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15 aprile 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Invernale al K2 2019. Álex Txikon e la “guerra fredda” con la spedizione russo-kazako-kirghisa

Alex Txikon/K2 inverno 2019. Fonte: facebook

L’alpinista accusa il team di Vassily Pivtsov di aver screditato la scuola sovietica. Il basco assicura: “Non tornerò sul K2 in inverno in una situazione simile”

L’inverno 2019 al K2 è stato caratterizzato dall’insolita concomitanza di due spedizioni nello stesso campo base, sulla stessa via, e supportate dalla stessa agenzia, ma senza che alcuna vera condivisione ci fosse tra i due team, neanche a livello di comunicazione. Da una parte il basco Álex Txikon, insieme ai suoi compagni di cordata polacchi e gli sherpa nepalesi; dall’altra Vassily Pivtsov e Artem Braun, a capo di una squadra russo-kazako-kirghisa.

Durante i due mesi di spedizione, è emerso chiaramente che non scorresse buon sangue tra i due team: entrambi i gruppi seguivano la stessa via (Sperone degli Abruzzi) ma su linee parallele. Di solito, le varie spedizioni sugli Ottomila si accordano per attrezzare la via  e poi utilizzano le stesse corde fisse.

Nessun coordinamento dei team  nelle uscite ai campi in alta quota, nessun lavoro comune lungo la via.. non hanno nemmeno condiviso un po’ di tempo nelle lunghe ore trascorse al campo base. Segnalati solo alcuni contatti tra gli alpinisti polacchi del gruppo di Txikon con i membri dell’altra spedizione.

Fino ad ora, tutto si era limitato ad una  lettura tra le righe, ma Álex Txikon in un’intervista concessa a ExplorersWeb.com pochi giorni fa, è entrato  nel dettaglio raccontando la vera natura dei rapporti tra le due spedizioni.

Txikon ha accusato la spedizione russo-kazako-kirghisa  di aver mostrato “il lato peggiore dell’alpinismo”, assumendo un “comportamento egoistico, ferocemente competitivo e maleducato”.

Il basco si è detto “estremamente deluso”, affermando che gli alpinisti russo-kazako-kirghisi “hanno screditato la scuola ex-sovietica”. “Ho scalato con grandi uomini come Denis Urubko, Nikolai Totmyanin, Valery Babanov, Sergei Bogomolov, Alexei Bolotov e molti altri, e questo gruppo si è rivelato completamente un’altra cosa”.

Entrando nel merito, sulla base di dati registrati e documentati, Álex Txikon sostiene anche che la spedizione russo-kazako-kirghisa avrebbe abbandonato tra i 20-30 kg di rifiuti a Campo 1 e altri 40-50 kg al CBA: “L’abbiamo raccolto tutto e sto ancora aspettando che ci ringrazino.. Ma la cosa più sorprendente è che hanno piazzato a malapena 800 metri di corda dall’ABC al Campo 1 e ancora meno sul Camino Bill. Noi abbiamo attrezzato fino al  punto più alto che abbiamo raggiunto: corda coreana fino al Campo 1 e poi Corda semi-statica da 8 mm e 9 mm.

Secondo Txikon il team di Pivtsov, per salire, ha spesso utilizzato le corde lasciate sulla via nelle stagioni precedenti e non solo:  “Naturalmente, hanno anche usato le nostre corde quando non eravamo nelle vicinanze. E’ stato facile verificarlo dalle loro impronte e dalla tensione sulle corde quando li abbiamo osservati dal basso. Questo non sorprende; è infatti la scelta più logica se si tiene alla vita. Ma alcune delle vecchie corde che hanno utilizzato erano completamente staccate. Era pericoloso, spericolato e, beh, pazzesco.”

Spiega Txikon: “Dall’ABC, hanno scalato su roccia le prime sezioni non tanto ripide. Noi abbiamo scelto di salire  una rampa di ghiaccio/neve leggermente a destra.  Le nostre vie si sono unite a 5.700 metri. Loro hanno piazzato corde fisse da quel punto fino a 6.100 metri e nel Camino Bill. Tutto qui. Noi, nel frattempo, abbiamo fissato un totale di 3.000 metri di corda lungo 80 tiri. Poi, in discesa, siamo riusciti a recuperare 1.200 m di quelle corde, tutto ciò che potevamo.”

Commenta Txikon:  “Non avevano possibilità di successo, erano troppo lenti. Di solito noi salivamo due ore dopo, e riusciamo a raggiungerli  in mezz’ora. Avevano più possibilità di arrivare sulla luna che in cima al K2. A mio parere, le loro condizioni non erano adeguate e hanno utilizzato tattiche inusuali: zaini vecchi e grandi, due o tre bivacchi, alcuni dei quali molto vicino ai campi alti, contando su vecchie corde …”.

Tuttavia, l’ultimo attacco di Vassily Pivtsov lo ha portato ad oltre 7.500 m, mentre Alex Txikon non ha superato i 7.200 metri di quota.

In conclusione, Álex Txikon, molto deluso, ha dichiarato: “Quella che avrebbe dovuto essere un’occasione d’oro per unire le forze e mostrare il lato positivo dell’alpinismo si è rivelata una situazione molto stressante che non ha giovato a nessuno” . Il basco, che ha intenzione di tornare in inverno sul K2, rinuncerà qualora si dovessero ripresentare le medesime condizioni di concorrenza e ostilità tra team.

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