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10 giugno 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Elisabeth Revol in vetta all’Everest con ossigeno supplementare. La rettifica del suo sponsor

Selfie Elisabeth Revol. Fonte: valandre.com

Niels-Henrik Friisbøl: “abbiamo erroneamente pensato che avesse scalato l’Everest senza usare ossigeno supplementare. Abbiamo condiviso queste notizie sui nostri social network senza conferma da parte sua”

L’ultima parola doveva essere quella di Elizabeth Revol circa l’uso o meno dell’ossigeno supplementare durante la sua traversata Everest-Lhotse. Ma alla fine è stato il suo sponsor a parlare. Dopo aver annunciato che la francese aveva raggiunto la vetta dell’Everest senza ossigeno supplementare, l’amministratore delegato di Valandrè, Niels-Henrik Friisbøl, si congratula con l’alpinista francese e chiedere scusa per il informazione errata divulgata, attraverso una comunicazione pubblicata sulla pagina facebook dell’azienda:

“Ci congratuliamo con la nostra atleta Elisabeth Revol per aver completato la traversata dell’Everest-Lhotse e per aver dimostrato notevole forza d’animo e ponderazione”

La scalata dell’Everest di Eli è stato un omaggio al suo sogno infantile. Ha scelto di scalare in silenzio, per se stessa, per affrontare faccia a faccia il luogo che ama così tanto.

La mattina del 23 maggio, abbiamo ricevuto un messaggio dal marito di Eli, che annunciava che aveva scalato l’Everest e si stava preparando a scalare il Lhotse.

Conoscendo la sua forza eccezionale e il fatto che fosse già pre-ambientata a 8.400 m, abbiamo erroneamente pensato che avesse scalato l’Everest senza usare ossigeno supplementare. Abbiamo condiviso queste notizie sui nostri social network senza conferma da parte sua.

Non sapevamo quello che il mondo ora sa, vale a dire l’orribile congestione degli ultimi cento metri che portavano alla vetta quel giorno, risultata anche fatale per alcuni.

Elizabeth ha dovuto scegliere di rinunciare al suo tentativo, o di utilizzare l’ossigeno come precauzione per realizzare il suo sogno d’infanzia. Apprezziamo la sua capacità decisionale come atleta esperta e rispettiamo la sua scelta. Ammiriamo la sua forza d’animo. “

Ricordiamo che il 24 maggio l’organizzatore locale della spedizione, aveva confermato la vetta dell’Everest e del Lhotse per l’alpinista francese ma senza precisare se fosse avvenuta con o senza  l’utilizzo di ossigeno supplementare.