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3 agosto 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Alpi Occidentali · Aree Montane · Italia · Valle d'Aosta

“Integralissima di Peuterey” per Filip Babicz: prima ripetizione in solitaria e in sole 17 ore

Filip Babicz, “Integralissima di Peuterey” in solitaria. Fonte: facebook

Grande impresa dell’atleta polacco sul Monte Bianco: la prima solitaria e anche la prima ripetizione della variante della Cresta di Peuterey

Il polacco Filip Babicz, lo ha annunciato così  attraverso i suoi canali social:

“Ieri, il 31 luglio ho salito in solitaria la “Cresta più lunga delle Alpi” nella sua interezza! Si tratta della prima solitaria e anche la prima ripetizione di questa variante della Cresta di Peuterey. La salita è stata effettuata in totale autonomia, portando tutto il materiale dal fondovalle e senza conoscere la seconda parte, dall’Aiguille Noire al Monte Bianco di Courmayeur.

L’Integralissima di Peuterey, concepita dalla natura, sognata già da Preuss nel 1913, è stata salita per la prima volta dalla cordata tedesca Braun–Elwert e Kirmeier in 3 giorni nel 1973, dopo una precedente salita della classica Integrale. Da allora non è mai stata ripresa. Solo ora, 47 anni dopo è arrivata la prima ripetizione, stavolta in solitaria e in sole 17 ore!!

Filip Babicz ripete in solitaria l'”Integralissima di Peuterey”. Fonte: F.Babicz/facebook

Questa lunghissima variante consiste nella traversata della Cresta Peuterey nella sua completezza: dal fondovalle, dove nasce nei pressi del Torrente di Frêney, circa a 1840 m di altitudine, attraversando poi le creste di Mont Rouge, Tête de Chasseures, Aiguille Noire, Dames Anglaises, Aiguille Blanche, Grand Pillier d’Angle, Monte Bianco di Courmayeur fino alla vetta del Monte Bianco 4810m.

Per quanto riguarda i numeri questa cresta non ha concorrenza nelle Alpi. 8000 metri di sviluppo, oltre 4000 metri di dislivello positivo, 900 metri di corde doppie. Rispetto alla variante della Cresta di Peuterey conosciuta meglio, la classica Integrale, viene aggiunto l’attraversamento di 2 cime: Mont Rouge e Tête de Chasseures. Per fare un paragone tra l’Integrale e l’Integralissima al livello di ingaggio, lunghezza e difficoltà è come se si dovesse salire  la tanto famosa quanto temuta  cresta sud dell’Aiguille Noire, il tratto chiave dell’intera salita, per 2 volte prima di attaccare il seguito! Infatti le creste di Mont Rouge non hanno niente da invidiare alla sua sorella maggiore, è il tempo e l’impegno che ci vuole per attraversarla è praticamente identico.

Filip Babicz ripete in solitaria l'”Integralissima di Peuterey”. Fonte: F.Babicz/facebook