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27 giugno 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Aggiornamenti da K2, Broad Peak, Nanga Parbat, Gasherbrum II e dai Seimila pakistani

K2 2019. Dal Concordia. Foto: Mike Horn

Ultime notizie dal Karakorum

La scorsa settimana, forti nevicate sul ghiacciaio del Baltoro hanno accolto le squadre di alpinisti dirette ai CB di K2 e Broad Peak. Tra queste, quella del sudafricano Mike Horn e lo svizzero Fred Roux, che ha come obiettivo la scalata della seconda montagna più alta del pianeta senza ossigeno supplementare e il team della spedizione internazionale composta da 17 membri, di cui fa parte la  giornalista-alpinista tedesca Billi Bierling e la neozelandese  Lydia Bradey che intendono realizzare la prima salita femminile del Broad Peak. Bierling è nota per essere diventata di fatto il successore di Liz Hawley nell’aggiornamento del database himalayano. I portatori della spedizione hanno lavorato con fatica nella neve profonda per montare le tende al CB del Broad Peak.

Le valanghe cadute lungo le pareti del K2 avrebbero danneggiato le corde fisse della spedizione giapponese al K2 che, secondo le guide locali, avrebbe interrotto la  spedizione

Quasi 400 scalatori saranno impegnati in Karakorum in questa stagione: 164 sul K2, 84 sul Gasherbrums, 58 al Broad Peak, oltre a un grande numero di permessi doppi e tripli.
Alcuni team di piccole dimensioni hanno come obiettivo le vette di 6.000 o 7.000 metri,  come Distaghil Sar, Muztagh Tower, Pumari Chhish, Spantik e Rakaposhi.

K2 (8.611 m)

Horn e Roux in perlustrazione sul K2. Fonte: Mike Horn/facebook

Una nuova settimana è iniziata e al CB del K2. Fino a ieri il maltempo ha ostacolando la progressione di Mike Horn e Fred Roux. I due, in attesa di condizioni meteo migliori per iniziare il loro primo giro di acclimatamento a C2 (6500 m), hanno effettuato una perlustrazione  “per mantenere le gambe in movimento e continuare a sorridere!”, scrive Horn sui suoi canali social.

Poche ore fa, l’alpinista sudafricano ci ha aggiornati con un nuovo post:

“Siamo di nuovo al Campo Base dopo essere saliti a Campo 1. Non siamo potuti andare oltre a causa della neve. Oggi è il primo giorno buono, quindi aspetteremo che la condizione della neve migliori per tornare su questa sera. Ci vogliono circa 2.5 ore dal Campo Base a quello Avanzato attraverso il seracco. Si tratta di un viaggio breve ma pericoloso a causa dell’esposizione alle valanghe e per i crepacci. Nella prima foto, la nostra vista dal Campo Base Avanzato… ci sentiamo bene dopo il muovimento che abbiamo fatto!

Mike Horn e Fred Roux al Campo Base Avanzato del K2. Fonte oto: M.Horn/facebook

Questo il primo video postato ieri dall’alpinista-esploratore:

 

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Mother Nature at her best.

Un post condiviso da Mike Horn (@mikehornexplorer) in data:

Nanga Parbat (8.125 m)

Reinhold Messner e Ali Sadpara al CB del Nanga Parbat, 2019. Foto: Ali Sadpara/facebook

Nel frattempo, gli alpinisti impegnati  sul Nanga Parbat procedono, nonostante le forti nevicate e le frequenti valanghe lungo il percorso.

La squadra del pakistano Ali Sadpara,  che attualmente sta guidando  l’influencer di Instagram Stefi Troquet e altri clienti sulla montagna, ha dovuto ritirarsi dalla salita a Campo 2 a causa del pericolo valanghe e delle nevicate incessanti. Ricordiamo che il catalano Sergi Mingote,  ha deciso di dirigersi direttamente al Nanga Parbat ed unirsi ad Ali Sadpara, anzichè  iniziare con il suo doppio progetto al Gasherbrum I e II.

