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14 marzo 2018

Alpinismo e Spedizioni · Vertical

L’astronauta Maurizio Cheli pronto a scalare l’Everest

Maurizio Cheli. Fonte: Ansa

Lo accompagnerà l’alpinista valdostano Marco Camandona

L’astronauta italiano Maurizio Cheli – che volò nel 1996 a bordo dello Space Shuttle Columbia (Mission STS-75) – nei prossimi mesi tenterà la scalata dell’Everest, la montagna più alta della Terra con i suoi 8.848 metri di altitudine. L’Ottomila si trova nella catena Himalayana, al confine tra Tibet e Nepal.

Scrive Cheli: “Ci sono molti modi per raggiungere il cielo. Io l’ho fatto a bordo di uno Space Shuttle e pilotando aerei. Ora voglio farlo con le mie gambe, raggiungendo la vetta più alta del mondo”

Cheli sarà accompagnato dalla guida alpina valdostana Marco Camandona, che ha già scalato in carriera numerosi Ottomila.

La partenza è prevista all’inizio di aprile del 2018: da Kathmandu la spedizione risalirà la valle del Khumbu fino al campo base dove inizierà l’acclimatamento che precede il tentativo di vetta.

L’idea di scalare la montagna più alta del mondo è venuta a Cheli quando, nel febbraio del 1996, ha scattato alcune foto mentre era in orbita attorno alla Terra a bordo dello Shuttle Columbia. “L’obiettivo – spiega Camandona – è di raggiungere la vetta dalla parete sud. Per me è un ritorno dopo la salita del 2010 dal versante nord”.

Everest. Fonte: Maurizio Cheli

La spedizione tra aprile e maggio 2018

Dopo l’arrivo a Kathmandu tra il 9 e il 10 di Aprile, il programma prevede il trasferimento al Campo Base con un trekking di circa 10 gg. Nelle settimane seguenti si procederà all’acclimatazione con escursioni ai campi più alti: Campo 1 a 6400 metri, Campo 2 a 6900 metri e Campo 3 a 7400 metri) in attesa della finestra meteo che normalmente si apre tra la seconda e la terza settimana di Maggio.

Appena le condizioni lo consentiranno si inizierà l’ascensione finale agli 8.848 metri della cima. Il rientro è previsto per la prima settimana di Giugno.

  • giuseppe

    Che notizia dal grande contenuto alpinistico!! L’Everest è oramai una luna park per ricchi vanitosi. Provi a salire senza scorta al seguito e senza ossigeno, poi ci potrà essere la notizia! Capisco solo la guida che può approfittare per farsi pubblicità, oltre che essere pagato profumatamente!

    • Mi pare un commento quanto meno fuori luogo; per diventare astronauta occorre sottostare ad un allenamento durissimo, molto similare a quello alpinistico. Per quanto riguarda la guida, il signor Marco Camandona è guida alpina di altissimo livello, tralaltro impegnato nel sociale; con il progetto umanitario in Nepal, nel 2015, ha creato con la sua squadra la Onlus “Sanonani” che in nepalese significa “Piccolo Bambino”che aiuta molti bambini in difficoltà.
      Lei che ha fatto invece, Giuseppe?