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3 agosto 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Il Nepal riapre alle scalate 414 montagne himalayane, compreso l’Everest

Fonte: Republic

Riprendono le attività alpinistiche sospese dal governo per quasi cinque mesi. Restano chiuse 75 montagne

Il governo nepalese, riapre  le montagne del paese e  il Dipartimento del Turismo (DoT) da giovedì 30 luglio, rilascia nuovamente agli alpinisti i permessi per le scalate.  “Le montagne sono aperte per la stagione autunnale di quest’anno.”, ha dichiarato Mira Acharya, direttore del DoT.

Acharya ha informato Republica che il Ministero della cultura, del turismo e dell’aviazione civile sta ancora discutendo la modalità di quarantena per i visitatori internazionali che raggiungeranno il Nepal per scopi alpinistici. “Dobbiamo ancora ottenere chiare istruzioni dal ministero al riguardo”, ha riferito  a Republica.

La stagione alpinistica primaverile era stata interrotta  mesi fa quando si è intensificata la diffusione del Coronavirus COVID-19. Come misura precauzionale per la sicurezza degli scalatori, il paese aveva sospeso tutti i permessi di arrampicata per la stagione primaverile.

Il paese ha revocato  il lockdown, permettendo la riprese dei servizi. Aperti alberghi, trekking e l’attività alpinistica  mentre i regolari voli aerei internazionali riprenderanno a partire dal 17 agosto. Riapre anche il  “Rum Doodle“, un bar di Kathmandu noto  tra gli alpinisti.
Sebbene l’afflusso di turisti sia rimasto bloccato per quattro mesi, gli imprenditori del turismo sostengono che ci siano turisti che non hanno annullato le loro prenotazioni e  che desiderano visitare il paese in autunno.

Gli scalatori stranieri pagheranno una royalty di US $ 125 a testa al governo per le spedizioni in montagna fino a 6.500 metri, durante la stagione autunnale, e $ 900 a testa per montagne superiori a 8.000 metri. Per contro, i nepalesi dovranno versare 2.000 Rs a testa per scalare montagne fino a 6.500 metri e 5.000 Rs per picchi oltre gli 8.000 metri, tranne che per l’Everest, sempre nella stagione autunnale. Per gli stranieri, la tassa per l’Everest sarà di $ 5.500 per la via normale e $ 5.000 per altre vie.

In totale, sono state aperte  414 montagne. Scondo il dipartimento,, 75 rimarranno chiuse.

 

I dubbi e ancora nessuna decisione sulla quarantena

Foto: Stefan Nestler

Ci vorrà molto tempo prima che la vita in Nepal torni alla normalità.

Molte domande sono ancora senza risposta. “I termini della quarantena sono ancora in discussione”, ha accermato Mira Acharja all’agenzia di stampa cinese Xinhua. “Questo è il motivo per cui non siamo in grado di fare pronostici sull’affluenza degli alpinisti nel paese”.

Rimangono molti dubbi. Quanti voli saranno ammessi e da quali paesi? Finora il Ministero del Turismo è stato piuttosto vago, dichiarando che i primi a poter arrivare in Nepal saranno  i turisti i cui paesi di origine non sono colpiti in modo massiccio dalla pandemia. E inoltre, cosa succederà dopo? È sufficiente che i turisti presentino un certificato di negatività al COVID-19 all’arrivo o  i test dovranno essere effettuati all’arrivo a Kathmandu? L’attuale quarantena di 14 giorni rimarrà in vigore? Cosa accadrà in caso di infezione in Nepal? Stefan Nestler ha posto queste domande al Ministero del Turismo nepalese ma non ha ancora ricevuto risposta.

La curva delle infezioni da coronavirus in Nepal non tende a diminuire. Al 29 luglio scorso,  si registravano più di 19.000 casi in Himalaya. Attualmente sono oltre  5.000 i contagiati  da COVID-19 in isolamento e 57  i morti per coronavirus. La maggior parte delle infezioni viene segnalata nella regione di confine con l’India. Finora le regioni montane sono state in gran parte risparmiate. Ad esempio, attualmente, sono state segnalate otto infezioni a Solukhumbu, la regione intorno al Monte Everest, anche se bisogna tenere in considerazione che   in un paese povero come il Nepal i test eseguiti sono decisamente inferiori rispetto ad un paese ricco e  industrializzato.

In Nepal l’industria del turismo è con le spalle al muro. Molti piccoli imprenditori del turismo nepalese si trovano in difficoltà. Sebbene gli operatori più grandi abbiano ricevuto  richieste per la stagione autunnale, sono in attesa di un piano dettagliato dal governo inerente le misure di sicurezza da adottare.

“Questa situazione mette a rischio i nostri clienti,il nostro personale e  le comunità locali”, scrive a Nestler Mingma Gyalje Sherpa, capo dell’operatore Imagine Nepal. “Se non otteniamo linee guida entro la prima settimana di agosto, annullerò le nostre spedizioni sugli  Ottomila. I miei clienti ne sono consapevoli.” L’agenzia di Mingma Gyalje Sherpa ha in programma spedizioni al Manaslu e al Dhaulagiri. “Non voglio fare tentativi ed errori”

Gli operatori delle spedizioni nei paesi di lingua tedesca hanno espresso scetticismo riguardo alla prevista apertura del Nepal dal 17 agosto. Per Lukas Furtenbach, dell’austriaca Furtenbach Adventures, nulla è cambiato dopo l’annuncio del governo nepalese. “Non è ancora tutto chiaro”, scrive Lukas a Nestler.

Kathmandu. Foto: Stefan Nestler

Lo svizzero Kari Kobler (Kobler & Partner), ritiene possibile per il prossimo autunno le spedizioni al settemila Himlung e al seimila Mera Peak. La decisione finale verrà presa alla fine di agosto. Nel caso in cui le spedizioni vengano confermate, i team non si fermeranno  a Kathmandu, annuncia Kari: “Dopo l’arrivo, conurremmo immediatamente i clienti verso i punti di partenza e proseguiremo il cammino il giorno seguente”.

Dominik Müller,  dell’operatore tedesco Amical Alpin, è molto scettico in merito alla stagione autunnale. Chi è disposto a trascorrere diverse ore sull’aereo con una mascherina? Con l’incertezza che dopo un  lungo trekking o una spedizione potrebbe entrare in quarantena”