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4 novembre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Andrea Lanfri mai così in alto! Punta Hiunchuli (7.246 m): foto di vetta

Andrea Lanfri, spedizione in Nepal a Punta Hiunchuli, 2019. Fonte: Instagram

Il 32enne di Sant’Andrea di Compito per la prima volta sopra quota 7000. Il prossimo obiettivo dell’ex atleta della nazionale paralimpica sarà #Everest2020

La notte del 26 ottobre, Andrea Lanfri ha piantato la sua bandiera in cima a Punta Hiunchuli (7.246 m). Quel tricolore che sventola fiero baciato dal sole a oltre 7000 metri di altezza sulla catena del Daulaghiri è qualcosa di più di un semplice simbolo, è il riscatto di un ragazzo che non ha mai smesso di crederci, nonostante gli ostacoli affrontati nella vita. L’aver raggiunto la vetta di questa montagna himalayana è un’impresa storica per l’ex atleta della nazionale paralimpica, per la prima volta così in alto:

“Fidatevi – racconta Andrea dal Nepal – che i 7246 metri si sentono tutti. Il percorso per arrivare fino in vetta è stato così organizzato: dal campo base siamo saliti di 500 metri per pernottare al campo numero 1 a quota 5400 metri. La mattina seguente abbiamo raggiunto il campo numero 2 scalando altri 900 metri in verticale e, dopo aver dormito lassù, il terzo giorno siamo andati a piantare la bandiera a 7246 metri per poi tornare a passare la notte al campo numero 1 prima di rientrare al campo base”.

Punta Hiunchuli, 2019. Andrea Lanfri e Luca Montanari: prima salita e discesa al Campo 2 per acclimatarsi. Foto: arch. Andrea Lanfri

Nei primi due giorni, Andrea e Luca Montanari, la guida alpina che lo ha affiancato in alta quota, si sono trovati a dover combattere con neve e brutto tempo.

Poi, nella giornata decisiva, anche il meteo ha deciso di arrendersi di fronte alla volontà e alla grinta di Andrea. Il cielo si è aperto e i ragazzi hanno potuto così affrontare l’ultima parte del percorso con un fantastico sole sopra le loro teste.

Luca Montanari e Andrea Lanfri in vetta a Punta Hiunchuli. Foto arch. A. Lanfri

“Adesso alla montagna non voglio pensarci per un po’ di tempo, diciamo che per un periodo sono a posto così – racconta scherzando Andrea -. A 7246 metri ho trovato condizioni climatiche molto impegnative. Nonostante il sole, le temperature erano veramente molto basse”. Dopo questa spedizione, Andrea ha la consapevolezza di poter continuare il suo percorso verso #Everest2020 e diventare il primo uomo con amputazioni sia agli arti superiori sia agli arti inferiori a scalare il tetto del mondo.

Per Lanfri la spedizione a Punta Hiunchili valeva come test decisivo per decidere se l’impresa #Everest2020 fosse fattibile o meno. Le protesi hanno risposto alla perfezione, nonostante le grande sollecitazioni sia a livello fisico (oltre la scalata i ragazzi per raggiungere il campo base hanno dovuto percorrere 80 chilometri di sentieri in 5 giorni, per un totale, tra andata e ritorno, di più di 200 chilometri di saliscendi) che climatico.

“L’unico step che mi manca da completare – aggiunge Lanfri – è il discorso economico. La speranza è di riuscire a recuperare entro pochi mesi tutta la cifra necessaria per partire. Avrò bisogno del sostegno dei miei partner e di chiunque voglia contribuire per realizzare questo grande sogno”.

Andrea e Luca trascorreranno qualche altro giorno in Nepal prima di fare rientro in Italia. Come da programma, a inizio della prossima settimana i ragazzi impacchetteranno tutti i bagagli per poi salire il 6 novembre sul volo che li riporterà a casa. Insieme a loro in Italia sbarcheranno tanti ricordi e le emozioni di un’esperienza davvero unica.