La neve non ha fermato invece i russi Anton Pugovkin e Vitaly Lazo (spedizione”Death Zone Freeride”)  e l’italiano Cala Cimenti, che sono riusciti a raggiungere il Campo 3, esplorare le sezioni sopra e ritornare al Campo Base per un meritato riposo di un paio di giorni. “Abbiamo fatto la parte più difficile”, ha riferito Cala Cimenti. “Dopo Campo 3, diventa molto più semplice dal punto di vista tecnico e, in molte zone, si possono persino usare gli sci”.

Scrive Cimenti dal Campo Base: “Allora, qui la situazione è che abbiamo tutti voglia di partire per i campi alti, ma dobbiamo ancora recuperare ed essere molto attenti nel scegliere la finestra giusta”.

Notte al CB del Nanga Parbat, 2019. Foto: Cala Cimenti

Gasherbrum II (8.035 m)

Dopo diversi giorni e notti insonni alle prese con la burocrazia, Denis Urubko e María Cardell finalmente hanno ottenuto il permesso per scalare il Gasherbrum II.

Il 16 giugno è iniziato il loro trekking di avvicinamento. La coppia, una volta al campo base, valuterà le condizioni prima di tentare la loro nuova via. Per ora, hanno in programma di salire da soli, e nello stile più leggero possibile.

In un’intervista rilasciata alla rivista spagnola Oxigeno, Cardell ha ammesso che, nonostante gli  accurati preparativi e la loro esperienza, le  possibilità di successo di questo impegnativo progetto sono solo del 50%. “Per me, si tratta di realizzare un grande sogno insieme alla persona che amo”, ha affermato la compagna di Urubko.

Il valtellinese Marco Confortola è arrivato al CB del Gasherbrum II  il 22 giugno. Dalla sua pagina facebook, due giorni fa: “Il materiale è finalmente arrivato al completo al CB. Negli anni, con l’esperienza, con i consigli di chi ci ha preceduto, abbiano imparato ad assemblare il contenuto dei bidoni in modo “strategico” suddividendo in più bidoni il materiale Alpinistico dai generi alimentari, di modo che perdendo un bidone non perdi proprio tutto (materiale tecnico). Domani l’idea è quella di andare verso i 6.000 m di C1, ovviamente neve permettendo e con la speranza che si puliscano i pendii.”

Marco Confortola al CB del Gasherbrum II, 2019. Fonte: facebook

Alpinisti in azione sulle montagne del Pakistan di oltre 6000 metri

Oltre ai celebri 8000, il Pakistan è anche uno dei paradisi dell’arrampicata tecnica, con pareti e guglie di oltre 6.000 metri. Il governo sta facendo uno sforzo significativo per promuovere il turismo di montagna, costruire aeroporti, sistemare strade, mantenere i prezzi ragionevoli e garantire la sicurezza, ed evitare si ripeta un attacco terroristico come quello del 2013 al Nanga Parbat che provocò la morte di 11 scalatori.

Tutte le montagne al di sotto dei 6.500 metri di altezza sono considerate vette da trekking e non comportano costi aggiuntivi, aspetto che attira le piccole squadre di scalatori esperti, che sperano di aprire qui nuove vie o realizzare prime salite.

Le montagne del Pakistan meta di Della Bordella& C. Fonte: Matteo Della Bordella/facebook. Foto arch. Marcello Sanguineti

Attratti da queste montagne, gli italiani Matteo Della Bordella, Maurizio Giordani, Massimo Faletti e David Hall sono partiti per il Pakistan lo scorso venerdì per scalare un gruppo di vette che hanno visto solo in una foto. Un’avventura insolita, non conoscono le vie che seguiranno e come arrivarci esattamente. Tutto quello che sanno è che proveranno alcune nuove linee in stile alpino e che saranno volontariamente isolati, senza possibilità di fornire aggiornamenti e postare notizie sui canali social.

Ricordiamo che lo scorso anno, in Pakistan, Giordani e Faletti, hanno effettuato la prima salita del Kiris Peak.