realizzato da Vinicio Stefanello.

MOTIVAZIONI PIOLETS D’OR CARRIÈRE

L’immensa ricchezza e la diversità delle prime salite realizzate da Chris Bonington rendono senza eguali il suo contributo al mondo dell’alpinismo. Infatti, in tutto il Regno Unito molte pareti, considerate grandi classiche, possono vantare una “via Bonington”. Le sue arrampicate sulle Alpi sono leggendarie, così come lo sono stati il suo carisma e la sua determinazione durante le pionieristiche ascese sulle più famose pareti dell’Himalaya, come capo spedizione. Senza dimenticare la lunga successione di prime salite in stile alpino, spesso su vette inviolate nel Greater Rangers. Il suo incontenibile entusiasmo per l’arrampicata é vivo ancora oggi.

MOTIVAZIONI PIOLETS D’OR 2015

Per il mondo dell’alpinismo, il 2014 è stato un anno caratterizzato da un clima insolitamente sfavorevole e da tensioni geo-politiche. Ciò nonostante, non sono mancati audaci scalatori pronti a tentare salite esplorative. I nove membri della giuria tecnica internazionale hanno scelto tre salite, due sull’Himalaya e una in Patagonia, simbolo di uno stile alpino moderno, tecnico e di alto livello. Queste imprese, tutte ambite tra gli scalatori, incarnano i valori di un nuovo modo di fare alpinismo e come tali vengono celebrate.

Tutti i premiati con il Piolets d’Or 2015. Foto: Lanzeri

LE ASCENSIONI PREMIATE

Traversata della catena del Fitz Roy (3.405 metri, Patagonia-Argentina)
Dal 12 al 16 febbraio 2014 gli statunitensi Tommy Caldwell e Alex Honnold hanno realizzato la traversata completa, da nord a sud, raggiungendo sette cime per un totale di 4.000 metri di scalata, con un grado massimo di 7A e passaggi a 65 gradi su ghiaccio. La parte più tecnica riguarda al Chalten attraverso il pilastro nord (aperto da Renato Casarotto). La chiave del successo è stata la rapidità che ha permesso di beneficiare dei pochi e brevi momenti di bel tempo in Patagonia. Caldwell e Honnold hanno effettuato la scalata portando con sè il minor peso possibile, spesso procedendo a breve distanza uno dall’altro e con la corda tesa.

Thamserku (6.618 metri, Khumbu-Nepal)
I russi Alexander Gukov e Alexei Lonchinskiy hanno aperto una via sulla parete sud-ovest, alta 1.620 metri, ribattezzata Shy Girl. Hanno effettuato sei bivacchi in quota. Ribattezzata Shy girl, la via è stata stimata 6A/6B, presenta passaggi ripidi di ghiaccio con sezioni di misto M4/M5 e dei tratti da superare con arrampicata artificiale. La linea seguita sbuca sulla cresta sud, circa 300 metri sotto la vetta. La discesa è avvenuta dalla cresta sud e lungo il versante sud-ovest, con 22 tiri di corda è un bivacco supplementare.

Hangshu (6.657 metri, Kisthwar-India)
Gli sloveni Ales Cesen, Luka Lindic e Marko Prezelj hanno aperto una via sulla parete nord, alta 1.350 metri. Il percorso ha molti passaggi tecnici spettacolari. La ripidità e la durezza del ghiaccio li ha obbligati a scalare il primo giorno fino alle 2 di notte. Il giorno dopo, il 30 settembre, hanno raggiunto la vetta alle 17 per poi scendere lungo la via aperta dai polacchi nel 1989.

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