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21 ottobre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Felipe Valverde muore durante la discesa dal Chuki Mago (6.287 m)

Squadra di salvataggio e sicurezza intervenute sul Chukyi Mago il 20 ottobre 2019. Foto: Gokarna Bhandari/THT

L’alpinista spagnolo è morto dopo aver salito  il Chuki Mago (6.287 m). Il compagno di scalata, David, Suela è stato salvato dai soccorsi nepalesi intervenuti con gli elicotteri oltre i seimila metri

Lo spagnolo Felipe Valverde “Tronko”, 44 anni,  ha perso la vita sabato in Nepal, durante la discesa del Chuki Mago (6.287 m.), che aveva scalato con successo insieme al suo compagno  David Suela. Valverde è precipitato nel vuoto per  700 metri.

Ad allertare i soccorsi, Mikel Zabalza e Sonia Casas, in contatto radio con i due alpinisti.
Zabalza e Casas avevano lasciato il Nepal alla fine di settembre per scalare nella valle di Rolwaling, dove avevano come obiettivo principale l’apertura di una nuova via lungo la cresta occidentale del Chobutse (6.685 m).

Recupero di David Suela sul Chuki Mago. Fonte: Alex Txikon/facebook

Recupero di David Suela sul Chuki Mago. Fonte: Alex Txikon/facebook

Alex Txikon ha pubblicato sui suoi canali social la dinamica dell’incidente e alcune foto. Riportiamo alcune immagini del salvataggio e parte del suo racconto:

“David Suela e Felipe Valverde hanno effettuato una salita di prim’ordine al Chuki Mago (6.257 m), una di quelle montagne lontane dagli ottomila.

Ieri pomeriggio Mikel Zabalza e Sonia Casas ci hanno contattati dal loro telefono satellitare. Quando abbiamo ricevuto la chiamata,  automaticamente abbiamo capito che stava succedendo qualcosa di brutto. Oggi dobbiamo ringraziarli, con tutto il cuore, per il salvataggio di David.

Prima di intraprendere la salita, la cordata Zabalza-Casas si è munita di una radio per seguire l’avanzamento dell’ascesa di David e Felipe e il caso, ancora una volta, ha indotto David a portare la radio con sé.

Ora non si può più fare nulla per Felipe, ma questa mattina, grazie ancora una volta ai piloti nepalesi, a Sonia Casas, Mikel Zabalza e Ignacio de Zuloaga, David è stato salvato oltre i 6.000 metri, con  la tecnica in Long Line.

Vorrei aggiungere che il salvataggio è stato effettuato in condizioni meteorologiche avverse, in modo efficace e molto veloce grazie all’esperienza di Zabalza, Casas e Zuloaga. Se si devono attendere le garanzie delle compagnie di assicurazione per attivare i soccorsi i giorni passano e gli alpinisti perdono la vita. Speriamo che questo fatto aiuti le compagnie assicurative a migliorare i loro servizi ai clienti come Felipe e David. Per concludere, grazie a Mikel, Sonia, Ignacio e ai piloti che hanno effettuato il salvataggio. Un grande abbraccio alla famiglia e agli amici di David e Felipe.”